Home Attualità Bagnaccio: il 3 marzo la commissione per valutare le proposte arrivate.
Bagnaccio: il 3 marzo la commissione per valutare le proposte arrivate.

Bagnaccio: il 3 marzo la commissione per valutare le proposte arrivate.

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Viterbo, 20 febbraio 2025 – Il 3 marzo si riunirà per la prima volta la commissione che dovrà decidere il progetto vincitore. Oggi il termine ultimo per la presentazione delle proposte. Ma sulla data di riapertura l’assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Floris, non rischia previsioni, considerate le polemiche che hanno accompagnato la vicenda in questi anni e l’attacco di qualche giorno fa dell’opposizione sul termalismo. Settore verso il quale Andrea Micci, Giulio Marini e Laura Allegrini, hanno mosso pesanti critiche, accusando la maggioranza di non avere fatto nulla in questi tre anni di mandato elettorale su un tema che pure avevano messo al centro della loro agenda politica. L’ acqua termale, dunque, a Viterbo inizia a farsi “bollente”. “La commissione è stata nominata”, dice l’assessore Stefano Floris, “Si riunirà il tre marzo per esaminare le proposte pervenute. Non possiamo dare una data certa per la riapertura del Bagnaccio poiché dipenderà dal lavoro della commissione, da quanti progetti effettivamente sono arrivati e dalla tempistica indicata dal proponente vincitore per l’attuazione di quanto proposto”. Ma è sulle ex terme Inps che Floris risponde a tono alle critiche dell’opposizione di non avere fatto ancora nulla e, in particolare, di non avere proseguito la progettazione iniziata con il centrodestra che, tuttavia, pare non rientri nei piani dei nuovi amministratori. “Con la Regione ci siamo riuniti un paio di volte nel 2024 – informa Floris – ma non ci siamo ancora visti nel 2025. Contiamo di farlo nel breve periodo”. L’interlocuzione con la Regione è un tassello imprescindibile essendo proprietaria al 50% dell’immobile insieme al Comune. “Le ex terme Inps sono quasi 40 anni che sono chiuse – attacca Floris – non si può pensare che l’amministrazione Frontini arrivi e faccia miracoli, dopo che si sono succedute varie amministrazioni e con un’alternanza politica. Siamo fermi perché stiamo ancora valutando. Ma è uno dei nostri obiettivi il recupero delle ex terme Inps”.  Pure sul Parco del Bullicame sembrerebbe tutto fermo, ma Floris assicura che, invece, a Palazzo dei Priori si sta lavorando: “Stiamo predisponendo un master plan”, dice, “La stessa sindaca ha preso l’impegno a presentarlo. È in fase di stesura ed entro qualche mese verrà portato in consiglio comunale. Si tratta di un settore centrale del bacino termale viterbese”. Da vedere se esso riporterà anche quel progetto di cui si è già sentito parlare di creare un unico sistema tra parco del Bullicame ed orto botanico dell’Università degli Studi della Tuscia che potrebbe applicare la propria competenza alla valorizzazione e alla tutela delle specie vegetali e animali che delineano la specificità dell’ “oasi” della Callara. Il progetto dovrà anche garantire la balneazione pubblica delle cosiddette pozze, elemento, questo, che potrebbe creare qualche difficoltà a dare vita a un sistema unico. Completato, invece, “tra fine gennaio e inizio marzo il ricondizionamento Zitelle”, dice Floris, “questo ha creato delle ripercussioni evidenti sull’acquifero termale, lo avevamo comunque messo in conto e anche preannunciato prima dell’operazione, tanto  è vero che per circa tre giorni è mancata l’acqua sia nelle piscine Carletti, sia al Bullicame. Nel momento in cui si è concluso l’intervento tecnico, nel giro di circa 12 ore i due siti termali sono tornati nella fruibilità pubblica. Ma chiaramente l’acquifero necessita di tempi più lunghi per ristabilizzarsi definitivamente in quanto sottoposto a un importante stress dal punto di vista idrogeologico. Inizieremo ad analizzare gli effetti del ricondizionamento nel mese di marzo”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.