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Elezioni politiche 2022. La diretta.

Elezioni politiche 2022. La diretta.

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Nazionale, 25 settembre 2022 – Elezioni politiche 2022.

1° Proiezione 00:09 – Centrodestra 43,30% – Centrosinistra 25:40 – Movimento Cinque Stelle  17% – Azione Italia Viva 7,90% Italexit 1,70% – Unione Popolare 1,40% – Altri 3.30%

Partiti del centrodestra:  Fratelli d’Italia 26% – Lega 8,40% – Forza Italia 7,90% – Noi Moderati 1%

Partiti del centrosinistra Partito Democratico 18,10% – Alleanza Verdi / Sinistra 3,60%- + Europa 3,10% – Impegno civico 0,60%

Ore 23:00 – Trend Poll (La7)

Centro destra  43% – 47%

Centro sinistra  25%  – 29%

Movimento Cinque Stelle  13.50%  – 17.50%

Azione Italia Viva 6% – 8%

Italexit  2% – 3%

Unione Popolare 0,50% – 1,50%

Fratelli d’Italia  23% – 27%

Lega 9.50%  – 13.5%

Forza Italia  6%  – 8%

Noi moderati  1% – 2%

Partito Democratico  18% – 22%

Alleanza Verdi Sinistra 3% – 4%

+ Europa 2% – 3%

Impegno Civico 0,50% – 1,50%

Affluenza. Ore 19:00 – Affluenza alle ore 19 del 50,43%. Nel 2018 era stata del 58,93%.

Soglie psicologiche dei partiti. Partiti alla prova dell’urna. Finora si è parlato solo di sondaggi. Ipotesi. Stime. Dopo le 23 a parlare sarà la realtà. Dei numeri. Certi.  E saranno loro a decidere il futuro di partiti in campo. Con lo spoglio di stanotte di conoscerà il reale peso di ogni soggetto politico.  Non sono parole ricorrenti negli hashtag, ma non fanno dormire la notte i leader di partito, scalfite a fuoco nella loro testa. Sono due, strettamente insieme: “Soglia psicologica“.  Perché la differenza stasera non la farà solo la vittoria o la sconfitta del numero assoluto, ma anche il “come” misurato dal numero relativo.   Partiamo dai favoriti di questa campagna elettorale: Fratelli d’Italia. Nel 2018 avevano un “misero” 4,3%.  Oggi si stimano oltre il 20%.  Il partito di Giorgia Meloni è cresciuto, ma il momento in cui esso è  esploso, diventando, secondo i sondaggi, il primo soggetto politico del Paese, è stato quello in cui ha detto “No” a Mario Draghi.  Come molti si aspettavano, sui banchi dell’opposizione è iniziata la cavalcata di Fratelli d’Italia, che ha travolto tutti, anche l’alleato storico: la Lega. Non ci saranno problemi per Giorgia Meloni a superare il 4,3%, ma è chiaro che la soglia “psicologica” di Fratelli d’Italia non è più questa oggi. Il partito ha assunto un peso sempre maggiore, per cui il superamento del 20% può ragionevolmente considerarsi lo step da superare per dirsi soddisfatti. Il quanto oscilla tra la fascia racchiusa tra i due estremi 20% – 30%.   È chiaro che ottenere un 25 % sarebbe una vittoria da “salto del tappo” dello spumante, mentre all’avvicinarsi del 30% si passerebbe direttamente ai fuochi di artificio.  Restando nel perimetro del centrodestra, chi ha registrato un trend costantemente discendente è la Lega, che ha pagato lo “scotto” del governo tecnico di Mario Draghi. Per Salvini sarebbe un’indubbia vittoria confermare il 17% del 2018.  Contrariamente, anche in questo caso, la misura della sconfitta dipenderà da quanto sarà profondo il tonfo. Sotto il 10% potrebbero scattare gli airbag dentro la Lega, con la segreteria di Salvini che potrebbe finire sotto accusa a vantaggio dei governatori Fedriga – Zaia.  Dato importante per la Lega sarà tenere il confronto con il Cinque Stelle, impedendo il superamento di Conte. Se quest’ultimo arrivasse intorno al 15% segnerebbe una buona vittoria, accreditandosi sul campo come leader del movimento.  Stesso problema per Forza Italia nei confronti del Terzo Polo. Per entrambi vincere bene, sarebbe ottenere un risultato a due cifre.  Per il cavaliere c’è anche la necessità di ottenere una percentuale tale, che sia indispensabile per il duo Meloni – Salvini. Nel caso in cui Lega e FDI ottenessero il 40% da soli, il ruolo d Forza Italia sarebbe sempre più marginale. Anche per  gli azzurri una buona vittoria e una sonora sconfitta coincidono con i due estremi 10% – 6%. Discorso simile per il Terzo Polo. Calenda in campagna elettorale aveva detto: «Devo essere onesto, sotto al 10% è una sconfitta».  Con toni più realistici si può dire che ottenere circa l’8% sarebbe già un buon risultato. Nel centrosinistra, naufragato il campo largo con Cinque Stelle e Calenda – Renzi che hanno scelto la corsa in solitaria, la vittoria è roba da fantascienza. Enrico Letta, però, potrebbe comunque dire di aver vinto se riuscisse a superare Fratelli d’Italia, conquistando il “trofeo” di primo partito d’Italia. Scendere sotto il 20%, invece, significherebbe, molto probabilmente, far trovare la valigia pronta a Letta. Per tutti gli altri partiti, invece, la soglia psicologica  quella della sopravvivenza: superare lo sbarramento del 3%.

Affluenza. Ore 12:00 – Arriva il primo dato di questa tornata elettorale. Riguarda l’affluenza. Alle 12 ha votato il 19,21% degli aventi diritto. Lo rileva il sito del ministero dell’Interno. Nella precedente tornata elettorale del 2018 alla stessa ora si era recato alle urne il 19,43% degli elettori per la Camera. I seggi hanno regolarmente aperto stamattina alle ore 7 e rimarranno aperti fino alle 23 per il rinnovo del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.