Home Attualità Ricci (PD): «Viterbo in festa nasce per l’assenza del Comune». Sarà scontro in consiglio.
Ricci (PD): «Viterbo in festa nasce per l’assenza del Comune». Sarà scontro in consiglio.

Ricci (PD): «Viterbo in festa nasce per l’assenza del Comune». Sarà scontro in consiglio.

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Viterbo, 3 maggio 2023  – «Viterbo in festa nasce per l’assenza del Comune». Lo dice il capogruppo del Pd, Alvaro Ricci, a margine delle polemiche esplose via social subito dopo il taglio del nastro tra cittadini, organizzatori e Comune. Uno scontro virtuale acceso tra due opposte fazioni, quella, sembrerebbe maggioritaria, che accusa il Comune di non avere organizzato Viterbo in Fiore e quella che, invece, lo assolve per il fatto di avere contribuito all’organizzazione di Viterbo in Festa. Un vero e proprio polverone mediatico che ha tirato dentro un po’ tutti e che dovrebbe arrivare presto in consiglio comunale. A “battagliare sui social”, infatti, sono stati anche consiglieri comunali di maggioranza e di opposizione e la stessa sindaca che ad un certo punto, di fronte agli attacchi di una cittadina che l’accusava di voler prendere meriti non suoi per Viterbo in festa e di non avere fatto nulla, a suo dire, in questo primo anno di mandato elettorale, ha evidenziato il suo legame di parentela proprio con il consigliere comunale del Pd Alvaro Ricci. “Nelle città che funzionano – scrive la sindaca – i commercianti e gli imprenditori partecipano, insieme all’amministrazione e alle associazioni, a rendere vive le proprie vie. Ed è esattamente quello che sta succedendo con Viterbo in Festa: le associazioni hanno un’idea, che avrebbero organizzato comunque in un weekend primaverile, e che poi è stata anticipata al ponte del 1 maggio perché non c’erano le condizioni per organizzare San Pellegrino in Fiore, il Comune co-organizza coadiuvando al meglio delle proprie possibilità con uno stanziamento di 18.500€, il suolo pubblico gratuito, quattro spazi comunali gratuiti e un intero settore, guidato dal vice sindaco a supporto per superare ostacoli e burocrazie, i commercianti e i rappresentanti di categoria partecipano e contribuiscono. Tutti i grandi eventi e festival si organizzano così: così faceva Caffeina, così anche San Pellegrino in Fiore, che non è mai stato organizzato dal Comune, ma sempre da un ente terzo, tranne nel 2012 – specifica la sindaca –  e così è anche adesso. Ora, io capisco che l’opposizione debba fare il suo lavoro (sei la figlia di Alvaro vero, il consigliere del PD, erro?) e capisco pure che c’è chi per accreditare se stesso deve per forza trovare un nemico da attaccare, rimestare nel torbido, cercare la notizia per forza. Ma così facendo, l’unica che state attaccando, in realtà, è Viterbo». In difesa della figlia di Ricci, interviene la consigliera comunale Lina delle Monache (PD): «Ha espresso la sua opinione di cittadina e ha contribuito ad aiutare gli organizzatori. Attribuirle secondi fini e collegarla all’opposizione non solo è avvilente, ma anche scorretto e propagandistico. Sono basita». Nel ciclone mediatico interviene anche la presidente del consiglio, Letizia Chiatti, che ironicamente lancia l’hashtag #nonappropriatevidimeriti, destinato, forse, a sostituire il mantra sulle buche da riparare. Nella bufera si infila anche l’assessore, Stefano Floris: «Molti accusano l’attuale Amministrazione di non aver partecipato a Viterbo in Festa, mentre al contrario ha collaborato sia economicamente che mettendo a disposizione il personale degli uffici di vari settori». Su quanto affermato dalla sindaca, secondo la quale il Comune non avrebbe mai organizzato eventi e festival come San Pellegrino in Fiore, Alvaro Ricci puntualizza: «Il Comune aveva un rapporto convenzionale sia con Caffeina, sia con San Pellegrino in Fiore ai quali stanziava rispettivamente 50 mila euro e 80-90 mila euro. Come fa la sindaca a dire che il Comune non c’era. Solo materialmente l’evento lo organizzava la stessa Caffeina e l’ente autonomo San Pellegrino in Fiore. Questo è il punto. Invece questa manifestazione – puntualizza Alvaro Ricci – nasce per l’assenza del Comune, per aver cancellato Viterbo in Fiore». Riguardo alla gratuità degli spazi pubblici concessi, Ricci attacca: «Ci mancava che facessero pure pagare il suolo pubblico a chi stava facendo una cosa che loro dovevano fare. Tutto ciò è veramente assurdo».

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.