Alemanno: “La trappola nascosta da Renzi nella riforma costituzionale, renderci sudditi dell’Europa”
“Si dice che si fa la Costituzione da sobri per utilizzarla da ubriachi”: con questa battuta Laura Allegrini introduce l’incontro per il “No” al referendum costituzionale che ha visto come ospiti Gianni Alemanno, Domenico Nania, Mario Ciampi. Al tavolo dei relatori anche i rappresentanti dei comitati per il No, Fabrizio Fortini e Stefano Marini Balestra. Hanno espresso il “No” del territorio il giovanissimo Federico Porciani, appena uscito dalla scuola di formazione politica pronto a spendere il suo fresco volto da ventenne a supporto dei temi di Azione Nazionale e Claudia Sanna, quarantenne mamma e donna impegnata nel lavoro.\r\n\r\nLa Destra anche stavolta fa il pienone. Sala gremita. A fianco di Laura Allegrini, seduta in prima fila, l’inseparabile Gabriella Grassini. Più defilati, nelle retrovie, altri rappresentanti di centro destra: Claudio Ubertini e Giulio Marini (Forza Italia), Enrico Contardo (Noi con Salvini) Gianmaria Santucci (Fondazione). Si è rivisto Maurizio Federici ex consigliere comunale, nessuna traccia, invece, di Fratelli d’Italia. All’invito rivolto dall’ex senatrice Allegrini ai rappresentanti comunali e politici del capoluogo di sedersi in prima fila solo Daniele Sabatini raccoglie e si sposta davanti accanto a Grassini.\r\n\r\nParte il primo spot, frecce tricolore, patria, identità, in due parole Azione Nazionale. Finita la proiezione, si accendono le luci in sala e il fronte del No inizia a spiegare i suoi perché.\r\n\r\n“Questa riforma non supera il bicameralismo, non semplifica non risparmia. E poi – dice Allegrini – uno che ci ha fatto fare il referendum sulle trivelle separatamente dalle elezioni amministrative per paura di raggiungere il quorum quanto può avere a cuore il risparmio? Renzi non può riformare la Costituzione semplicemente perché lui non è un costituente”.\r\n\r\nGianni Alemanno, dal canto suo, avverte che in questa riforma Renzi ha messo, a suo dire, delle pericolose trappole per i cittadini. “C’è un fatto estremamente grave – dice – in questa proposta costituzionale si introduce di nascosto l’ obbligo di approvare le direttive dell’Unione Europea. Finora c’era un generico indirizzo di tenere conto delle normative comunitarie già approvate. Diamo un pezzo della sovranità popolare all’Unione Europea. Un obbligo del genere non c’è nemmeno nella Costituzione della Grecia. Siamo la prima nazione a scrivere che saremo sudditi dell’Unione Eurpea. Attenzione l’UE non siamo noi, è la Commissione Europea. In veste di Ministro dell’Agricoltura andavo ogni mese a Bruxelles a discutere diverse direttive. Era impressionante il tentativo di calarle sull’agricoltura per piegare il mondo degli agricoltori,del popolo italiano, agli interessi della produzione industriale e delle multinazionali. Si è discusso dell’utilizzo di Ogm in agricoltura. La maggioranza dei paesi europei erano contrari al loro uso, eppure la burocrazia di Bruxelles ne imponeva l’utilizzo. In seguito abbiamo scoperto che c’erano le intromissioni dell’ambasciata americana che imponeva l’utilizzo di sementi derivanti da una loro realtà”.