Viterbo, 30 agosto 2024 – Si torna a parlare del borgo della Cultura all’ex ospedale Grande degli Infermi. Qualcosa si muove. “Entro settembre i primi sopralluoghi”. Lo annuncia il capogruppo al consiglio regionale del Lazio per Fratelli d’Italia, Daniele Sabatini (FDI) presente alla “pesa” della Macchina di Santa Rosa, insieme alla moglie, l’europarlamentare Antonella Sberna. “Ci sono novità importanti per il borgo della cultura”, assicura Sabatini: “La Regione insieme al ministero della Cultura ha ripreso in mano le progettualità. Grazie all’aiuto e alla capacità di seguire le iniziative in maniera coordinata tra il governo nazionale, con la presenza dell’onorevole Mauro Rotelli per il nostro territorio, e la Regione, con Fratelli d’Italia in consiglio, riprende slancio l’iniziativa del borgo della Cultura. Credo che entro la fine del mese di settembre ci sarà già la possibilità di un primo sopralluogo per iniziare a monitorare gli immobili, dal punto di vista strutturale e sismico”, spiega Sabatini, al fine di “sviluppare una prima progettualità per quanto riguarda l’efficientamento energetico”. Si muovono, insomma, “i primi passi operativi”, dopo un “periodo di tempo necessario per comprendere effettivamente chi tra i diversi livelli istituzionali si potesse occupare di cosa. Ora ci siamo. È stato un periodo intenso dal punto di vista dei lavori, di valutazione dei progettisti, e di sintesi tra il governo, il ministero e la regione Lazio. Credo, però, che siamo arrivati a un punto di definizione importante. Siamo pronti per partire”, continua Sabatini: “L’importo del progetto è di 40 milioni di euro. Stiamo lavorando per una definizione dei primi stralci entro il 31 dicembre 2026”.
L’intervento di riqualificazione era stato presentato alla città nel 2021, quando fu firmato l’accordo tra il Ministero della Cultura, Regione Lazio e Asl di Viterbo. Voleva essere un segnale di ripresa dopo il Covid. Il progetto iniziale prevedeva un hub culturale su 8 mila metri quadrati comprensivi di tre edifici tra loro adiacenti, ossia l’ex ospedale, Palazzo Marzano e Palazzo Farnese. In questa sorta di polo culturale avrebbe dovuto trovare posto l’archivio storico di Viterbo, la nuova Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio di Viterbo e dell’Etruria Meridionale, la casa del pellegrino, per i visitatori in arrivo in città lungo la via Francigena, un centro di restauro e recupero artistico, una grande area di co-working e spazi per mostre, convegni ed eventi. Un polo aperto a tutti. Del progetto, poi, non se ne era più sentito parlare, fino ad oggi.