Cimiteriale: 400 ore di straordinario da pagare, il Comune decide di esternalizzare il servizio.
Viterbo, 20 settemre 2025 – Quattrocento ore di straordinari da pagare agli otto dipendenti comunali in servizio sui cimiteri di capoluogo e frazioni. Una circostanza che porta a interrogarsi sulle modalità più opportune di gestione del servizio e su una più razionale organizzazione del lavoro, in modo da risparmiare a Palazzo dei Priori il pagamento di cifre astronomiche. Su questo l’amministrazione Frontini ha già preso la sua strada con la delibera di giunta 267 del 7 agosto scorso che prevede l’esternalizzazione del servizio cimiteriale a un privato, che dovrà occuparsi anche del servizio di custodia. Le otto unità attualmente impiegate nel cimiteriale, essendo tutti dipendenti comunali, saranno ricollocati all’interno degli uffici dell’ente. La procedura di gara per esternalizzare il servizio sarà preceduta da una “concessione ponte” per 18-24 mesi per la gestione dei servizi cimiteriali e custodia dal momento che “nel bilancio 2025 – 2027 non sono stati previsti fondi necessari per l’affidamento a professionisti esterni riguardo l’assistenza legale quale indispensabile supporto al Rup per l’avvio della procedura di gara sopra soglia”, fondi stanziati “solo nel mese di maggio 2025“. La scelta di esternalizzare il servizio da parte dell’amministrazione Frontini, però, ha scatenato una serie di reazioni contrariate sul fronte sindacale e politico. Sul primo si registra la presa di posizione della CGIL: “Avevamo avuto sentore, prima dell’estate, di una possibile privatizzazione del servizio cimiteriale”, dice Stefania Pietroforte della CGIL, “tanto che ci siamo subito mossi per interloquire con l’amministrazione comunale, ma senza avere alcun riscontro. Ci siamo, però, ritrovati, un mese dopo, la delibera che stabilisce l’esternalizzazione e il trasferimento del personale comunale ad altri uffici dello stesso ente. A questo punto abbiamo nuovamente scritto al Comune, sollecitando un incontro che è avvenuto il 17 settembre e al quale hanno partecipato anche altre sigle sindacali”, spiega Pietroforte. In quell’occasione, però, “Abbiamo ricevuto risposte piuttosto vaghe. Non ci hanno chiarito, ad esempio, come sarà ricollocato il personale, quale sarà la tempistica, quali mansioni andranno a svolgere – prosegue – considerando che hanno sviluppato competenze specifiche nel servizio cimiteriale, necessiteranno anche di formazione”, continua Pietroforte che tiene a precisare: “La nostra preoccupazione riguarda non solo i dipendenti, ma anche il fatto che un altro servizio esca dal perimetro pubblico. Auspichiamo che il Comune faccia un passo indietro”, rimarca, aggiunendo anche che “L’esternalizzazione espone al rischio di riduzione degli standard qualitativi del servizio e di incrementi tariffari, in assenza di quelle tutele che oggi derivano dal diretto governo pubblico delle attività”. Anche sul fronte politico arriva l’attacco del consigliere comunale, Alvaro Ricci (PD), secondo il quale la giunta, con la delibera 267, si sarebbe spinta troppo oltre, sconfinando nelle competenze del consiglio comunale. Nelle linee di indirizzo, la delibera, prevede “la realizzazione della Sala del Commiato, nuovi loculi nei diversi cimiteri comunali e un doppio forno crematorio”. Operazioni di una certa importanza: “Decisioni di questa portata”, sostiene Ricci, “travalicano le competenze della giunta. Secondo l’articolo 42 del Tuel”, puntualizza, “la competenza in tema di concessioni spetta al consiglio comunale, per questo ho chiesto di portare subito la pratica in aula”, conclude Ricci che si interroga anche su quanto costerà il servizio: “Solo otto unità di personale sono circa 300 mila euro all’anno”, osserva.
Tiziana Mancinelli.