Viterbo, 3 gennaio 2023 – «Accapezzate il cappello»: dopo due anni di fermo per Covid, torna a sfilare in città la Calza della befana. Era il 2020, nessuno lo sapeva, ma la Calza faceva la sua passerella per le vie cittadine per l’ultima volta, prima di due anni di stop per la pandemia. Era il 5 gennaio e nessuno si sarebbe mai immaginato cosa sarebbe accaduto di lì a breve: “Lockdown”. Una parola che per lungo tempo ha evocato uno scenario apocalittico di città completamente svuotate da ogni tipo di vita. Il trasporto 2020 della Calza della Befana fu l’ultima manifestazione viterbese prima del silenzio, dell’azzeramento di ogni relazione sociale che non fosse legata alla normale sopravvivenza. Con la fine del trasporto della Calza, anche il Centro Sociale Pilastro, organizzatore dell’evento, andava verso la sua progressiva chiusura, come tutti i luoghi di aggregazione. Arrivavano i tempi della solitudine. Quella vera. Che per gli anziani è stata, forse, più pesante che per gli altri. Anche se al centro sociale ci sono soci di ogni età. E pure chi è avanti con gli anni, ha ancora la verve di un ragazzino. Merito delle tante attività che vengono organizzate, tra cui, la Calza della Befana, rappresenta la punta di diamante. Che quest’anno ritorna. E con essa riappare il sorriso sui volti di chi pare aver ritrovato finalmente il proprio mondo. Il centro sociale ha riaperto da tempo le proprie attività, ma il 5 gennaio 2023 il passaggio della Calza segnerà la vera rinascita per la realtà guidata da tantissimi anni da Luciano Barozzi, ma anche per la città, che si riconosce e si ritrova tutta intorno a questo evento oramai storico.

Oggi la conferenza stampa di presentazione a Palazzo dei Priori con la sindaca Chiara Frontini, l’assessore Katia Scardozzi per il Comune di Viterbo che sostiene l’evento con patrocinio e contributo, il presidente del Centro Sociale Pilastro, Luciano Barozzi, organizzatore dell’evento, l’ Avis con il rappresentante comunale Luigi Ottavio Mechelli, parrocchia Sacro Cuore, l’Admo con la responsabile Paola Massarelli, il 500 Tuscia Club con il presidente Enzo Bernini, Confartigianato con il direttore Andrea de Simone e Acli con il vice presidente di Viterbo, Renzo Salvatori. E loro: le befane, protagoniste indiscusse del trasporto. Tra le novità di quest’anno un sindaco donna, Chiara Frontini che guiderà il corteo, vestita, come fa ogni anno, da befana. A salutare l’evento ci sarà anche il vescovo Orazio Francesco Piazza.

«La Calza della Befana è sempre stata la prima conferenza stampa dell’anno – ha detto Luciano Barozzi – oggi riprendiamo anche questa tradizione. È il ritorno da una parentesi triste come quella del Covid che ha fatto venire meno una serie di manifestazioni come quella della Befana. L’evento è alla sua 21esima edizione, una tradizione consolidata e radicata sul territorio che si svolge esclusivamente grazie al volontariato», ha detto ancora Barozzi. La Calza è lunga 52 metri, pesa 400 chili ed è riempita con palloni d’aria. In passato venivano utilizzati sacchetti di carta. Il manufatto viaggia poggiato su quindici Fiat 500 storiche, oltre al supporto di oltre 130 befane non solo viterbesi. «Quest’anno abbiamo ricevuto l’adesione di signore anche da fuori provincia, da Roma e da Manziana», spiega Barozzi. L’evento poggia sul «volontariato», anche di chi lavora dietro le quinte, come le «sarte che ogni pomeriggio da novembre rappezzano la calza, così come altri soci mettono a posto le sue pertinenze», dice Barozzi che sottolinea il carattere «corale», della manifestazione, anche riguardo a tutte le realtà istituzionali e dell’associazionismo che la rendono possibile. Barozzi dà dettagli sullo svolgimento dell’evento: «Alle 14:30 il raduno in piazza del Comune con tutte le befane e i figuranti, la sfilata fino a Porta Romana, poi il montaggio della calza, fase che vedrà impegnati anche i vigili del fuoco. Alle 15:30 la partenza fino al Pilastro». Tra le novità di quest’anno anche la presenza del vescovo Francesco Orazio Piazza: «Ha espresso il desiderio di venire a dare un saluto e a vedere di persona una manifestazione tanto decantata», ha detto ancora Barozzi. Confermate le classiche soste: «Una a piazza del Plebiscito, un’altra al Sacrario, dove la calza sarà smontata dalle 500 per essere trasportata solo dalle befane fino a piazza San Faustino, dove ci sarà un’altra sosta. Durante questa la calza sarà nuovamente montata sulle 500 per procedere in direzione Pilastro. All’arrivo alla chiesa del Sacro Cuore, usciranno i Re Magi che percorreranno viale Bruno Buozzi, via Signorelli, fino al presepe vivente di San Faustino». In caso di pioggia l’evento sarà rinviato a «domenica 8 gennaio».

