Elezioni nella Tuscia, disfatta Pd: perso Ronciglione e Tarquinia al primo turno. Sul litorale ballottaggio tutto a centrodestra. Riconfermato Caci a Montalto.
La cartina di tornasole di queste amministrative in provincia di Viterbo può forse essere tracciata sul comune di Tarquinia, dove si riflette, in pratica, la tendenza nazionale del paese che vede la fiducia degli elettori, dopo la tornata elettorale in circa 1000 Comuni, spostarsi nuovamente verso l’area di destra. È vero che nelle elezioni amministrative nei piccoli centri, il risultato è spesso figlio di trasversalismi, parentele, divisioni, fratture, alleanze strette, e anche quelle mancate, nonostante ciò, il trend in provincia di Viterbo si allinea a quello emerso in tutta Italia. A Tarquinia, il centrosinistra, che vedeva nel Comune del litorale, quasi una propria roccaforte, dopo dieci anni di governo di Mauro Mazzola, ammaina la bandiera e resta fuori dal ballottaggio che vedrà contrapporsi addirittura due candidati riconducibili all’area di centrodestra: Pietro Mencarini, il più votato al primo turno con il 25,56% e Gianni Moscherini. Su Tarquinia il candidato Pd, Anselmo Ranucci, aveva affermato di voler puntare al primo turno. Una previsione che si è rivelata lontana anni luce rispetto a ciò che è accaduto. Ranucci si ferma al 17,12%, superato per un soffio pure dal candidato di Moderati e Riformisti, Renato Bacciardi che ottiene il 17, 16%.
A Montalto di Castro si riconferma ampiamente il sindaco uscente Sergio Caci, mentre il Pd perde anche Ronciglione con l’elezione di Mario Mengoni che supera Alessandro Giovagnoli con 21 voti di scarto. Il centrosinistra si riconferma, invece, a Capranica con Pietro Nocchi, eletto nuovo sindaco. Magra consolazione, però, se inquadrata nello scenario complessivo. A Barbarano Romano passa Rinaldo Marchesi, a Castel Sant’Elia Vincenzo Girolami, a Latera la spunta Francesco Di Biagi. Buona prova anche per il Movimento Cinque Stelle che piazza un seggio a Montalto di Castro, mentre a Tarquinia raccoglie il 13,64%, pagando la scissione che ha portato alla candidatura di Isabella Alessandrucci (6,47%).