Viterbo – Contrarietà unanime del consiglio comunale a ulteriori aumenti delle tariffe dell’acqua. Oggi, 13 dicembre, è fissata l’assemblea dei soci di Talete, cioè dei sindaci dei Comuni che sono confluiti nella società che gestisce il servizio idrico integrato nella Tuscia. Chiaro l’indirizzo espresso dal consiglio comunale già nelle sedute precedenti e ribadito anche in quella di oggi. “No all’ingresso di privati nella Talete e ‘no’ ad ulteriori aumenti della tariffa dell’acqua“. Solleva preoccupazioni e perplessità il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Massimo Erbetti, durante la seduta di consiglio di ieri: “In una lettera Talete parla di due ipotesi di aumento delle tariffe, una dell’85%, che la società stessa indica come devastante per l’impatto sociale, e una più sostenibile che prevede un aumento che resti dentro il 9% dal 2018 al 2023 per sei annualità”. Erbetti cita una serie di altri oneri e aumenti, in base ai quali conclude: “I cittadini devono pagare 50 milioni di euro a Talete perché la società è in difficoltà?“.

Chiara la posizione della Lega espressa dal capogruppo, Andrea Micci: “Il consiglio comunale si è espresso. L’ennesimo aumento delle tariffe ci sembra l’ennesima presa in giro. Pertanto ci auguriamo che domani il sindaco, in assemblea dei soci, non voti l’aumento delle tariffe”. “Non vedo come l’aumento del 2% possa risolvere la drammatica situazione della Talete, se non c’è riuscito nemmeno il 7,5% – dice anche il capogruppo Pd, Luisa Ciambella – Sarebbe, forse, il caso, invece, di sapere come sono stati spesi i soldi dell’aumento già incassato. A mio avviso dovrebbero essere restituiti ai cittadini”. Altro monito a non votare l’aumento delle tariffe, arriva da Fondazione: “Il consiglio comunale – ricorda Gianmaria Santucci – si è detto contrario all’unanimità all’aumento delle tariffe. Ci sono ancora code di cittadini negli uffici che non sanno cosa fare con il precedente aumento disposto. Passate le elezioni provinciali dovremmo organizzare una grande manifestazione di piazza per inviare alla Regione il chiaro messaggio che così non si può andare avanti”. Giovanni Arena, da parte sua, si limita ad assicurare: “Valuterò”, e, ricorrendo a un popolare detto: “Il santaro si frega una volta sola“, commenta, e dunque: “Le chiacchiere stanno a zero, stavolta voglio nero su bianco. Già prima mi erano state date rassicurazioni che l’aumento, già attuato, sarebbe servito per ottenere un finanziamento da Arera, ad oggi mai arrivato. Non possiamo caricare ulteriori spese sui Comuni e causare altri disagi ai cittadini, ancora alle prese con bollette di difficile interpretazione“. Il sindaco, dunque, non ha assunto espressamente l’impegno a dire “no” all’aumento della tariffa dell’acqua, limitandosi a un “valuterò”. Certo è che se votasse l’aumento delle bollette, in consiglio comunale, si aprirebbe per il sindaco un problema politico di una certa gravità.