Viterbo, 20 giugno 2022 – Fratelli d’Italia, fuori dal ballottaggio, farà parte della giunta di Chiara Frontini, qualora la madrina del patto civico riuscirà, dopo nove anni di opposizione, a indossare la fascia di prima cittadina? «Allo stato dei fatti non è in agenda», dice Chiara Frontini, a margine della conferenza stampa sulla riqualificazione del Poggino. Al momento, dunque, l’operazione che riporterebbe nella stanza dei bottoni Fratelli d’Italia, non sarebbe un argomento in discussione nel quartier generale di Viterbo2020 e delle liste collegate a sostegno di Frontini che, però, puntualizza: «Se Fratelli d’Italia avesse dato indicazioni di voto nei nostri confronti, piuttosto che in quelli di Alessandra Troncarelli, sarebbe normale. Ciò che non lo è, è che una parte del centrodestra viterbese abbia già deciso, fin dal primo turno, di sostenere la candidata del Pd – dice Frontini riguardo alla lista Viterbo Cresce in cui sono confluiti Giovanni Arena, Elpidio Mcci, Isabella Lotti, Paola Bugiotti -. Non sarebbe anormale che chi si ritiene alternativo al Pd, al governo Zingaretti, e a quello che sta succedendo a livello nazionale – prosegue – vada a sostenere Alessandra Troncarelli. In una partita tra A e B, quindi Pd o Patto civico, per chi si sente alternativo al Pd, mi pare evidente la scelta da fare. Mi sembra strano il contrario». Riguardo all’ingresso in giunta di figure di Fratelli d’Italia, Frontini dice che «non è in agenda allo stato dei fatti. Ora dobbiamo pensare a stare tra le persone e a convincerle dei nostri progetti, a raccontare il nostro programma di governo della città e vincere il ballottaggio. Questa è la priorità. Dopodiché, rispetto ad alleanze, accordi e altro, ritengo naturale che una parte del centrodestra ci venga a votare, mentre è molto più innaturale che la parte, peraltro minoritaria del centrodestra viterbese (Viterbo Cresce) abbia deciso di sostenere la candidata del Pd, con tutto quello che ne consegue. Dalla nostra parte c’è chiarezza: io sono Chiara, loro sono il caos, concetto sempreverde – dice Frontini – chiarezza nei confronti degli elettori e del progetto che non viene scalfito, né messo in discussione. Dobbiamo convincere il nostro elettorato, e anche quello che è rimasto fuori dal ballottaggio, a tornare a votare e a farlo per noi. La partita del 26 giugno è tra chi vuole innovare il modello di governo e chi vuole conservare la logica, trita e ritrita di gente telecomandata da Roma».
