Viterbo, 14 maggio 2023 – Ugo Poggi, parole in libertà. Che la sua maggioranza pare non avere gradito. E così la sindaca ieri, dopo le esternazioni di Poggi sulla ruota panoramica, a suo dire un fallimento, gli ha ritirato la delega. “Saltano i mercatini, salta Viterbo in Fiore, è tutto un saltellare” aveva detto il consigliere comunale Ugo Poggi diversi mesi fa in occasione di alcune interviste sugli eventi organizzati dal Comune. Certo è che il consigliere non pensava che a saltellare sarebbe stata, in futuro, la sua “testa” con il ritiro da parte della sindaca della sua delega all’accessibilità del patrimonio culturale. E chissà che quella profezia: “È un tutto un saltellare” non debba ancora scrivere il suo capitolo più interessante, con un classico di ogni tempo e di ogni consiliatura: il cosiddetto salto della quaglia Proprio ieri, infatti, in occasione della processione del SS Salvatore, annullata per pioggia, Ugo Poggi è arrivato sul piazzale di Santa Maria Nuova, ma anziché unirsi ad alcuni esponenti della sua maggioranza presenti all’interno della chiesa, ha puntato dritto sul Presidente della provincia, Alessandro Romoli, che ha salutato con una vigorosa stretta di mano prima di allontanarsi per un giro in centro storico. Nulla di strano, anche se tra i due si è notato un certo feeling, una particolare sintonia, che non sarebbe peregrino immaginare che quella camminata in centro non possa tradursi in un altro tipo di percorso, quello politico, che porti Poggi sempre più lontano dalla maggioranza e sempre più vicino all’opposizione, magari proprio nell’area Romoli che in consiglio comunale ha già un esponente: Elpidio Micci (Viterbo Cresce). Del resto l’abilità strategica di Alessandro Romoli è cosa nota.
Certo è che il filo che legava Ugo Poggi al patto civico, pare molto logoro, dopo il ritiro della delega da parte della sindaca Chiara Frontini: “Ho ritenuto di ritirare al consigliere Poggi la delega assegnata all’accessibilità del patrimonio culturale – ha scritto ieri la sindaca Chiara Frontini sul social – perché è giusto nei confronti di un gruppo che si sta facendo in quattro per risollevare la città. Come abbiamo deciso di fare con Eros Marinetti lo scorso settembre, (quando si rese autore di alcune dichiarazioni verso il capofacchino Sandro Rossi ndr) e come succederà ogni volta che uno di noi commetterà un errore che nuoce al gruppo“. Quale sia l’errore commesso da Poggi, non è specificato, ma è probabilmente da ricondursi a una “certa disinvoltura” forse con cui il consigliere è solito esprimere alcune sue opinioni, che la stessa sindaca attribuisce “all’ingenuità dovuta ad una sostanziale inesperienza, essendo eletti per la prima volta, e per questo non sempre riusciamo a comprendere fino in fondo la portata delle nostre dichiarazioni – scrive sempre sul social – soprattutto quando rese in un contesto in cui non si rema dalla parte della città”. In realtà Poggi la sua opinione l’ha sempre espressa in modo chiaro. Mettendoci la faccia. Come quando criticò l’iniziativa Sonic Arts al museo civico per Natale, poco gradita, pare, anche ad altri consiglieri, rimasti però dietro le quinte. Poggi che commentò anche il rinvio di Viterbo in Fiore al 2024: “dopo l’impostazione sbagliata del Natale – aveva detto – inizia a suonare un campanello d’allarme”, aveva affermato, senza aspettarsi, forse, che stava per suonare anche per lui. “Non voglio criticare nessuno – aveva detto in quell’occasione Ugo Poggi – ma se ne doveva già cominciare a parlare a settembre, ottobre per fare l’evento a maggio. Senza programmazione – aveva proseguito – salta Viterbo in Fiore, saltano i mercatini, è tutto un saltellare”, aveva detto, finché a saltare è stato anche lui. Ma, prima, c’è voluto un giro “sulla ruota”. Quella panoramica. Commentarla è stata un’occasione che Ugo Poggi non si è lasciato scappare, esprimendo nuovamente la sua opinione e criticando l’operato della giunta: “Se è stato un flop che problema c’è? – dice – Ho verificato, sono andato su qualche giorno, ho visto che era sempre vuoto, mi sono detto hanno ragione i cittadini. Non l’ho detto con cattiveria”. Una dichiarazione opposta a quella della sindaca che ha parlato di una “prima volta” di cui siamo molto soddisfatti e che ha raccolto tanto entusiasmo: oltre ad essere bellissima, ha dato alla città un respiro moderno e ha incentivato le persone a ricominciare a vivere Pratogiardino anche di sera”. E così per Poggi la giostra si è fermata: via la delega. Se la decisione sarà irreversibile, o se il gesto ha un fine “educativo”, ossia restituirla a Poggi solo dopo che avrà dimostrato di saper stare zitto, non è dato saperlo. Si può solo ipotizzare. E nel campo delle probabilità c’è anche quella che lo stesso Poggi anziché allinearsi per riottenere la delega, decida anche lui di “saltellare” come i mercatini e come Viterbo in Fiore e finire dall’altra parte dei banchi del consiglio comunale. Per l’amministrazione Frontini, dopo solo un anno, arriverebbe un primo sfaldamento della maggioranza. Ma se anche Poggi rimanesse accanto al patto civico, dopo il ritiro della delega, c’è da aspettarsi che si senta ancora più libero non solo di parlare, ma anche di votare. Come gli pare. Un battitore libero, insomma, che ieri pareva curarsi poco della perdita della delega: “Faccio il consigliere comunale grazie alle persone che mi hanno votato. Rispetto loro e la mia città. Ho il mio orgoglio. Non sto a compromessi né con il Comune, né con la giunta, ma solo con quelli che mi hanno votato”, ha tagliato corto.