Comune, dietrofront sull’orario dei bar: chiusura alle 2 anziché all’1 con il protocollo di intesa.
Viterbo – Più sicurezza, più decoro, più pulizia. Ma, soprattutto: niente schiamazzi notturni, urinate e vomito sulle porte di chi ancora abita al centro storico. Sarebbe questa la condizione che i bar e i locali notturni dovranno rispettare per eliminare il coprifuoco dell’1, e avere la possibilità, almeno il venerdì e il sabato, sia d’estate che di inverno, di arrivare ad estendere l’orario di chiusura alle due di notte. Questo sia per i bar della zona viola, San Pellegrino, soggetta nel piano del commercio a maggiori restrizioni come la chiusura a mezzanotte, sia nel resto della cinta muraria. Ieri pomeriggio i rappresentanti di categoria hanno esposto la proposta all’assessore allo Sviluppo Economico, Alessia Mancini. La discussione è avvenuta a porte chiuse. La proposta degli esercenti è stata poi sottoposta ai capi gruppo di maggioranza. In sostanza i gestori dei bar si assumeranno l’onere della vigilanza privata, quello di tenere puliti gli spazi, adempiere alla raccolta differenziata, spostare all’interno del locale alcune attività, tenere la musica bassa dopo la mezzanotte. In cambio chiedono di prolungare l’orario di apertura fino alle due. La proposta sembra aver riscosso il via libero della maggioranza a Palazzo dei Priori. Ora sarà portata in commissione e poi in consiglio comunale. Infine dovrà essere siglata con la prefettura.
“C’è stata un’ asssunzione di responsabilità da parte dei gestori dei locali – dice Vincenzo Peparello di Confesercenti all’uscita dalla riunione -. Abbiamo elaborato un protocollo che tiene conto di quelle situazioni che hanno causato in questi periodi dei reclami e delle lamentele. Restano ferme le deroghe in occasione di alcuni eventi particolari. Gli esercenti si assumono il compito di garantire la sicurezza, tramite un privato autorizzato a questo tipo di servizio, provvedendo anche alla pulizia dello spazio antistante e alla raccolta differenziata, così come a terminare la musica a mezzanotte e a spostare all’interno del locale alcune attività”.
“È stato un tavolo costruttivo – dice Luigia Melaragni di Cna – Lo stesso Piano del Commercio prevedeva un protocollo di sicurezza da siglare con la Prefettura. Gli esercenti si sono detti disposti ad assumersi a loro carico il servizio della sicurezza privata, ma ovviamente chiedono di recuperare il costo lavorando di più, quindi prolungando l’orario di apertura alle due il venerdì e il sabato. Gli altri giorni l’orario di chiusura resta l’una. Sia d’estate, sia d’inverno. Gli esercenti, infatti, hanno chiesto di eliminare questa distinzione visto che la rumorosità proprio d’inverno viene percepita in misura minore con finestre e porte chiuse, mentre le abitudini dei clienti non cambiano con le stagioni”. L’assessore Mancini ha comunicato di aver ricevuto la proposta e di trasmetterla alla sua maggioranza.