Home Cronaca Comune non paga 68 mila euro di bollette, condannato a versarne 102 mila.
Comune non paga 68 mila euro di bollette, condannato a versarne 102 mila.

Comune non paga 68 mila euro di bollette, condannato a versarne 102 mila.

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Viterbo, 11 dicembre 2025 – 68 mila euro di bollette per energia elettrica: il Comune non paga, e il giudice lo condanna a versarne 102, comprensivi di interessi di mora, spese legalie altri oneri. La pratica è arrivata in commissione oggi, con la proposta di votare l’ iscrizione di un debito fuori bilancio per la somma da versare. La vicenda ha sollevato dubbi e perplessià fin da subito tra le file dell’opposizione, clima che si è poi esteso anche in maggioranza, per i tanti interrogativi rimasti senza risposta durante i lavori. Il timore più avvertito è stato quello palesato da Alvaro Ricci, (Pd), ma condiviso un po’ da tutti: “perché non pagare quanto dovuto e, invece, proseguire l’iter giudiziario, ricorrendo in appello e facendo spendere al Comune, ossia ai cittadini, altri soldi? “. Si parla di ulteriori circa 7 mila euro. Ricorso in appello che la giunta, peraltro, ha già deliberato, in quanto il termine per la presentazione scade proprio domani. “Prima le paghiamo queste fatture, e meglio è” ha tuonato  Alvaro Ricci (PD), “Impensabile ricorrere in appello per non pagare una prestazione ricevuta che nessuno ha contestato, solo perché la fattura non è entrata nel sistema ordinario delle fatture”, ha sottolineato, “rischiamo di caricare sulle casse del Comune un altro costo”, ha detto Ricci, paventando il rischio di “danno erariale”. Tra l’altro, come ha fatto notare l’altra consigliera del Pd, Francesca Sanna: “Se la prestazione è stata richiesta ed effettuata, a suo tempo l’importo doveva essere già stato iscritto in bilancio, dove la somma dovrebbe ancora essere presente come residuo. Perché iscrivere un nuovo debito? E comunque non sarebbe auspicabile verificare prima se queste somme sono già in bilancio?”, ha osservato la dem. Al quadro confuso arrivato in commissione, si è aggiunto un altro bizzarro tassello quando la dipendente dell’ufficio legale ha riferito che il Comune ha scoperto la sentenza di condanna “quasi per caso”, in seguito “all’avviso di liquidazione della registrazione della sentenza da parte della cancelleria”. Su questo Letizia Chiatti ha replicato duramente: “La comunicazione è automatica”, ha tagliato corto. Il consigliere comunale Matteo Achilli (FDI), invece, ha chiesto a quali immobili si riferisse la prestazione di energia elettrica, ma anche su questo non sono arrivati chiarimenti.  Ad esporre tutta la questione alla commissione è toccato all’assessore al Patrimonio, Giancarlo Martinengo: le fatture non sarebbero arrivate secondo i canali ordinari della pubblica amministrazione, da qui il mancato pagamento. Le fatture, nel frattempo, sono state cedute a una banca che poi sarebbe andata a “bussare” a Palazzo dei Priori senza esito positivo.  È seguita la condanna a pagare impartita dal giudice al Comune di Viterbo e la proposta dell’iscrizione di un debito fuori bilancio arrivata in commissione. Tante domande, poche risposte, tanto che i dubbi, infine, sono iniziati a circolare pure sui banchi della maggioranza che ha chiesto dieci minuti di sospensione per approfondire meglio il tema. “Sono d’accordo nel dire che non sussistono presupposti per procedere al ricorso in appello”, ha detto Simone Onofri (Viterbo 2020). Alla fine, però, la maggioranza ha votato compatta. No dell’opposizione. Mentre l’assessore Giancarlo Martinengo, chiusa la commissione, deve aver tirato un sospiro di sollievo così forte che è caduto in terra, mettendo teatralmente fine a una seduta che ha tenuto un po’ tutti sui carboni ardenti.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.