Viterbo, 4 febbraio 2026 – Sono comparsi da qualche giorno e, per i cittadini, probabilmente, sono una novità: i paletti in ferro con catene a piazza Dante che inibiscono il transito e la sosta dei veicoli nell’area ricomprendente la fontana. Un paletto e una fioriera sono posizionati anche a piazza della Crocetta, forse, anche qui, siamo di fronte al primo passo per delimitare l’area e la fontana, spesso, anch’essa, presa di mira dai pneumatici.

In realtà l’idea sarebbe partita sullo scorcio dell’amministrazione di centrodestra dell’ex sindaco Giovanni Arena, nel 2022, come riferisce la consigliera comunale, Laura Allegrini (FDI): “Sul finire della precedente consiliatura di centrodestra”, puntualizza, “con l’assessorato ai Lavori Pubblici abbiamo fatto dei sopralluoghi sia con l’allora responsabile delle strade, che con il comandante Vinciotti, che potranno confermare. Si è poi proceduto all’acquisto dei paletti”.

Perché allora sono stati messi solo dopo treanni? A chiarire il piccolo giallo è la stessa Laura Allegrini: “Secondo quanto mi hanno riferito gli uffici, i paletti acquistati originariamente sarebbero finiti a piazza San Faustino”, dopo l’avvenuta riqualificazione e la sua definitiva destinazione ad area pedonale. Quelli di piazza Dante, invece, sarebbero un nuovo acquisto disposto dall’amministrazione Frontini. Ma al di là della paternità dell’idea, e di chi ha acquistato quello o quell’altro paletto, quello che oggi è importante rilevare, è il probabile inizio di un nuovo capitolo sul decoro urbano e la qualità degli spazi pubblici, in cui si mette da parte la persuasione, l’invito bonario, e si decide di porre finalmente un deterrente tangibile e invalicabile all’inciviltà della sosta selvaggia delle quattro ruote che non si arrestano di fronte al patrimonio storico culturale di tutta la città, salendo, di frequente, sui gradini delle fontane e invadendo altri spazi pubblici riservati agli arredi urbani e alla pedonalizzazione.