Caffeina Christmas Village: il presepe apre i battenti e incanta tutti, un rudere ricorda i terremotati
Le scuderie di Palazzo dei Papi hanno aperto i battenti ieri mattina, alle 12, per un’anteprima sul presepe del Caffeina Christmas Village che si terrà a Viterbo dal 2 dicembre all’8 gennaio.\r\n\r\nLa rappresentazione della natività è stata presentata come l’evento di punta del villaggio natalizio e non ha tradito le attese. Magnifiche statue ad altezza di poco superiore a quella naturale hanno raccontato il percorso compiuto da Giuseppe e Maria, offrendo al contempo uno spaccato della vita cittadina del tempo, con ovvi ed evidenti richiami alla comunità e alla città viterbese. Le statue sono state fornite da un’azienda fiorentina, che ha curato anche l’abbigliamento medioevale, e sono state scelte dall’organizzazione del Christmas Village all’interno di un catalogo. Le statue sono arrivate dalle Filippine nel mese di ottobre.\r\n\r\n“La progettazione del presepe”, ha detto l’architetto Annalisa Laurenti che l’ha curata, “è nata integrando le strutture preesistenti. Abbiamo voluto arricchire di ulteriori significati le simbologie che il presepe già porta con sé. In questi 500 metri quadrati al coperto il visitatore ha la possibilità di entrare fisicamente dentro la raffigurazione della natività, percorrendo realmente la strada che Giuseppe e Maria hanno fatto”.\r\n\r\n“Abbiamo inserito due percorsi secondari”, aggiunge il marito Carlo Marini che, insieme alla moglie, ha curato la progettazione e la realizzazione del presepe “uno diretto al carcere e un altro verso la grotta dove c’è la famiglia povera. Con questo abbiamo voluto veicolare il messaggio di andare incontro a chi sta in difficoltà. Due torri – prosegue- sorvegliano l’accesso alla città con due armigeri. Proseguendo e salendo lungo le scale si accede alla sala più grande che immette nella città vissuta. A destra c’è l’oste che serve da bere, a sinistra il mercato che ci fa capire che stiamo per accedere alla città. Qui troviamo una piazza principale, a sinistra ci sono tutte le botteghe, il forno, la tessitrice il maniscalco, a destra c’è la parte più culturale con la scuola, all’interno della quale c’è un maestro con tre studenti che tengono in mano delle pergamene. Più avanti troviamo il chiostro con i monaci in preghiera. Il chiostro è interrotto da un rudere che oltre a dare un effetto scenico, impedendo di vedere in modo diretto la natività, vuole ricordare le popolazioni terremotate. Il percorso continua, Giuseppe e Maria escono dalla città, si lasciano alle spalle le mura e la torre e vanno in campagna dove nasce Gesù in una stalla. Abbiamo riprodotto lo schema tipico di una casa di quel tempo con la stalla, sopra l’abitazione e ancora più in alto la torre colombaia. I colombi sono simbolo di pace e anche di sostentamento della famiglia tipica viterbese. Gesù nasce tra le persone più umili, è circondato da pastori, pecore, c’è anche una donna con il bambino.\r\n\r\nAlle spalle della stalla abbiamo messo la periferia che è sempre la zona con più difficoltà. Gesù viene al mondo su una paglia giallo oro a ricordare che egli sarebbe potuto nascere negli agi e invece ha scelto una stalla. Questo ci ricorda che dobbiamo andare incontro ai più umili e bisognosi”.\r\n\r\nBenita Pascale parla invece della realizzazione delle strutture del presepe: “Sono tutte in legno – dice – è stato fatto un lavoro di intonacatura, abbiamo poi utilizzato coloranti naturali. Abbiamo studiato l’immagine da dare a ogni casa. Le mura sono state sporcate per riprodurre l’ atmosfera medioevale”.\r\n\r\nAll’inaugurazione di ieri hanno preso parte tutte le autorità civili e religiose dal vescovo Lino Fumagalli al sindaco Leonardo Michelini, la perfetta Rita Piermatti e il questore Lorenzo Suraci.\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli