Costringe la moglie ad uscire con il velo, la picchia e la fa abortire perché incinta di una femmina.
Blera (VT) – – “Anni di violenze morali, fisiche e sessuali a cui un quarantunenne straniero avrebbe sottoposto i componenti del suo nucleo familiare“. Lo denunciano i carabinieri della Stazione di Blera al termine di un’operazione condotta unitamente ai militari specializzati per la trattazione dei cosiddetti delitti di “violenza di genere“ del Nucleo Investigativo CC di Viterbo e della Sezione Atti Persecutori del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche di Roma.
“Si è trattata di una delicata inchiesta giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Viterbo – spiega la nota dei carabinieri – che è passata attraverso l’azione sinergica di diversi attori sociali, quali gli assistenti sociali del comune di Blera e quel Comando Stazione Carabinieri, che sono riusciti ad intercettare, grazie alla conoscenza approfondita della realtà locale, una situazione di grave disagio in cui versava una famiglia di cittadini stranieri, residenti nel piccolo centro della Tuscia”.
Secondo i carabinieri “Gli elementi probatori raccolti”, dimostrerebbero come l’indagato avrebbe “sottoposto a continue vessazioni i componenti della propria famiglia”. Secondo i militari dell’Arma, l’uomo avrebbe “umiliato la moglie per futili motivi, impedendole anche di uscire di casa, se non per il tempo strettamente necessario ad accompagnare i figli a scuola, malmenandola in caso di ritardo”.
Nella tesi dei carabinieri l’uomo avrebbe “costretto la moglie” a “uscire di casa, indossando l’hijab (il caratteristico velo islamico che copre capelli, orecchie e collo)“, e anche ad “avere continui rapporti sessuali contro la sua volontà“. Tutto ciò si sarebbe verificato anche quando “la donna era ricoverata in ospedale per un problema di salute ed aveva bisogno di riposo“. In un’altra circostanza portata alla luce dai carabinieri, l’uomo “appreso dalla moglie di essere incinta di una bambina e non gradendo il sesso del feto“, l’avrebbe “picchiata provocandole l’aborto”.
La situazione denunciata dai carabinieri si sarebbe estesa anche ai figli. “Nei momenti in cui abusava di sostanze alcoliche“, dice ancora la nota delle forze dell’ordine, “le violenze morali e fisiche” sarebbero state esercitate anche “sui figli di cinque e quattro anni, oltre che sul figlio della donna avuto in una precedente relazione”. Proprio nei confronti di quest’ultimo, di tredici anni, “gli episodi di violenza”sarebbero stati “frequenti” perché il ragazzo non sarebbe “stato accettato dall’uomo”.
“Le risultanze investigative, prodotte dalla Stazione Carabinieri di Blera, corroborate dalle attività a sostegno, quali le audizioni protette svolte nella “sala rosa” di cui dispone il Comando Provinciale di Viterbo dallo scorso mese di maggio, svolte dai Reparti specializzati (Nucleo Investigativo e Sezioni Atti Persecutori), della “Rete di monitoraggio sul fenomeno della violenza di genere” dell’Arma dei Carabinieri – continua la nota – hanno permesso alla Procura della Repubblica di Viterbo di chiedere ed ottenere dal G.I.P. del Tribunale di Viterbo l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, che è stato arrestato e tradotto presso il Carcere Mammagialla di Viterbo, impedendo il protrarsi delle violenze ipotizzate.
I delitti contestati all’indagato sono quelli di maltrattamenti aggravati in famiglia, violenza sessuale e violazione degli obblighi di assistenza familiare, ipotesi aggravate anche con l’introduzione del c.d. “Codice Rosso”.