Home Attualità Piazza del Plebiscito, Micci (Lega): “I lastroni dovevano essere antichizzati”.
Piazza del Plebiscito, Micci (Lega): “I lastroni dovevano essere antichizzati”.

Piazza del Plebiscito, Micci (Lega): “I lastroni dovevano essere antichizzati”.

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Viterbo 21 ottobre 2024 – I lastroni posizionati a piazza del Plebiscito dovevano essere più “vecchi”, ossia  avere l’aspetto di pietre antiche e di dimensioni più grandi. L’ha sostenuto nell’ultima seduta di consiglio comunale, il consigliere della Lega, Andrea Micci, esibendo la documentazione fornita dagli uffici del Comune, in seguito a un suo accesso agli atti, aventi ad oggetto il progetto della nuova pavimentazione, righe in cui emerge il parere della Sovrintendenza in merito, e che riguardo alle lastre richiede:  “un congruo spessore” nonché essere  “bocciardate superficialmente ed eventualmente invecchiate in modo da raccordarsi a quelle del perimetro porticato”.

Andrea Micci (Lega)

È  iniziata così un’accesa discussione sulla pavimentazione di piazza del Plebiscito, rispetto alla quale è saltato fuori anche il progetto iniziale che prevedeva la disposizione delle lastre a “spina di pesce”. Una soluzione che non era piaciuta alla sovrintendenza che, quindi, aveva anche chiesto che “l’organizzazione delle lastre in piazza del Plebiscito, in considerazione della documentazione di archivio prodotta nelle relazioni a corredo dell’istanza”, doveva essere “rimodulata secondo un disegno maggiormente in linea con quanto rappresentato nelle foto di archivio” e non con una “disposizione a correre”. Ma l’attuale pavimento, secondo Andrea Micci, sarebbe, invece, proprio cosi: “A correre”. Da qui l’interrogazione urgente che ha aperto l’ultima seduta di consiglio comunale. “Le lastre sono disposte a correre e a lato destra e sinistra sono spezzate – ha incalzato Micci –  Dove sono gli atti della sovrintendenza che autorizzano a fare una cosa diversa?” ha chiesto.

Stefano Floris

È toccato a Stefano Floris, assessore ai Lavori Pubblici, dare spiegazioni: “Tutto quello che si sta facendo in piazza è stato concordato con la sovrintendenza che è venuta anche durante la prima fase dei lavori. Si è resa conto che le lastre erano a correre. Le dimensioni sono leggermente più piccole rispetto a quelle settecentesche per una questione di manovrabilità, pesano due quintali e mezzo, se fossero state più grandi sarebbe stato più complesso metterle in opera”, ha detto Floris. “Se non ci fosse stata Santa Rosa – ha continuato – saremmo molto più avanti. L’interruzione di agosto  ha allungato i tempi. Ogni volta che si fa un lavoro lungo il percorso della Macchina, è così”. La discussione è finita, poi, sugli scavi: “Siamo tutti in attesa di sapere le cose trovate a che epoca risalgono”. Ha detto Floris. Negli stessi atti portati in aula da Micci, la sovrintendenza prevedeva “in caso di rinvenimenti archeologici interferenti con le opere in progetto”, di “porre in essere tutti gli accorgimenti, compresa l’eventuale variazione del progetto e approfondimenti di scavo archeologico necessari ad assicurare la tutela e la conservazione dei resti”. Ipotesi che si è verificata, con il ritrovamento di reperti archeologici. In merito se ne saprà di più la prossima settimana, quando anche il settore dei Lavori Pubblici potrebbe richiedere una road map aggiornata, per capire le tempistiche del cantiere alla luce di quelle necessarie a completare gli scavi, legate, a loro volta, alla natura di quello che uscirà fuori dal sottosuolo e come sarà trattato: se la piazza, completate le operazioni della sovrintendenza, sarà ricoperta con la pavimentazione prevista, o se questa subirà degli stravolgimenti, per recare testimonianza di quel pezzo della città che sta tornando un superficie.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.