Coronavirus, Italia record di contagi in Europa, Conte: “Perché controlliamo meglio”.
Roma – Italia maglia nera in Europa per il numero di contagiati di coronavirus. I casi confermati in questo ore sono salti a 79, dislocati in 5 regioni: 54 in Lombardia, quella più colpita, 17 in Veneto, 2 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio e 1 in Piemonte. La rilevazione della temperatura non serve a nulla, solo “il tampone può rivelare l’effettiva contaminazione da coronavirus”. La verità intuita da tanti italiani in questi giorni, è stata finalmente pronunciata. Si può essere postivi al coronavirus anche senza sintomi influenzali. Lo ammette, infine, candidamente anche il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, per sottolineare che se l’Italia è il paese in Europa con più contagi è solo perché “i controlli sono stati più accurati, solo con il tampone si può rilevare il contagio. E noi ne stiamo facendo a centinaia“. Ora in molti si chiederanno che grado di sicurezza abbia, dunque, assicurato la rilevazione della temperatura agli aeroporti e ai porti. La scoperta del paziente zero che ha dato il via ai contagi, tuttora non identificato, contribuirà sicuramente a far luce anche su questo aspetto.
Intanto Conte, alla conferenza stampa presso la sede della Protezione Civile, al termine di un consiglio dei ministri straordinario che ha condotto all’adozione di un decreto per il contenimento e la gestione dell’emergenza sanitaria, espone la sua tesi: “Molti si sono chiesti, come mai così tanti casi scoperti tutti in un tratto? Abbiamo adottato una linea di massima precauzione, siamo nell’ambito dei paesi occidentali dove gli standard delle prestazioni sanitarie della tutela della salute sono più elevate – spiega –Siamo il paese che ha adottato misure più garantiste più efficaci di massima sicurezza. Ricorderete che abbiamo subito disposto l’interdizione del traffico aereo “da e per” la Cina e il giorno dopo, siamo agli inizio febbraio, abbiamo dichiarato lo stato di emergenza nazionale. Da allora abbiamo effettuato rigorosi controlli che nascondono un lavoro puntiglioso e meticoloso di verifiche a cura di personale sanitario che da noi è eccellente. Questi controlli, con questa linea di rigore e di massima cautela, ci consente oggi di svelare questi casi di contagi. È l’accuratezza di questi controlli che ci porta oggi a registrare questi numeri. Stiamo parlando di una sintomatologia che facilmente si confonde con una banale influenza, seppur particolarmente debilitante, o con un principio di polmonite. Solo con un controllo effettuato con il tampone è possibile riscontrare se una persona sia positiva al coronavirus o no. Stiamo effettuando centinaia e centinaia di tamponi, da qui il numero elevato di casi. Ora ci siamo resi conto di dover adottare misure di contenimento”. Ma la domanda principale, che potrebbe far luce veramente sulla gestione del rischio contagio nel Paese, ancora è sul tavolo senza risposta: “Chi sono i pazienti zero che hanno dato via al focolaio lombardo e a quelli che stanno spuntando in Italia?”