\r\n\r\nAlemanno rimarca che, già oggi, la libertà degli italiani sia notevolmente compressa dentro le direttive europee: “Il fiscal compact l’avete scelto voi? Il Bail in che trasferisce ai risparmiatori la responsabilità se una banca fallisce l’avete voluto voi? E l’austerità europea che ci impedisce di ricostruire in seguito al terremoto? In questa situazione Renzi va a incatenare l’Italia all’Unione Europea. Ha minacciato di mettere il veto sul bilancio di Bruxelles, ogni tanto toglie le bandiere europee da dietro le spalle. Ma pensate all’incredibile sceneggiata che Matteo Renzi ha fatto a fine agosto, quando ha preso la seconda nave della Marina Militare Italiana, spendendo 250 mila euro, e l’ha portata a Ventotene per fare uno spot con la Merkel e Hollande sul ponte della nave, dove dichiaravano di essere d’accordo per creare una realtà europea. Questo pensava di fare protagonismo personale per farsi accogliere da Merkel e Hollande ai vertici dell’Ue. Noi vogliamo un Presidente della Repubblica eletto dal popolo, e non un premier frutto di giochi partitocratici e maggioranze finte che grazie al combinato Costituzione e legge elettorale con il 25, 30, 35 per cento dei voti diventa proprietario di tutto. Noi vogliamo il mandato forte del popolo che lo controlli, lo verifichi e gli dia l’autorità per rappresentare la nostra unità nazionale. In realtà dopo che Renzi ha costruito il suo giochino”, continua Alemanno relativamente alla riforma costituzionale “qualcuno si è accorto che potrebbe vincerlo Grillo”.\r\n\r\nAltro tema di scottante attualità l’immigrazione: “Ci sono limiti – dice Alemanno – non siamo più di fronte a flussi migratori, ma davanti a una sostituzione etnica. In un paese in provincia di Venezia di 150 abitanti ci sono 700 immigrati”. E infine: economia. “Non possiamo avere un futuro economico – dice Alemanno – se dobbiamo competere con paesi come la Cina che non rispettano regole ambientali e diritti dei lavoratori. Prima lo dicevamo solo noi, ora che ha vinto, Trump si è posto come uno dei suoi temi principali quello di bloccare il commercio internazionale della Cina. Se ci vuole invadere con le sue merci dobbiamo mettere dazi”. Ultima battuta dedicata ancora a Renzi: “È riuscito a mettere insieme tutti i poteri forti. Solo con Obama gli è andata male visto il recente responso elettorale.\r\n\r\n“Attenti a ciò che si perde e a chi lo conquista”, ha invece ammonito Domenico Nania, “Siete sicuri che questa riforma rispetti la sovranità popolare? Essa appartiene al popolo, se ne può disciplinare l’esercizio, ma non toglierla al suo titolare che è il cittadino. Forse non sapete che il Porcellum l’ha inventato la sinistra per i consiglieri regionali della Toscana. Il diavolo si nasconde nei dettagli. Se passerà la riforma non saranno più i cittadini a eleggere i propri rappresentanti in Parlamento, avremo liste con candidati bloccati”.\r\n\r\nSe la matematica non è un’opinione, anche la legge non scherza: “L’unico organo deputato a cambiare la Costituzione è un costituente votato dagli italiani”, attacca Mario Ciampi docente universitario, “qui addirittura sono stati cambiati 47 articoli da un governo che, soprattutto alla luce della sentenza costituzionale che dichiara illegittimo il Porcellum, non poteva arrogarsi il potere di farlo. Una maggioranza composta, tra l’altro, da transfughi che sono andati a sostenere il sogno Renziano: rottamare, rottamare, rottamare, anche la Costituzione. Il premier ha dimostrato una colossale mancanza di rispetto, pensate che Alcide De Gasperi non prese mai la parola durante la Costituente per non influenzarla. Questa riforma presenta due mistificazioni: la prima il superamento del bicameralismo. Falso. Il Senato resta e legifera su sedici materie tra cui leggi di bilancio e trattati europei. L’art 70 rinovellato è semplicemente imbarazzante con la previsione di dieci procedimenti legislativi. Il Senato, tra l’altro, potrà avere colore politico diverso dalla Camere aprendo conflitti senza via d’uscita. La seconda mistificazione è il risparmio sui conti dello Stato. Si può risparmiare in tanti modi, bisognava farlo proprio in quello che toglie il diritto di voto agli italiani?”\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n