Centrodestra peggio del cubo magico. Provi a mettere in fila il verde e quando ci riesci salta il rosso. E così via, all’infinito, finché, ma non capita sempre, si riesce a trovare la mossa giusta che allinea ogni colore sulla stessa facciata. La stessa che starebbe cercando, senza risultato, il centrodestra da qualche mese. Dopo una serie di tavoli, di spaccature, di riappacificazioni e immediati allontanamenti, qualche settimana fa sembrava essersi trovata la quadratura del cerchio. O meglio: del cubo. Con tutti i colori in fila. Una riunione che aveva messo intorno a un tavolo i partiti del centrodestra: Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e Udc. Un incontro seguito da una nota stampa che affermava: “Dopo il grande risultato elettorale della Sicilia, che ha visto Fratelli d’Italia, Lega-Noi con Salvini, Udc e Forza Italia uniti e vincenti, ci siamo incontrati per analizzare questo risultato e ribadire la ferma volontà di andare compatti anche nelle prossime competizioni elettorali che coinvolgeranno il territorio viterbese”.
Tutto sistemato? Nemmeno per sogno. L’intento di “pace” potrebbe essere andato già in frantumi. E il rischio che la spaccatura stavolta sia insanabile è concreto. Dopo quel tavolo, infatti, ne sarebbe seguito un altro, stavolta con tutti i partiti di centrodestra, aggiungendo Direzione Italia e Fondazione. Ad esso sarebbe seguita un’altra riunione con una “sostituzione di pezzi” che si è tenuta tra Forza Italia, Fratelli d’Italia, Fondazione e Viva Viterbo. Quasi che “il cubo”, fosse passato in mano a qualcuno che avesse deciso di rimescolare i colori, operando il trasformismo tra la composizione del primo tavolo e quella dell’ultimo. Una mossa che avrebbe suscitato all’interno dell’area del centrodestra reazioni piuttosto alterate. Si allineano alcuni colori e ne saltano altri. Il cubo continua a girare invano, tanto che alla fine si potrebbe decidere di rinunciare a sistemare tutti i colori, tutte le caselle. Il tavolo partito con il centrodestra unito, sarebbe finito con una riunione che avrebbe di nuovo messo una parte del centrodestra su una sponda e la restante parte sull’altra. Al centro: Viva Viterbo. Sarebbe stato questo il pomo della discordia. O forse è semplicemente il mezzo che sta facendo affiorare in superficie le profonde, forse insanabili, spaccature di un centrodestra ancora troppo litigioso? Divisioni così incolmabili che starebbero minando anche la reciproca fiducia delle forze in gioco, tanto che alla fine si potrebbe decidere di lasciare che questa spaccatura si apra fino alla fine, sancendo, definitivamente, le distanze che esistono e andando ognuno per la sua strada alla ricerca della propria personale fortuna o sventura. Nel primo tavolo su Viva Viterbo sarebbero stati messi i veti di Lega e Udc. Ma anche di parte di Fratelli d’Italia e Forza Italia, nella componente di Marini, ad esempio. Qualcuno, però, avrebbe rimesso in gioco Viva Viterbo nell’ultimo incontro, nonostante i veti degli alleati, facendo saltare il quadro unitario che pareva essersi formato con il primo tavolo. Tutto da rifare, quindi. E a breve dentro Fratelli d’Italia potrebbe aprirsi un serio confronto su che strada prendere una volta per tutte. Ma è veramente Viva Viterbo il nocciolo della questione? Per la Lega sì, soprattutto dopo l’adesione di Rossi a Forza Europa e le conseguenti dichiarazioni di volersi “opporre all’ampio fronte sovranista e populista che in Italia, più che altrove, potrebbe seriamente conquistare il governo del Paese”. Un’affermazione che, vista la linea nazionale di Giorgia Meloni, dovrebbe far riflettere pure il gruppo locale di Fratelli d’Italia. Per la Lega con Viva Viterbo non ci sarebbe nulla di personale, quindi, ma solo una distanza ideologica che minerebbe la coerenza e la credibilità del partito, tanto che, dopo l’ultimo incontro che l’ha vista di nuovo esclusa, potrebbe pensare di prendere il largo. Per altre realtà che gravitano all’interno del centrodestra, invece, partiti o movimenti civici che siano, la questione potrebbe essere diversa. Viva Viterbo, per esempio, potrebbe essere un’opportunità di recupero voti in previsione di una spaccatura che, quasi inevitabilmente, si sa già che si verificherà, tanto da cercare un’alleanza con il movimento civico a livello locale, chiudendo pure un occhio sulla possibilità che si schieri con il centrosinistra a livello regionale e nazionale. Ma Viva Viterbo potrebbe essere anche il modo di conquistare maggiore forza per qualcuno all’interno di una coalizione dove si allunga di giorno in giorno la fila di aspiranti a un numero di poltrone sempre più limitato. Insomma, alchimie della politica, sempre più lontane dal cittadino e da una redenzione politica che gli elettori si sarebbero aspettati dopo la sonora sconfitta al comune di Viterbo del 2013. Tuttavia un centrodestra che si presenta spaccato alle elezioni si è visto già a Tarquinia e a Montefiascone con risultati tutt’altro che catastrofici. Chissà che non sia proprio lo “scontro” la via per ritrovare un’identità di centrodestra.
Tiziana Mancinelli
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