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Elezioni Provincia: ecco il consiglio provinciale che nessuno si aspettava.

Elezioni Provincia: ecco il consiglio provinciale che nessuno si aspettava.

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Viterbo –  Viterbo, Civita Castellana e Tarquinia: passati dal centrosinistra al centrodestra negli ultimi due anni. Un risultato che aveva fatto ragionevolmente ipotizzare una vittoria del centrodestra anche per il rinnovo del consiglio provinciale, visto che a votare sono i sindaci e i consiglieri comunali della Tuscia, così come i candidati al ruolo di consigliere provinciale. Questione di numeri: anche perché il voto di ciascun consigliere comunale ha un peso crescente con l’aumentare della popolazione dei Comuni in cui si è stati eletti. Avendo il centrodestra conquistato i Comuni maggiori si poteva prevedere l’ingresso a Palazzo Gentili di una maggioranza di centrodestra. Gli scrutini di oggi, invece, hanno decretato un consiglio provinciale che ha dell’incredibile rispetto alle previsioni. Un risultato che nessuno, o forse, quasi nessuno, si aspettava. I dati sono ancora ufficiosi. Ma, in base ad essi: il Pd conquista 5 consiglieri provinciali con la lista Tuscia Democratica, mentre il centrodestra con la lista “Insieme per la Tuscia”, dove sono confluiti i candidati di Lega, Forza Italia e Fondazione, elegge quattro consiglieri provinciali. A questi si aggiungono i due di Fratelli d’Italia, presente alla tornata elettorale con una lista per contro proprio: Tuscia Tricolore. Fin qui: centrosinistra 5 e centrodestra 6. Una regge, l’altra non sfonda. Ma arriva la sorpresa: è Fabio Valentini, eletto nella lista Bene Comune dove, pare, sarebbero confluiti i voti dell’area fioroniana. E potrebbe essere proprio lui l’ago della bilancia, perché se si schierasse con il Pd porterebbe una situazione di sostanziale parità in consiglio provinciale: 6 consiglieri provinciali a centrosinistra e 6 a centrodestra. Niente, però, è scontato.  Né la compattezza di un’area, né quella dell’altra. Ognuno, dopo l’insediamento, potrebbe prendere le proprie decisioni. Il centrodestra era partito con la promessa a Nocchi (Pd), che termina il mandato tra due anni, di un’opposizione granitica e la richiesta delle sue dimissioni, una volta rimasto senza maggioranza dopo queste elezioni provinciali. Ma questo non si è verificato: il Partito Democratico ha rastrellato tutti gli amministratori possibili nei piccoli Comuni, sapendo che su quelli grandi c’era ormai l’effige del centrodestra. E il lavoro capillare sul territorio, alla fine, ha dato i suoi frutti. Da vedere, poi, se la decisione di Fratelli d’Italia di correre con una lista separata abbia in qualche modo sacrificato il risultato complessivo della coalizione, facendo scattare un consigliere al Pd anziché al centrodestra se si fosse presentato unito con i tre alleati storici.  Questo sarà oggetto di un successivo e ulteriore approfondimento. Nell’ambito del centrodestra che si è presentato con la lista “Insieme per la Tuscia”,  la Lega dovrebbe piazzare, secondo i dati ufficiosi, due consiglieri provinciali: Bracoloni di Montefiascone e Costa di Tarquinia. Nessuno del comune capoluogo entra a Palazzo Gentili, dove la Lega vanta ben nove consiglieri comunali.  Forza Italia eleggerebbe Alessandro Romoli e Giulio Marini. Per Fratelli d’Italia entrerebbe Gianluca Grancini e Sandro Leonardi. Per il Pd dovrebbe, invece, toccare  a Maurizio Palozzi, il più votato del Pd, Carlo Postiglioni, Eugenio Stelliferi, Lina Novelli e Lina delle Monache. Ci sono stati una manciata di minuti in cui, dai primi calcoli, si pensava che Fratelli d’Italia avesse eletto 3 consiglieri provinciali e 4 il Pd. I risultati finali, però, hanno assegnato lo scranno in bilico al Partito Democratico. Per il centrodestra un pareggio che lascia l’amaro in bocca.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.