Home Attualità Centro di primissima accoglienza e inclusione a Santa Lucia: comitato chiede spiegazioni in incontro pubblico.
Centro di primissima accoglienza e inclusione a Santa Lucia: comitato chiede spiegazioni in incontro pubblico.

Centro di primissima accoglienza e inclusione a Santa Lucia: comitato chiede spiegazioni in incontro pubblico.

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Viterbo, 26 luglio 2025 – Al quartiere Santa Lucia si preparano alle “barricate” contro l’ “ipotesi” dell’arrivo di una struttura di primissima accoglienza”. Due parole ricorrenti nella cronaca quotidiana che hanno fatto addrizzare le orecchie agli abitanti. Così tanto che lunedì 28 luglio si terrà una riunione pubblica del “Comitato di S. Lucia, composto da circa 250 aderenti”,  a seguito della “Delibera di Giunta n. 215 del 27.6.2025 avente ad oggetto, su proposta dell’Assessore Floris, la realizzazione nel quartiere residenziale di S. Lucia in Viterbo di una

“Stazione di posta, realizzazione di un centro ultifunzionale, un luogo di primissima accoglienza e inclusione sociale… di supporto alla reperibilità della persona, accoglienza temporanea con residenza provvisoria e successivo accompagnamento procedurale all’iscrizione anagrafica per le persone senza dimora…”

 

La riunione – spiega il comitato in una nota – si terrà alle ore 18, presso il Bar Fiorentini, ubicato nello stesso quartiere di Santa Lucia, per ottenere da parte dei rappresentati dell’amministrazione comunale a guida Frontini, che saranno presenti, delle spiegazioni in merito alla scelta del sito, alla portata dell’intervento ed alle conseguenze di una tale iniziativa per la comunità residente”. Il comitato fa presente che “il piccolo quartiere di S. Lucia, che a breve sarà collegato  con quello di S. Barbara attraverso il ponte Ciclo-pedonale sul semianello, ed il tratto di Teverina interessato, sono sprovvisti dei necessari spazi e servizi posti a corredo e tutela della riuscita. Ciò con il concreto rischio di ottenere un effetto non voluto dalla lodevole iniziativa, quale quello di congestionare l’area più di quanto non lo sia diventata e lo stia diventando con la prossima costruzione di nuovi palazzi”, prosegue la nota. “E non da ultimo – aggiungono – perché il flusso di persone prive di dimora ed accreditamento in Italia potrebbe mettere in serio  repentaglio la sicurezza dei tranquilli  quartieri residenziali e delle zone limitrofe in assenza della previsione di idonei presidi istituzionali atti a garantirla.

Chiunque sia interessato alle spiegazioni che saranno fornite dagli amministratori è quindi invitato a partecipare”, conclude la nota.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.