Viterbo, 11 settembre 2026 – Stangata Tari in arrivo nel 2027? Presto per dirlo, secondo l’assessore all’Ambiente, Giancarlo Martinengo. «Prematuro dire che ci sarà una stangata sulla Tari nel 2027», dice l’esponente della giunta Frontini che conta sul recupero dell’evasione fiscale anche nel prossimo anno, per tenere a bada la tariffa a carico del contribuente a fronte di un servizio i cui i costi, secondo le stime del Pef, aumentano di anno in anno. Incrementi che finora sono stati “neutralizzati” anche imputando al bilancio comunale, e non al Pef (Piano economico finanziario che riassume spese ed entrate del servizio per determinare l’imposta a carico del contribuete) il fondo crediti di dubbia esigibilità. «Il Piano economico per il 2027 è certamente un campanello di allarme» avverte. Ma non è detto che questo si tradurrà in una tariffa maggiore per i contribuenti, dipenderà dalle entrate», dichiara Martinengo. «Quest’anno – afferma – l’aumento della Tari a carico dei cittadini non c’è stato», dice. Il contenimento della Tari sarebbe imputabile principalmente alla scelta di ribaltare sul 2027 i maggiori costi del personale e al recupero di circa mezzo milione di euro dall’evasione. Secondo il Pef, il costo del servizio passerà nel 2027 a 14.053.011 euro con un incremento di 542.625 euro rispetto al 2026 e 1.654.049 euro rispetto al 2025. Nel 2026 il costo del servizio ammonta a 13.510.386 euro con un aumento 1.111.424 euro rispetto al 2025. Altri dettagli, per nulla trascurabili, emergono anche dalla relazione di validazione del piano economico del servizio 2026-2029 che afferma: “non ci sono variazioni attese nel perimetro gestionale, né sono previsti miglioramenti dei livelli di qualità dei servizi”. Ad aumentare sarebbe il “costo del personale” a seguito “degli adeguamenti” previsti dal “CCNL del gestore del servizio” già nel 2026, anno in cui non è stato rispettato “Il limite annuale alla crescita delle entrate tariffarie”. Al riguardo, però, il Comune “non intende procedere con l’istanza di superamento” del suddetto limite, spiega la relazione, in quanto ci sarebbe la possibilità, “consentita dal contratto di servizio”, di mantenere il suddetto costo del personale “invariato per il primo anno di affidamento”, cioè nel 2026. Gli aumenti del costo, insomma, slitteranno al 2027.
La relazione di validazione del Pef mette in luce anche un giudizio “non soddisfacente per il 2026-2027 riguardo agli obiettivi di raccolta differenziata raggiunti in relazione al livello di efficacia delle attività di preparazione per il riutilizzo e il riciclo”, giudizio che si tradurrebbe “in un minor abbattimento possibile per le tariffe Tari a carico dei cittadini”. Martinengo, da parte sua, evidenzia i risultati positivi raggiunti sul capitolo degli “abbandoni di rifiuti, grazie all’automatizzazione di 7 isole ecologiche”, spiega, processo che “continuerà anche sulle altre” e lancia un appello ai cittadini di conferire secondo le regole, fattore che più di ogni altro, abbasserebbe la tariffa per tutti.
Per ora Martinengo invita tutti a non fasciarsi la testa prima di romperla. Pure perchè, il prossimo anno, non sarà probabilmente la “sua”, visto che a giugno si torna al voto per decidere il nuovo sindaco, gli assessori e i consiglieri comunali.