Home Attualità Consigli di territorio, Micci (Lega): «Utili, se ascoltati, su elezione diretta dubbi di legittimità»
Consigli di territorio, Micci (Lega): «Utili, se ascoltati, su elezione diretta dubbi di legittimità»

Consigli di territorio, Micci (Lega): «Utili, se ascoltati, su elezione diretta dubbi di legittimità»

0
0

Viterbo – Ritorna puntuale la questione della possibilità di istituire degli organismi partecipativi che possano sopperire all’abolizione delle circoscrizioni. Proprio in commissione Chiara Frontini (Viterbo 2020) ha chiesto di procedere con l’applicazione del regolamento dei consigli territoriali istituiti dalla giunta Marini e procedere quindi con l’elezione diretta dei membri. Più facile a dirsi che a farsi. Il perché lo chiarisce il consigliere comunale della Lega, Andrea Micci: “Bisogna distinguere tra organismi partecipativi e circoscrizioni o municipi o organi di decentramento che hanno funzioni amministrative decentrate. I primi, gli organismi partecipativi, prevedono solo una partecipazione popolare consultiva ed eventualmente di iniziativa”. La differenza non è di poco conto, poiché “l’elezione diretta è prevista solo per gli organi di decentramento con funzioni amministrative decentrate”, sottolinea Micci. E, in effetti, i consigli di territorio istituiti dalla giunta Marini sarebbero dei veri e propri organismi partecipativi per i quali si è proceduto con la nomina e non con l’elezione. Procedere ora con quest’ultima potrebbe non essere possibile secondo Micci. “Su questo ho chiesto il parere del segretario generale”, dice il consigliere comunale che in proposito richiama anche lo “spirito della normativa, specialmente nella parte di abrogazione delle circoscrizioni nell’ottica di operare un taglio dei costi della politica, inserendo  la possibilità di costituire le circoscrizioni o i municipi o comunque gli organi di decentramento soltanto in determinate ipotesi, prevedendo anche dei budget di spesa. Negli organismi partecipativi qualora si facesse l’elezione diretta, questa dovrebbe essere gratuita, ma la cosa non è fattibile, solo l’acquisto delle schede elettorali prevede una spesa per il Comune. Si potrebbe andare a violare un principio generale che è quello del risparmio dei costi della politica. Gli organismi di partecipazione non hanno spesa. A mio giudizio ci potrebbe essere un problema di legittimità, che va contro lo spirito della normativa, è una ratio legis  inderogabile, un principio che non si può aggirare, per questo ho chiesto un parere al segretario generale.  È ovvio che ritengo i consigli di territorio importanti, se, però, sono considerati dall’amministrazione centrale. Solo in questo caso possono avere una  funzione di rilievo.  Se, invece, come in passato non vengono considerati né ascoltati, perdono la loro utilità”

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.