Destinazione Palazzo di Vico: dalle case popolari alla casa degli artisti. Una delle idee.
Viterbo – Ha riaperto le porte con le giornate Fai di primavera, un evento che potrebbe realmente aver segnato per Palazzo di Vico l’inizio della “bella stagione”. Dopo l’abbandono, il restauro con il Plus, e di nuovo l’abbandono, sulla storica residenza di Giovanni Di Vico sono tornati ad accendersi i riflettori. E sotto questa nuova luce si è illuminato il connotato antico di un edificio ricco di storia che sicuramente merita una valorizzazione che possa esaltare il significato che esso ha in relazione all’identità del territorio e alle vicende che lo hanno segnato nel tempo. È questo l’orientamento che sta prendendo piede nell’assessorato ai Lavori Pubblici che in questi giorni ha curato altri piccoli restauri per renderlo visitabile in vista delle giornate Fai. “Ho fatto tutto il possibile perché un luogo così bello che contribuisce a raccontare la nostra città fosse riaperto e visitabile”, dice l’assessore Laura Allegrini. I restauri del palazzo erano iniziati già dall’era Gabbianelli. Per ricostruire la fisionomia dell’antica residenza erano stati utilizzati fondi della regione Lazio per l’edilizia popolare, contributo che poi ne aveva determinato la finalizzazione a residenze per famiglie meno abbienti. Sembra, però, che dalla Pisana ci sia stato ora una sorta di parere favorevole a cambiare la destinazione. Apertura che depone a vantaggio di chi oggi vorrebbe riproporre il palazzo in chiave storico turistica. “Sì è questa l’intenzione – ammette Allegrini – di idee ce ne sono tante, come ad esempio, quella di adibirlo a una casa degli artisti. Ovviamente solo dopo aver trovato una soluzione alternativa per le famiglie che attualmente occupano i piani superiori. Il piano terra, invece, era stato opzionato dall’ordine degli architetti che lo avrebbe preso, scontando gli anni di affitto con le spese di restauro necessarie. In seguito non hanno più utilizzato questa opzione. Adesso quindi dovremo attivarci. Nel bilancio 2019 sono già stato stanziati 45 mila euro”.