Contenzioso Terme dei Papi, Comune accantona quasi 2 milioni. Micci: “Figura barbina sul termalismo”.
Viterbo, 3 gennaio 2025 –Un milione e 800 mila euro sottratti alla spesa corrente per essere accantonati in via prudenziale nel caso in cui il Comune sia chiamato al risarcimento del danno verso le Terme dei Papi per la questione oramai nota legata al contenzioso in essere sui litri di acqua da assicurare allo stabilimento per poter svolgere le sue attività. Cifre che emergono con il risultato presunto di amministrazione pari a 112.052.104 euro al 31 dicembre 2024. “Si tratta di un atto tecnico – spiega l’assessore al Bilancio Elena Angiani – che ha la finalità di consentire la continuità di alcuni servizi essenziali, come quelli del settore delle Politiche sociali, ad esempio, con l’applicazione di fondi vincolati provenienti da contributi erogati negli anni precedenti all’esercizio in corso”. “Il risultato di amministrazione effettivo – specifica ancora Angiani – si avrà soltanto con l’approvazione del bilancio consuntivo quando sarà concluso il riaccertamento dei residui attivi e passivi, che certamente andranno a variare i numeri che vediamo oggi”. Già in questo momento, però, l’assessore tiene a evidenziare due elementi: “I circa 924.000 mila euro che andiamo a liberare dal fondo di garanzia dei debiti commerciali e che tornano nella disponibilità dell’ente grazie al grande lavoro fatto per rientrare nelle tempistiche di pagamento”, spiega, e la nota dolente “dell’ulteriore accantonamento di oltre 1.800.000 euro per il contenzioso con Terme dei Papi, risorse che purtroppo ogni anno siamo costretti prudenzialmente a sottrarre dalla spesa corrente, soldi che potrebbero essere utilizzati per tante altre finalità importanti per i cittadini e che invece dobbiamo “congelare” a causa del risarcimento richiesto”. Una cifra consistente, 36 milioni di euro, che ha aperto il dibattito in uno degli ultimi consiglio comunali, su interrogazione del consigliere Andrea Micci (Lega), il quale ha messo in evidenza due aspetti, a suo avviso allarmanti per il Comune e cioè: “Che il contratto stipulato nel 1986 tra la società gestrice delle Terme dei Papi e il Comune di Viterbo è valido ed efficace e che quest’ultimo deve assicurare un quantitativo di acqua necessario al corretto funzionamento dello stabilimento termale. La sentenza non parla di litri – specifica il consigliere – pertanto si richiamano due studi quello Piscopo e”, in particolare, quello “Petroselli, secondo il quale per il corretto funzionamento dell’impianto servono circa 35 litri di acqua al secondo. Attualmente – osserva ancora Micci – vengono fatti dei prelevamenti dall’ unico punto di emungimento che utilizzano le Terme dei Papi per una media di 18 litri. Ad occhio il Comune mi sembra inadempiente”, ha sottolineato in consiglio. Non solo: “Ad oggi non ha dimostrato né che l’impianto poteva funzionare con meno litri, né che garantire quel litraggio mette in difficoltà gli altri impianti”, dice Micci, che ha concluso il suo intervento informando di una serie di lamentele “firmate e sottoscritte da parte dei clienti che hanno frequentato, anche nel periodo natalizio, le Terme dei Papi senza poter usufruire di alcuni servizi”. Vicenda che avrebbe portato a alcuni addirittura a “chiedere la restituzione di quanto pagato. Il termalismo viterbese” ha concluso, “ha fatto una figura barbina”.