Home Attualità Dies Natalis il 9 luglio a San Sisto. Escluso il passaggio a via Marconi
Dies Natalis il 9 luglio a San Sisto. Escluso il passaggio a via Marconi

Dies Natalis il 9 luglio a San Sisto. Escluso il passaggio a via Marconi

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Viterbo, 9 maggio 2026 – Esperienza da ripetere l’esposizione della macchina di Santa Rosa qualche mese prima del 3 settembre, come già fatto l’anno scorso. E così, anche stavolta, Dies Natalis dovrebbe arrivare a San Sisto tra il 9 e il 10 luglio prossimo e restare lì per essere vista e conosciuta da chi viene a visitare la città, ma anche, e soprattutto, per i viterbesi.  Non sarà l’unica sorpresa. Quest’anno ricorrono due date importanti: Ottant’anni dal 1946, quando la Macchina riprese il suo cammino in mezzo alle macerie dei bombardamenti, segnando, con il suo passo cadenzato e solenne, la ripartenza di un’intera città che in quel momento, intorno a quel simbolo, si rialzava. Ma quest’anno sono anche quarant’anni dal 1986, quando, invece, la macchina, Armonia Celeste di Roberto Joppolo, si piegò su un fianco di fronte al monastero di Santa Rosa. Nel Sodalizio si pensa a come ricordare queste due date durante il Trasporto. Da escludere l’allungamento del percorso su via Marconi.Assolutamente no”, dice il presidente del Sodalizio, Massimo Mecarini, “forse il prossimo anno se ne potrebbe parlare, ma per ora è escluso. Dies Natalis è una macchina impegnativa, presenta degli ingombri importanti, già il passaggio al Corso è millimetrico”, dice Mecarini, evidenziando non solo lo sforzo fisico dei facchini, ma anche la tensione psicologica che deriva dal dover mantenere una concentrazione così intensa e prolungata su certi tratti. “Per certi versi ricorda Armonia Celeste”, dice ancora Mecarini. L’esposizione di Dies Natalis due mesi prima del Sollevate e Fermi, invece, è stata ben accolta dal  Sodalizio: “È una bella idea”, dice Mecarini, “anche se va fatto qualche miglioramento rispetto all’anno scorso. Mi riferisco, ad esempio, alla gestione del traffico soprattutto in quelle serate in cui facciamo le visite guidate fino al monastero“. Anche i commercianti sono soddisfatti. Va bene tutto, pur di far arrivare fino a Porta Romana quel flusso di persone che si concentra nella parte turistico commerciale  tra Sacrario e San Pellegrino. Non manca, tuttavia, anche chi vorrebbe mantenere la tradizione e vedere la macchina solo pochi giorni prima del trasporto “per non rovinare la sorpresa”. Tutti, invece, concordano, che la presenza di Dies Natalis a San Sisto da luglio andrebbe comunicata meglio, rispetto all’anno scorso, anche semplicemente collocando dei banalissimi pannelli che, sull’itinerario classico dei turisti dal Sacrario e Valle Faul a San Pellegrino e Colle del Duomo, li dirigano anche fino a San Sisto, informandoli che lì c’è la macchina di Santa Rosa.

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.