Viterbo, 7 febbraio 2023 – Scintille in Provincia che fanno presagire un prossimo incendio. Tra Fratelli d’Italia e il presidente Alessandro Romoli (FI) è scontro. Su Palazzo Gentili torna, così, a materializzarsi quello spettro del peccato originale che fu il patto Forza Italia – Partito Democratico siglato alle elezioni provinciali del 2022, e che si rivelò il boia del comune di Viterbo, decapitando l’Amministrazione Arena e trascinando Palazzo dei Priori verso il baratro delle elezioni anticipate che lo hanno consegnato all’attuale sindaca Frontini. Dopo il comune di Viterbo, fatto cadere da Lega e Fratelli d’Italia, per il patto siglato dall’alleato Forza Italia con il Pd per l’elezione di Alessandro Romoli presidente della Provincia, la “mela avvelenata” dell’asse contro natura politica potrebbe tornare a mietere vittime. Non solo Palazzo Gentili, stavolta il mulinello delle acque tempestose potrebbe tirare dentro anche il comune di Civita Castellana in un effetto domino dagli effetti imprevedibili. Tutto inizia sulla strada Acquabianca: i consiglieri provinciali Luca Giampieri, sindaco di Civita Castellana, e Antonio Porri, diffondono una nota stampa acuminata in cui rimproverano a Romoli di avere preso provvedimenti per il ripristino della viabilità solo dopo una loro interrogazione. Da quest’altra parte i consiglieri provinciali Ciarlanti e Nicolai di Forza Italia ricordano agli altri due di non aver votato il bilancio di previsione dove si stanziavano fondi per gli interventi proprio su Acquabianca. Segue un’altra replica di Giampieri e Porri finché nella “zuffa” entra pure il presidente della Provincia, Alessandro Romoli, uomo di spiccato temperamento che spiega ai meloniani che l’iter per il ripristino delle condizioni della strada non è roba dall’oggi al domani, per cui era già in atto durante la loro interrogazione. Insomma la giostra a Palazzo Gentili è partita ed è destinata ad andare su di giri con le elezioni regionali. La prossima tornata elettorale è lo sfondo sommerso dello scontro, destinato presto a venire a galla. Il 14 febbraio con la chiusura dei seggi e il responso delle urne a Palazzo Gentili potrebbe cominciare la resa dei conti. Se Francesco Rocca sarà il nuovo presidente della regione Lazio con il centrodestra al governo della Pisana l’asse Forza Italia – Pd in Provincia di Viterbo potrebbe avere le ore contate. Dagli ambienti meloniani viterbesi, che sono quasi certi di piazzare un loro candidato al consiglio regionale del Lazio, potrebbe arrivare un segnale ad Alessandro Romoli che sarebbe più opportuno riallineare la maggioranza in Provincia con il colore del governo nazionale e quello regionale. Insomma un vero e proprio ribaltone con deleghe da togliere al Pd e assegnare a Lega e Fratelli d’Italia. E chissà che quel segnale non sia già implicito nelle scaramucce su strada Acquabianca. Pensiero dei meloniani sarebbe che per Alessandro Romoli, sostenuto da una maggioranza Pd-Forza Italia, potrebbe diventare difficoltoso il dialogo con una regione di centrodestra. Ma Romoli è sempre un forzista, con propri riferimenti anche all’interno del centrodestra unito regionale. Non solo, al diktat in Provincia, Romoli potrebbe decidere di far ballare la samba al comune di Civita Castellana e al sindaco Giampieri, tenuto in piedi da una maggioranza dove Forza Italia ha ben cinque consiglieri comunali. E il comune di Viterbo insegna che quando la valanga parte, non si sa quando e dove si ferma.