Home Attualità Bizzarri scrive a sindaco, prefetto, assessore: «L’anagrafe è diventata un calvario per i cittadini».
Bizzarri scrive a sindaco, prefetto, assessore: «L’anagrafe è diventata un calvario per i cittadini».

Bizzarri scrive a sindaco, prefetto, assessore: «L’anagrafe è diventata un calvario per i cittadini».

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Viterbo, 17 settembre 2020 – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Daniela Bizzarri, ex consigliere comunale del Pd e membro dell’assemblea regionale del Lazio inviata al sindaco Giovanni Arena, al prefetto Giovanni Bruno, e all’assessore competente, Alessia Mancini – Con la presente sono a portarVi a conoscenza, ulteriormente, dopo le interrogazioni del capigruppo P.D. Luisa Ciambella e anche del consigliere Fabrizio Purchiaroni, di alcune situazioni sul funzionamento dei servizi che gli uffici comunali dovrebbero obbligatoriamente offrire ai cittadini. 

Mi corre l’obbligo, essendomi anche trovata personalmente in loco, di riferire il calvario di alcune persone che si recano all’ufficio anagrafe. Stendiamo un velo pietoso per le carte di identità. Per poter ritirare tutti i certificati, testimone una signora, la medesima si è presentata fuori all’ufficio alle ore 5,15 del mattino. Alle ore 8,15 un addetto del comune, distribuisce i numeri (circa 20) e la medesima aveva il numero due. Man mano che il tempo passava, la fila si allungava, ed è sopraggiunta la preoccupazione della chiusura dell’ufficio alle 12.  A quell’ora la fila si blocca, e le persone, anche quelle con il numero, tornano a casa per ricominciare il giorno dopo. Stesso orario.

Chi non ha tutto questo tempo, ha pensato di chiedere se ci fosse la possibilità di farli online. Difficile fare questa domanda per sapere le modalità. Il centralino del comune non risponde, sul sito del comune alla voce  “contatti ufficio anagrafe” esistono circa 8 numeri. Cosa da non credere: nessun numero ha mai risposte. Poi, per quelli a pagamento, occorre essere in loco.

Altra cosa importante, sig. Sindaco, ci spiega come mai, gli uffici comunali, sia in via Garbini che in via Ascenzi, sono completamente chiusi e non risponde nessuno neanche al centralino?

Gli assessori, sono fatti prigionieri o lavorano …. in smart working?

L’ultima chicca è di questa mattina: persone in coda, esce l’addetto comunale dicendo che il terminale è bloccato, e che se non si sblocca, tutti a casa per rivederci l’indomani.  

Vede sig. Sindaco e assessore, la cosa che più mi rattrista, non è tanto il fatto di dover fare molte ricerche, ma capire come possono le persone anziane, che non sanno adoperare o non hanno il computer ,  chi non è tecnologico, ma sopratutto le persone con handicap, passare ore intere sotto il sole, in mezzo alla strada, sperando che la stagione regga. 

Il cittadino onesto e ligio e che paga le tasse merita questo trattamento?

Sig. Sindaco, si faccia più di un esame di coscienza e lo faccia fare pure all’assessore competente, ma soprattutto mentre andate a fare inaugurazioni o quant’altro, non provate almeno un po’ di vergogna?

Ho inviato questa mia anche a sua eccellenza il sig. Prefetto, perché mi sono ritornate alla mente le parole del nostro Presidente della Repubblica all’inaugurazione dell’apertura delle scuole: ha fatto un accorato appello alla pazienza, alla tolleranza (vedi gli ultimi episodi accaduti in questi giorni). Le persone sono esasperate per tanti motivi e problemi, chi sarà responsabile se uno di questi giorni qualcuno perdesse la pazienza?

Resto in arresa e ringrazio.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.