Cinghiali, Marini: “Catturati, messi in un recinto per la fucilazione. Immagine disgustosa”.
Viterbo, 19 dicembre 2024 – Nessuno ne parla più. Il problema cinghiali pare risolto. Eppure, da Palazzo dei Priori, comunicano che gli esemplari catturati nel mese di ottobre sono diciassette. Era forse questa la misura della grande invasione degli ungulati a Viterbo? Allora perché stanziare ulteriori 110 mila euro in bilancio per la cattura e l’abbattimento nel 2025? Domande che ha rivolto ieri il consigliere Giulio Marini alla giunta Frontini, in sede di discussione del bilancio. Ma, soprattutto, i diciassette cinghiali catturati che fine hanno fatto? Dove sono stati portati e come sono, o saranno, abbattuti?. Domande a cui sono arrivate risposte “vaghe”, secondo lo stesso consigliere che si propone di andare più a fondo, non solo per capire l’impiego di quei 110 mila euro, ma anche in considerazione di una concezione del benessere animale che non può fermarsi solo a cani e gatti, certamente più “redditizi” dal punto di vista dei consensi elettorali, ma che deve essere declinata, anche se in forme diverse, a tutte le specie, anche al mondo dei selvatici, nonostante questo, a differenze dei primi, non condivida, ma contenda, lo spazio umano. Certo è che il concetto del benessere animale, tema su cui Giulio Marini è stato il primo a varare un regolamento comunale, deve ricollegarsi a una più ampia sfera del rispetto verso ogni specie. “Ho chiesto cosa pensa di farci con questi soldi l’amministrazione Frontini – dice Marini -. Se con la cattura di 17 cinghiali a Viterbo la problematica sembra già risolta, a cosa servono ulteriori 100 mila euro?”, chiede il consigliere. “Nel mese passato – prosegue Marini – sono stati catturati 17 cinghiali poi la destinazione in un fantomatico hub, che significa letteralmente luogo controllato, e poi l’abbattimento. Un conto se dovessimo catturare i cinghiali e portarli in zone di ripopolamento, in un stato di libertà, un altro è questo ipotetico recinto poi la fucilazione”, chiede Marini che parla di una “ cultura”, se tutto ciò venisse confermato, ” che in questo paese è stata abbandonata decenni fa, quando succedeva agli animali da compagnia. Il cinghiale – prosegue Marini – è un selvatico, ma nella sua natura nasce libero, e vive combattendo con le forze naturali, che siano predatori che siano uomini, ma non all’interno di un recinto dove presumibilmente verrà abbattuto tramite fucilazione. Questa immagine disgustosa nel 2025 non ci appartiene”, conclude Marini. Lo scenario che dipinge, è quello che si sta verificando veramente? Tocca ora all’amministrazione Frontini spiegare e dare dettagli su cosa sta avvenendo e come pensa di spendere i 110 mila euro dei contribuenti viterbesi.