Covid19: crollano le entrate comunali. Contardo: «Priorità i nuovi poveri e i servizi essenziali».
Viterbo, 1 maggio 2020 – Ha riempito gli ospedali, ha abbassato le saracinesche di tutta Italia e ora rischia di tramutarsi in un vero e proprio tzunami sui bilanci comunali, abbattendo le entrate delle casse pubbliche. A tenerle in piedi sono, infatti, i contribuenti, quelle stesse persone che hanno dovuto chiudere la loro attività per più di due mesi oramai, e che se non hanno i soldi per fare la spesa, figuriamoci per pagare il fisco. Anche a Viterbo, dunque, i danni causati dalla pandemia sono solo all’inizio. E se il contagio nella Tuscia non è mai veramente esploso, ad oggi i positivi sono 438, cioè circa lo 0,14% della popolazione, i numeri delle entrate comunali non sono altrettanto incoraggianti. «La capacità contributiva dei cittadini di quest’anno non è nemmeno paragonabile a quella dell’anno scorso – dice l’assessore al bilancio Enrico Contardo -. Abbiamo previsto una diminuzione delle entrate di circa il 10%, stiamo parlando di circa 6 milioni di euro». Una cifra che fa tremare i polsi, soprattutto perché viene a mancare dalle entrate che finanziano l’ordinaria amministrazione, mettendo a serio rischio lo stesso funzionamento della macchina comunale e l’erogazione dei servizi essenziali ai cittadini. Nel 2020 è prevista non solo la forte diminuzione delle entrate, ma anche un aumento delle spese a causa della pandemia. In forte crescita la domanda di aiuti da parte della fascia di nuovi poveri creati dal coronavirus. Altri soldi il comune di Viterbo dovrà spenderli per l’acquisto di dispositivi di sicurezza, per attrezzare gli uffici comunali garantendo il distanziamento sociale tra i dipendenti, per le modalità di smart working. Ma a preoccupare è soprattutto la grande richiesta di aiuti da parte delle tante persone che si sono ritrovate senza lavoro. «La nostra priorità in questo momento sono i servizi sociali – dice Contardo -. Non possiamo ignorare il grido di aiuto dei nostri concittadini. E non lo faremo. Ci aspettavamo 1500 domande di buoni pasto e, invece, sono arrivati 3500. Se continua così, si prevede un forte aumento della richiesta di assistenza da parte dei cittadini». Dunque il comune di Viterbo, come tanti altri in Italia, si troverà ad affrontare un’emergenza senza precedenti, mentre la coperta delle entrate si accorcia. Prevista una fortissima riduzione sulle principali voci di bilancio, una su tutte l’addizionale Irpef, pagata sulle previsioni reddituali dell’anno in corso che, visto lo stop imposto alle attività lavorative, sarà notevolmente inferiore a quella del 2019. Ci saranno, poi, minori incassi dalla Tosap, dalla pubblicità. L’imposta di soggiorno rischia di azzerarsi completamente, mentre le entrate derivanti dalle sanzioni amministrative da Codice della Strada, considerando il lockdown di quasi tre mesi, saranno a dir poco abbattute. Insomma a Palazzo dei Priori c’è poco da stare allegri sulla situazione di bilancio. Pochi soldi e una fila sempre più grossa di persone che andranno a bussare alla porta della casa comunale per chiedere un aiuto.