Amministrazioni pubbliche: niente più segreti. Arriva un nuovo strumento a disposizione dei cittadini per conoscere sempre di più, e sempre più da vicino, l’attività di chi amministra la cosa pubblica, con il fine di realizzare un controllo sociale e una partecipazione attiva alle scelte di governo.\r\n\r\nLa riforma della pubblica amministrazione sta marciando spedita verso l’obiettivo di rendere le pareti dei palazzi del potere trasparenti come vetro.\r\n\r\nNiente più tendine “scure” a proteggere le “segrete” stanze dei bottoni e dell’operato di chi le occupa.\r\n\r\nCon la legge 7 agosto 2015, n. 124, la cosiddetta Riforma Madia, chiunque avrà diritto a richiedere, gratuitamente e senza necessità di motivazione, dati e informazioni detenute dall’amministrazione pubblica, anche di quelle per le quali non è prevista la pubblicazione obbligatoria sul sito istituzionale.\r\n\r\nProprio questa specificazione segna un decisivo balzo in avanti sulla strada della trasparenza, rispetto alla legge n. 33 del 2013 che ha introdotto l’istituto dell’accesso civico in virtù del quale: “chiunque ha il diritto di richiedere, gratuitamente, e senza necessità di motivazione, documenti, informazioni o dati di cui le pubbliche amministrazioni hanno omesso la pubblicazione prevista dalla normativa vigente”.\r\n\r\nIn questo modo si è dotato il cittadino di un valido strumento di controllo sociale sull’attività pubblica. La norma prevede che sulla home page dei siti compaia una sezione “trasparenza” dove riportare tutta una serie di voci con i relativi dati. Sono già veramente tante le informazioni che bisogna rendere note all’esterno, anche se molti enti non sono ancora pienamente adempienti.\r\n\r\nIl D.lgs 14 marzo 2013 n.33 con l’introduzione dell’accesso civico ha affermato un concetto di trasparenza intesa come: “accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche”.\r\n\r\nLa stessa delibera Anac n. 50/2013 prevede che nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità siano indicate le misure per permettere l’attivazione dell’accesso civico.\r\n\r\nQuesto strumento, a sua volta, è un’ulteriore evoluzione del diritto di accesso disciplinato dalla Legge n. 241/90 che può essere esercitato solo in presenza di posizioni giuridicamente rilevanti (diritti soggettivi e interessi legittimi). Condizione, questa, non richiesta nel caso di accesso civico che estende quindi la sua fruibilità da parte di chiunque, finendo con il diventare uno straordinario strumento di controllo sull’operato di chi amministra, determinando il definitivo passaggio da un regime di segretezza a una condizione di piena condivisione di dati e informazioni sull’attività amministrativa. Il Piano Nazionale Anticorruzione considera l’accesso civico un valido mezzo per realizzare la trasparenza amministrativa ai fini della prevenzione della corruzione e per l’efficienza e l’efficacia dell’attività di governo.\r\n\r\nCon l’approvazione della riforma Madia che si ispira al FOIA viene introdotto un concetto ancora più ampio di accesso alle informazioni pubbliche e, quindi, alla trasparenza.\r\n\r\nLa nuova normativa stabilisce che: “allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche e di promuovere la partecipazione al dibattito pubblico, chiunque ha diritto di accedere ai dati e ai documenti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, ulteriori rispetto a quelli oggetto di pubblicazione ai sensi del presente decreto, nel rispetto dei limiti relativi alla tutela di interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti»\r\n\r\nLa grande novità è che il cittadino potrà richiedere anche quelle informazioni per le quali non è previsto l’obbligo di pubblicazione sul sito istituzionale.\r\n\r\nSi spalanca, quindi, totalemnte la finestra aperta dalla legge 33 del 2013 sull’attivitià amministrativa e la trasparenza assume così tutte le caratteristiche di un diritto umano fondamentale spettante a chiunque.\r\n\r\nIn attesa di vedere come si tradurrà in pratica l’idea di recepire il Foia con la riforma Madia, sono già parecchie le voci che le pubbliche amministrazioni devono rendere note con il decreto trasparenza. Tra queste ci sono informazioni riguardo: l’organizzazione, gli organi di indirizzo politico, che devono rendere noto, tra le altre cose, anche, per esempio, gli importi di viaggi di servizio e missioni pagati con fondi pubblici; informazioni riguardo ai titolari di incarichi dirigenziali, di collaborazione e consulenza rendendo noti i compensi con specificazione della componente variabile corrisposta in base alla valutazione del risultato. Obblighi di pubblicazione delle informazioni concernenti la dotazione organica e il costo del personale con rapporto di lavoro a tempo indeterminato specificando quando è imputabile alle unità assegnate agli uffici di diretta collaborazione con gli organi di indirizzo politico, nonché i tassi di assenza. Obblighi sulla pubblicazione dei dati relativi “alla valutazione della performance e alla distribuzione dei premi al personale, rendendo conto del livello di selettività utilizzato nella distribuzione dei premi e degli incentivi, nonché i dati relativi al grado di differenziazione nell’utilizzo della premialità sia per i dirigenti sia per i dipendenti”. Obblighi di pubblicazione delle informazioni inerenti l’uso delle risorse pubbliche: bilancio, preventivo e consuntivo, piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio, nonché d dati concernenti il monitoraggio degli obiettivi. Obblighi di pubblicazione anche sui servizi erogati: carta dei servizi o il documento contenente gli standard di qualità dei servizi pubblici, indicazione dei costi contabilizzati, e il relativo andamento nel tempo;\r\ni tempi medi di erogazione dei servizi, con riferimento all’esercizio finanziario precedente, i tempi di pagamento dell’amministrazione.\r\n\r\nInsomma l’elenco dei dati da comunicare obbligatoriamente è veramente lungo, e se la riforma della pubblica amministrazione troverà piena applicazione il cittadino ne potrà richiedere molti di più.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli