Nazionale, 14 luglio 2022 – Governo verso la crisi. Dopo 14 ore di riunione, a notte fonda arriva la decisione del Movimento Cinque Stelle. Nulla di buono per il governo Draghi. Il Cinque Stelle, infatti, oggi “non parteciperà al voto“, annuncia Giuseppe Conte. Dunque il gruppo dei pentastellati uscirà dall’Aula di Palazzo Madama e non voterà la fiducia al governo sul decreto Aiuti, prevista per il primo pomeriggio. Sarebbe questa la line decisa dal Movimento Cinque Stelle: «Abbiamo chiesto e preteso a lungo un cambio di passo nel governo», ha detto il presidente del Movimento, Giuseppe Conte, al termine del faccia a faccia con i gruppi parlamentari. «Le risposte offerte dall’esecutivo sono benvenute, ma non sufficienti». E ancora: «non ci si può accontentare di dichiarazioni di intenti». I Cinquestelle non firmeranno «cambiali in bianco». Da parte sua il premier Mario Draghi è stato chiaro: «Non c’è governo, senza Cinque Stelle». L’uscita dall’aula del Movimento oggi, è l’anticamera della crisi. Nella maggioranza si scatena il caos. Enrico Letta (PD) chiede una verifica in Parlamento e sottolinea: «è evidente che la scelta di Conte rimette in discussione molte cose: bisogna capire se la maggioranza esiste ancora». Stessa linea quella di Luigi Di Maio: «un chiaro atto di irresponsabilità», dice, aprire la crisi «nel bel mezzo di una guerra: così si condanna il Paese al baratro». Forza Italia, con il coordinatore Antonio Tajani, è netta: «Dopo quello di Mario Draghi – dice – non sosterremo alcun governo». Matteo Salvini, dopo l’accelerazione imposta da Conte, si è sentito in serata con Silvio Berlusconi, «Piena sintonia tra i due leader», informa il Carroccio: «Il centrodestra di governo prenderà decisioni comuni». «Non siamo disposti a restare nell’esecutivo senza il M5S – aveva detto Salvini già nel pomeriggio – Se Conte farà una scelta contraria, la parola agli italiani». La Lega, dunque, spinge per il voto, così come Giorgia Meloni: «Elezioni subito» invoca la leader di Fratelli d’Italia: «Guerra, pandemia, inflazione, povertà, caro bollette. E il governo “dei migliori” è immobile alle prese con i giochi di palazzo. Basta, tutti a casa». Carlo Calenda twitta: «L’avvocato del popolo, il punto di riferimento dei progressisti, si accinge a far cadere un governo presieduto dall’italiano più autorevole al mondo in mezzo a una guerra. Rimane solo la soddisfazione di essere tra i pochi a non averci mai avuto nulla a che fare». Renzi: «Disgustoso stare dietro al Sor Tentenna Giuseppe Conte. Vuole uscire? Vada, ciao ciao». «Una vergogna», è l’affondo di Italia viva con Ettore Rosato, «è stato premier per due anni presentandosi come quello responsabile».