Home Cronaca Baby gang: “Abbiamo paura. Non usciamo più di casa dopo una certa ora”.
Baby gang: “Abbiamo paura. Non usciamo più di casa dopo una certa ora”.

Baby gang: “Abbiamo paura. Non usciamo più di casa dopo una certa ora”.

0
0

Viterbo, 12 settembre 2023 – Oramai c’è un coprifuoco spontaneo tra gli abitanti del centro storico. Difficile che si esca di casa dopo una certa ora. C’è paura. Soprattutto dentro le mura, la città è sempre più spesso teatro di violenza, dove si stanno conquistando la scena le famose baby gang. Ragazzini giovanissimi che seminano panico un po’ ovunque. Una folle spirale di insano divertimento, portato alle estreme conseguenze della provocazione come filosofia  di queste giovanissime generazioni. Incontrollabili, oramai non li fermi più”, dice una residente in zona Sant’Antonio. “Noi ci siamo rassegnati. Bestemmie, urla, se li sgridi, fanno peggio. Anche se sono piccoli, siamo impauriti. Non temono nulla. Per questo sono pericolosi. Quando vedono arrivare la polizia si nascondono. Passata la volante, tornano dove erano a fare le loro bravate. Oramai non si contengono più. Stanno spesso dietro all’ospedale vecchio, oppure sotto Palazzo Papale, ora pare si siano spostati verso le giostre”. Anche a San Pellegrino c’è paura tra i residenti: “C’è delinquenza – dice un abitante -. Io ho paura. Anche i miei parenti, tanto che spesso mi chiedono di accompagnarli quando devono passare nei vicoli. L’allungamento dell’orario di apertura dei locali notturni, non aiuta. Ci sono 13enni che vomitano e urinano nei portoni. La situazione non è più sostenibile. Mi auguro che mettano delle guardie”. La situazione non migliora a San Faustino, zona da sempre critica, dove l’operato delle baby gang si perde negli episodi di generale e diffuso degrado che dilaga da decenni nel quartiere: “Tempo fa – è il racconto di una residente – ero appena rientrata con la macchina a casa. Erano circa le 21. Avevo già parcheggiato. Ho sentito uno scoppio sul vetro, qualcuno mi aveva lanciato un sasso, io ero ancora dentro”. Un fatto che si somma a tanti altri nell’intreccio della trama del terrore urbano, un clima pesante, dove si respira ansia e inquietudine. “Qui tutte le notti c’è una gran caciara – continua la residente di San Faustino -. Famiglie che litigano.  Non so se le telecamere funzionino o no. Con il buio io ho rinunciato ad uscire. Avevo preso casa al centro storico per avere tutto a portata di mano, anche gli eventi. Volevo viverlo, insomma. Ma non è possibile. I negozi chiudono, la gente non gira più. Oramai c’è una sorta di coprifuoco tacito generale. Anche piazza della Trinità è poco illuminata. Secondo me, servirebbero due, tre, poliziotti di quartiere. A via Cairoli  ci sono oramai metà negozi, rispetto a prima. Non solo baby gang – prosegue -. Qui è un degrado generale: fumano, bevono, spacciano”, continua la residente di San Faustino. Risalendo il centro storico, in zona via dell’Orologio Vecchio, stessa situazione: “Se abbiamo paura? Ma qui c’è da tremare. Vengono a drogarsi, dalla mattina alla sera”, dice una residente della zona. Dopo il tramonto, oramai, non usciamo più. Facciamo le serrate. Ci chiudiamo dentro casa. Il pomeriggio c’è un via vai di gente. Viaggia di tutto, eroina, cocaina. Come fai ad uscire? E quando lo fai, stai sempre in allerta. Ho una nipote di 10 anni, temo anche di farla uscire nelle aree esterne dell’abitazione”. Per quanto riguarda le baby gang, la signora esclama decisa: “Credo che si debbano educare prima i genitori, poi i figli. La colpa è dei grandi”.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.