Viterbo, 22 aprile 2025 –Papa Francesco è morto da appena un giorno, ma la Chiesa deve andare avanti e pensare già al suo successore, a maggior ragione che tutto ciò è avvenuto in un anno intenso di impegni con il Giubileo in corso. Ci sarebbe già una lista di papabili, ma il nome del prossimo papa uscirà dal conclave. I fedeli, dopo aver pianto la scomparsa di Bergoglio, orano fissano il cupolone in attesa di quella fumata bianca che dirà che la scelta è stata fatta. In caso contrario, se la fumata sarà nera, vorrà dire che si dovrà ancora aspettare. Morto papa Bergoglio, i cardinali elettori sono corsi a comprare un biglietto per Roma dove si sistemeranno nella casa di Santa Marta, preferita da Bergoglio al suo appartamento papale. Il giorno dell’assemblea i cardinali si spostano nella basilica di San Pietro per la messa in vista dell’elezione, presieduta dal cardinale decano, in questo caso Giovanni Battista Re. L’elezione dovrà avvenire tra il quindicesimo e il ventesimo giorno dalla morte del Papa. Quindi tra il 6 e il 10 maggio. Il numero massimo dei cardinali è 120, anche se al momento gli aventi diritto al voto sono 135. Vige per tutti il divieto assoluto di mettersi in contatto con l’esterno, con qualunque dispositivo. I 135 cardinali arrivano da ogni parte del pianeta anche da quei paesi finora non rappresentati. Per quel che riguarda la provenienza: “Il 47 per cento dei cardinali elettori arriva dall’Europa (sono molto meno del passato), il 62 per cento dall’Africa, il 56% dall’America Meridionale, il 50 per cento da quella Centrale e il 57 per cento dall’America del Nord. Seguono il 62 per cento dall’Asia e 4 cardinali dall’Oceani”.