I viterbesi portano le sedie, arrivano le forze dell’ordine.
Viterbo, 3 settembre 2025 – Sedie in via Cavour e in via Garibaldi, il tre settembre 2025 inizia come ogni anno per la città di Viterbo. Questo, però, è quello in cui c’è l’intenzione di far rispettare l’ordinanza che le vieta. Disposizione seguita da un appello del nuovo prefetto Sergio Pomponio a rimuovere quelli che “sono ostacoli oggettivi”, che “intasano le vie di fuga”, questa la sintesi dell’ordinanza e dei vari appelli delle autorità cittadine.
Stamattina, però, i viterbesi hanno fatto quello che sono soliti fare da sempre: hanno portato le sedie con l’intenzione di tenersele fino al passaggio della Macchina di Santa Rosa.
“Sono le nostre”, dicono, “per portarle via devono avere un’ordinanza del tribunale”, è la voce che corre per vie e piazze durante le ore di attesa di Dies Natalis. VEcco, poi, che verso le 7:30 hanno fatto il loro ingresso a Porta Romana una macchina della polizia, una dei carabinieri, una della guardia di finanza una della polizia locale. Alla vista delle sirene (spente) lungo i tratti interessati dall’ordinanza è sceso il gelo. Nemmeno un fiato e tensione alle stelle, aspettando di lì a poco un intervento delle forze dell’ordine. Nessuno si è spostato. Nè gli agenti che sono scesi dalle auto e sono rimasti a parlare tra di loro di fronte alla fontana, né i cittadini che sono rimasti seduti o accanto alle loro sedie, senza un minimo di ripensamento. Nessuno le ha tolte o chiuse. Di lì a poco gli agenti sono saliti nuovamente sulle auto e se ne sono andati. Dalla piazza è partito qualche timido applauso per quella che è sembrata una vittoria. In realtà, però, pare che il “blitz” antisedie, possa scattare dalle 15 in poi, mettendo in atto quella parte dell’ordinanza che finora non è stata quasi mai applicata: la rimozione. Lasciare il percorso libero al passaggio di Dies Natalis resta il punto fermo, tanto che sarebbero stati messi in piedi dei turni per coprire tutta la giornata e far riporre o comunque rimuovere le sedie a ogni tentativo di metterle. Così almeno è scritto sulla carta. Comunque andrà sarà difficile placare i venti della polemica: “Perché qui no e a piazza del Comune sì?Perché lì si pagano?” si domandavano stamattina diversi cittadini posizionati accanto alle loro sedie.
Tiziana Mancinelli.