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Bagnaia, primo giorno di scuola, cartelli contro il Comune: “4 anni di prese in giro”

Bagnaia, primo giorno di scuola, cartelli contro il Comune: “4 anni di prese in giro”

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Viterbo, 14 settembre 2026 – Il ritorno sui banchi di scuola è sempre un’immagine poetica da imprimere sul diario. Ma a Bagnaia, stamattina, le pagine scritte sono state di tutt’altro tenore. All’ingresso della scuola, sono stati affissi dei cartelli colorati piuttosto roventi, contro il Comune sullo stato dell’edificio.  A scriverli sarebbero stati i genitori, in un estremo grido di protesta di quelle che fino a poco tempo fa sarebbero state delle composte richieste riguardanti il degrado dell’edificio sede della  scuola media Tommaso Ghinucci e quella elementare  Gandin dell’istituto comprensivo Ellera a Bagnaia.

“Rispetto per i nostri figli”, riporta un cartello verde,

4 anni di prese in giro”, “scuola sicura per tutti” è scritto su due fogli gialli.

E poi il cartellino rosso contro l’amministrazione comunale, che suona come una sorta di “espulsione”  dal rettangolo di gioco, in tale caso è l’argomento serissimo dell’edilizia scolastica, per usare una metafora calcistica: “Muffa, bagni rotti, acqua dal soffitto, ma vi sembra normale?”, dice uno

e un altro “il nostro giardino con la pioggia è una piscina”,

“scuola abbandonata, cancello rotto”,

e infine un cartello verde: “Rispetto per i nostri figli”. 

L’indignazione dei genitori è evidente ed è stata meglio articolata in una nota scritta:

«Lunedì 14 settembre 2026 riapriranno le scuole e, come ogni anno, auguriamo a tutti i bambini un buon inizio di anno scolastico. Un augurio particolare va ai nostri ragazzi della scuola di Bagnaia, che si apprestano a tornare sui banchi nonostante la struttura, a quanto ci risulta, non sia ancora nelle condizioni migliori per accoglierli.
Perché dietro questa riapertura ci sono problematiche che vengono segnalate da mesi e che, ancora oggi, non hanno trovato una soluzione definitiva.
Le segnalazioni sono state fatte. I sopralluoghi sono stati effettuati. Gli appalti per i lavori sono stati assegnati. Le rassicurazioni da parte dell’Amministrazione comunale sono arrivate. Eppure, alla vigilia della riapertura, ci troviamo ancora con un’aula da bonificare e con i bagni del primo piano destinati ai bambini non funzionanti dal mese di febbraio e interessati dalla presenza di muffa.
Una situazione che, al di là dei tempi burocratici e delle difficoltà tecniche, dovrebbe richiamare la massima attenzione da parte di chi ha la responsabilità di garantire ambienti scolastici sicuri e adeguati.
Di fronte al protrarsi del problema, anche noi genitori, già dal 6 luglio, abbiamo deciso di segnalare formalmente tutte le criticità.
La risposta dell’Amministrazione non si è fatta attendere. Ci è stato assicurato che:
“…questa Amministrazione è perfettamente consapevole delle problematiche strutturali…”
e che:
“…già in questi giorni, interverrà sulla copertura in corrispondenza delle aree da cui provengono le infiltrazioni che interessano i bagni e l’aula magna al primo piano…”
Abbiamo pazientato.
Poi, il 5 agosto, non vedendo partire i lavori, abbiamo nuovamente scritto. Anche in questo caso è arrivata una rassicurazione precisa: ci è stato comunicato che il 17 agosto sarebbero iniziati gli interventi programmati e che gli stessi sarebbero stati conclusi prima dell’inizio dell’attività didattica.
Purtroppo, così non è stato.
I lavori sono iniziati soltanto il 31 agosto e, a pochi giorni dalla riapertura della scuola, non risultano ancora completati.
A questo punto è inevitabile chiedersi: quanto dovremo ancora aspettare per avere tutti i bagni funzionanti? E, soprattutto, perché una problematica segnalata da mesi non è stata affrontata con la necessaria tempestività?
Ci chiediamo inoltre se, in presenza di infiltrazioni, muffa, un’aula ancora da bonificare e servizi igienici non funzionanti, gli ambienti siano realmente nelle condizioni adeguate per accogliere i nostri bambini.
Questa non vuole essere una polemica fine a se stessa. Ma è difficile non evidenziare la mancanza di attenzione e di tempestività dimostrata dall’Amministrazione comunale di Viterbo davanti a una questione così delicata.
Quando si parla di una scuola e, soprattutto, di bambini, non dovrebbe essere necessario aspettare mesi, sollecitare ripetutamente o rendere pubbliche le problematiche per ottenere l’attenzione di chi ha il dovere di intervenire.
E non si tratta neppure di un episodio isolato.
Sono anni che vengono segnalate criticità nella struttura. Si trovano i fondi, si programmano gli interventi, si annunciano i lavori, ma troppo spesso questi non iniziano, oppure iniziano e rimangono incompiuti. Questo è soltanto l’ennesimo intervento che, nel corso degli anni, sembra essersi fermato a metà.
Cambiano le amministrazioni, ma sembra rimanere lo stesso modus operandi.
Noi, però, la pazienza l’abbiamo finita.
Non ci piace “spiattellare in piazza” le problematiche che riguardano la nostra scuola e i nostri figli. Avremmo preferito, come sempre, che le criticità venissero risolte attraverso il dialogo e nelle sedi opportune. Ma quando le segnalazioni e le rassicurazioni non sono sufficienti, rendere pubblica una situazione diventa, nostro malgrado, l’unico modo per richiamare l’attenzione su un problema che non può più essere rimandato.
Noi non ci stiamo più.
Siamo pronti a iniziare, per i nostri ragazzi, un anno scolastico battagliero, chiedendo semplicemente ciò che dovrebbe essere scontato: una scuola dignitosa, sicura e adeguata.
Perché questa battaglia non nasce dalla voglia di attaccare qualcuno, ma dalla responsabilità che ogni genitore sente nei confronti dei propri figli.
Questo articolo nasce per tutelare la salute e il benessere dei bambini. E proprio per questo chiediamo al Comune di Viterbo e all’Amministrazione comunale di prestare finalmente la massima attenzione a una problematica che non può essere considerata secondaria né ulteriormente rinviata. La salute dei nostri bambini viene prima di tutto”. Così conclude la nota dei genitori.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.