Viterbo, 23 maggio 2024 – Seduta di consiglio comunale incandescente con la maggioranza Frontini che per la prima volta dall’insediamento si trova a rischio numeri. All’ordine del giorno il riconoscimento del debito fuori bilancio per 1.222 euro, una cifra piccola che si rivela una miscela esplosiva per il patto civico. A iniziare da come è nato. Al centro di tutto un’ordinanza firmata dalla sindaca Chiara Frontini per indurre il titolare di un’attività commerciale a mettere in atto “interventi immediati” per “inconvenienti igienici” che sarebbero stati causati in “due appartamenti”. Un contenzioso tra privati dentro al quale, a detta dell’opposizione, il Comune non si sarebbe dovuto infilare. Ma l’ha fatto. Il destinatario dell’ordinanza promuove ricorso al Tar che annulla lil provvedimento e condanna il Comune a pagare la cifra di 1.222 euro. Procedimento in cui Palazzo dei Priori non ha nemmeno nominato un difensore. Fin qui la vicenda amministrativa. Poi c’è quella politica. Il riconoscimento del debito fuori bilancio va in commissione, poi in una seduta di consiglio comunale, dove l’opposizione chiede di integrare la pratica con la cronistoria degli atti. Si torna, dunque, in consiglio comunale, oggi, con un’altra seduta e la pratica con gli allegati. L’opposizione dichiara che non voterà. A questo punto, però, forse qualcuno si accorge che probabilmente c’è qualche banco vuoto di troppo in maggioranza. L’opposizione, quindi, esce dall’aula, lasciando la maggioranza da sola a contarsi. Per il numero legale e la validità della seduta servono 17 consiglieri comunali. In aula sono solo 16. Con il sindaco arrivano a 17. Ma, secondo l’opposizione, Frontini non va conteggiata ai fini del numero legale. Secondo la maggioranza sì, poiché, è la loro tesi, il sindaco non si calcola sono all’inizio della seduta. Questa, dunque, va avanti. Si vota il riconoscimento del debito fuori bilancio. E arriva un altro colpo di scena: Ugo Poggi si astiene. Restano sedici i voti favorevoli al riconoscimento del debito fuori bilancio, con quello della sindaca. La segretaria dichiara che la votazione è valida. La pratica passa. L’opposizione rientra e si precipita al banco della giunta, affermando che il numero legale non c’è. Ma la seduta è già stata chiusa: “Non posso verbalizzare”, dice la segretaria comunale. La vicenda, a questo punto, si trasferisce al palazzo accanto: l’opposizione va dal Prefetto. Durante tutto ciò, in piazza del Plebiscito, intanto, viene avvistato il consigliere comunale Daniele Rossi che, probabilmente chiamato da qualcuno, si stava precipitando per tornare in aula. Ma la seduta era già chiusa. E la maggioranza salva. Secondo il suo conteggio. Diverso quello dell’opposizione. Almeno in questo caso, la matematica si è rivelata un’opinione.