Home Attualità Matrimoni fuori dal Comune: pochi dipendenti, celebreranno anche assessori e consiglieri.
Matrimoni fuori dal Comune: pochi dipendenti, celebreranno anche assessori e consiglieri.

Matrimoni fuori dal Comune: pochi dipendenti, celebreranno anche assessori e consiglieri.

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Viterbo, 18 novembre 2022 – Approvato all’unanimità il regolamento per la celebrazione dei matrimoni fuori dalla sede del Comune e, quindi, anche in location private. Nell’ambito del complesso comunale, invece, oltre che nella sala di Piazza Fontana Grande, sede dell’ufficio di stato civile, si potrà convolare a nozze pure all’interno di Palazzo dei Priori nel cortile, nella Sala delle Bandiere, nella Sala Regia e nella Cappella Palatina a piazza del Plebiscito. Un regolamento che parte da lontano. Un primo ordine del giorno era stato presentato dal consigliere comunale Marco Ciorba con Michelini sindaco.

Andrea Micci consigliere comunale della Lega
Andrea Micci (Lega)

L’idea di regolamentare la celebrazione dei matrimoni fuori dalla sede del Comune, era stata ripresa dal consigliere comunale Andrea Micci (Lega), firmataria anche  Elisa Cepparotti (Lega), con una bozza di proposta. La strada sull’approvazione del regolamento, però, si era nuovamente interrotta con la caduta dell’amministrazione Arena. Quando il destino si mette di traverso, insomma, il coronamento dell’amore, soprattutto se è fuori dalla sede comunale, diventa tutto in salita. Ed ecco, dunque,  che la nuova Amministrazione Frontini ci riprova. Il fato dà un segno, a modo suo, per dire che il momento è arrivato: ritorna Marco Ciorba tra i banchi della maggioranza. E sono subito “fiori d’arancio”. Il regolamento sui matrimoni salta immediatamente fuori dal cassetto. Ma attenzione, non è quello di Micci, secondo Letizia Chiatti (Viterbo 2020) firmataria insieme al consigliere Ingiosi di una versione, a suo dire, diversa dalla precedente, proposta dal consigliere della Lega.  «La versione attuale – puntualizza però Micci – mi sembra la stessa della precedente, con alcune modifiche, peggiorative». Qualunque sia stato il “travaglio” del regolamento sui matrimoni, stavolta è quella buona, il testo fila via liscio fino al traguardo: passa all’unanimità e vissero tutti felici e contenti. Ma non senza qualche scintilla. Del resto l'”amore” non è bello se non è “litigarello”. E sul regolamento Letizia Chiatti ed Andrea Micci buttano un po’ di “sale”, quel che basta per rendere più piccante il dibattito. «Avevamo già depositato nel 2021 il regolamento per la celebrazione dei matrimoni fuori dal Comune e le cose stavano andando avanti – dice Andrea Micci – Purtroppo con la caduta dell’amministrazione Arena non siamo riusciti a portarlo  in discussione. Mi dispiace che non ci sia stato questo riconoscimento», dice Micci riferito al fatto che nessuno, a parte Marco Ciorba, di quelli intervenuti nel dibattito sul regolamento, avesse fatto riferimento al lavoro compiuto dai predecessori, anche se interrotto prima di giungere alla votazione. «Mi dispiace che da parte dei presentatori non ci sia stato un minimo di accenno – spiega -. Mi sembra una  questione di correttezza, e una manifestazione di insicurezza».

Letizia Chiatti (Viterbo 2020)

Letizia Chiatti non la pensa così: «La sua proposta non l’ho nemmeno letta – replica – ho letto regolamenti di altre città. Il suo, le assicuro che non l’ho nemmeno letto, l’ho saputo successivamente  che era stato presentato questo regolamentoQuello che dice lei non è vero, se lei in un anno non è riuscito a portarlo a termine, non è un nostro problema. Lei non c’è riuscito mi dispiace. Nella sua proposta – aggiunge Chiatti – si era dimenticato le unioni civili». A questo punto Andrea Micci sbotta: «Ma lei è una presidente del consiglio o una passante? Come faceva a non saperlo? La proposta è stata protocollata, mi è sembrato di vedere da parte vostra la volontà di non dirlo. Ho apprezzato, invece, la correttezza del consigliere Ciorba che ha riconosciuto l’iter di questo regolamento». Chiatti alza ancora di più i toni: «La mediocrità è di chi non riesce a presentare le cose», tuona in aula. Ma il problema della celebrazione dei matrimoni è un altro. «Quando nello stesso giorno ci saranno più matrimoni, e i dipendenti saranno sempre gli stessi, che facciamo?», chiede il consigliere Matteo Achilli (FDI).

Matteo Achilli (Forza Italia)

Anche Andrea Micci confessa che il numero di dipendenti sarebbe stato proprio uno degli ostacoli più difficili da superare per arrivare all’approvazione del regolamento. «C’erano forti difficoltà con il personale dell’anagrafe, eravamo sul finire dell’Amministrazione, e il dirigente mise nero su bianco:  ‘salvo implementazione del personale dell’anagrafe’ – spiega il consigliere della Lega – Non ci sono stati i tempi per fare altro, l’Amministrazione di lì a poco è caduta, ed era comunque in scadenza. Abbiamo procrastinato per sistemare gli uffici. La situazione mi pare ancora questa:  se non si procede immediatamente a incrementare il personale, il regolamento resterà lettera morta», conclude Micci. Il regolamento prevede che per le celebrazioni al di fuori dell’orario ordinario di servizio, in luoghi diversi dalla sala  cerimonie dell’ufficio di stato civile, gli utenti dovranno versare un contributo, parte del quale andrà a remunerare le ore di lavoro prestate. Un’altra parte, invece, sarà destinata alla «manutenzione e alla ristrutturazione dei siti del Comune destinati alla celebrazione dei matrimoni e delle unioni civili», spiega Chiatti.  Il regolamento prevede anche i criteri con cui determinare le tariffe a  seconda che almeno uno dei due utenti siano o meno residenti nel comune di Viterbo. Se nella coppia sono entrambi  non residenti, dovranno comunque pagare anche per la celebrazione dei matrimoni in orario di servizio nella sala cerimonie dell’ufficio di stato civile».

Prato Giardino

Con un emendamento,  è sta aggiunta la Cappella Palatina tra i luoghi della sede comunale utilizzabili per i matrimoni, mentre successivamente, sempre su proposta del consigliere comunale, Marco Ciorba, sarà aggiunto anche Prato Giardino tra le location in cui pronunciare il fatidico ““. Infine si pensa a una convenzione con cui includere nella sede per matrimoni anche Villa Lante. Ma è sul personale che l’Amministrazione Frontini pensa di avere un asso nella manica per rendere operativo il regolamento: se non saranno sufficienti i dipendenti dell’ufficio anagrafe, in attesa magari di nuove unità provenienti dai concorsi, si recluteranno su base volontaria ufficiali di stato civile tra consiglieri comunali e assessori, magari dopo un corso di formazione ad hoc, ma una cosa è certa: questo matrimonio fuori sede “s’ha da fare”.

 

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.