«È il trionfo della comunità», dice la sindaca Chiara Frontini che esalta il coinvolgimento del quartiere San Faustino: «Stiamo facendo tanti sforzi per riqualificarlo, riavere il presepe vivente in questo quartiere è un momento di grande gioia», sostiene. Partner storico dell’iniziativa Confartigianato, presente con il direttore Andrea de Simone: «Questo è il tredicesimo anno che partecipiamo – dice – Chi fa impresa ha un forte spirito di appartenenza con la comunità di cui fa parte. La festa è un giorno, ma dietro c’è il lavoro di un anno intero. Il 5 gennaio deve essere anche un ringraziamento della comunità al centro sociale, da manifestare con una grande partecipazione».
Quest’anno, per la prima volta anche la presenza delle Acli: «Abbiamo la sede a 50 metri dal centro sociale. Molti iscritti Acli sono anche soci del centro sociale Pilastro. La nostra collaborazione si manifesta con tante iniziative, quest’anno anche con il servizio bandistico», ha detto il vice presidente di Viterbo, Renzo Salvatori.
Immancabili le Fiat 500, che insieme alle befane trasportano la calza: «Siamo le gambe della calza», dichiara il presidente Enzo Bernini.
Tra le storiche befane c’è anche l’assessore Katia Scardozzi: «Ho sempre fatto la befana con grande orgoglio – dice – quest’anno lo sentirò ancora di più. È una manifestazione da brividi, specialmente nel tratto da piazza del Comune a piazza Fontana Grande. Le befane sanno cosa si può provare, è un momento molto simbolico. Ringrazio le associazioni che permettono questo.
In campo anche l’Avis: «Oggi voglio solo tirare le somme del 2022 e ringraziare tutti i donatori che hanno garantito per tutti nostri fratelli in ospedale la giusta assistenza ematica, quella che solo un altro braccio può dare – ha detto il presidente comunale, Luigi Ottavio Mechelli -. Abbiamo avuto risultati importanti che speriamo di migliorare ancora nel 2023. La calza della befana, per noi, è un ulteriore momento di sensibilizzazione». Paola Massarelli referente Admo racconta un aneddoto: «Questa estate sono stata in un negozio e la commessa mi ha detto che per la capo befana avrebbe fatto qualsiasi cosa. Da bambina ci seguiva sempre. Per me è stato bellissimo sentirsi dire befana in un giorno d’estate. Mi ha anche detto che credeva veramente che io fossi andata a casa sua con la calzetta». L’impegno delle befane del Centro Sociale Pilastro non si esaurirà il 5 gennaio, perché il giorno dopo, il 6 gennaio, si recheranno in visita alla RSA di Villa Benedetta per regalare un momento di gioia e di allegria. In caso di maltempo la calza della befana sfilerà l’8 gennaio.