Federlazio Viterbo: piccole e medie imprese sulla via della ripresa, lenta ma costante, aumenta l’export verso paesi extra UE
\r\n\r\nLa Federlazio Viterbo presenta l’indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese del Lazio per il II semestre 2016. Emergono segnali di una moderata crescita in via di stabilizzazione.\r\n\r\nDi seguito l’indagine congiunturale, piccole e medie imprese del Lazio del II semestre 2016 – Federlazio Viterbo:\r\n\r\n”Una decisa accelerazione dell’export verso i Paesi Extra UE; la dinamica dei principali indicatori verso il segno “più”; le percentuali più elevate di opinioni convergenti sulla voce “Stabilità”; la complessiva tenuta dell’occupazione.\r\n\r\nIl 2016 si è chiuso con una sostanziale conferma delle indicazioni positive emerse nella prima metà dell’anno, mettendo in luce come nel sistema delle piccole e medie imprese della provincia di Viterbo sia in atto un faticoso percorso di ripresa, lento ma costante.\r\n\r\nMa accanto agli indubbi segnali di tenuta, permangono, tuttavia, ancora aperte talune problematiche che impediscono di veder ristabilito tra gli imprenditori un clima di effettiva fiducia in ordine al superamento della crisi.\r\n\r\nE’ lo scenario delineato dall’ultima indagine congiunturale della Federlazio, relativa al periodo luglio-dicembre scorso, ed alle aspettative per il primo semestre del 2017.\r\n\r\nLe risposte fornite ai questionari proposti, provengono da un campione di 350 aziende regionali aderenti alla federazione delle piccole e medie imprese, delle quali 46 della provincia di Viterbo.\r\n\r\nLe interviste hanno focalizzato l’attenzione sui più significativi indicatori dei risultati aziendali, consentendo una visione aggiornata dell’andamento delle aziende nel periodo considerato.\r\n\r\nLa lettura dei risultati ottenuti costituisce un importante momento di riflessione sulla situazione economica regionale e sulle singole realtà provinciali, nonché un valido supporto empirico e statistico agli interventi e alle politiche di sviluppo.\r\n\r\n \r\n\r\nLE CARATTERISTICHE DEL CAMPIONE\r\n\r\n Il campione di imprese coinvolte nell’analisi è rappresentativo del tessuto economico e produttivo aderente alla Federlazio.\r\n\r\n \r\n\r\n Dimensione media delle imprese.\r\n
| Classe di addetti | Percentuale |
| 1 – 9 | 35,9 |
| \r\n
10 – 49 \r\n |
\r\n
46,9 \r\n |
| \r\n
Oltre 50 \r\n |
17,2 |
\r\n Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio\r\n\r\n \r\n\r\nPer caratteristiche dimensionali, la maggioranza delle imprese (46,9%) ha una dimensione compresa tra i 10 ed i 49 addetti, mentre il 35,9% impiega fino a 9 unità.\r\n\r\nIl peso percentuale delle imprese con oltre 50 dipendenti è pari al 17,2%.\r\n\r\n \r\n\r\nTav.2.2 – Imprese per classi di fatturato\r\n
| Classe di fatturato | Percentuale |
| \r\n
Fino a 500.000€ \r\n |
\r\n
22,0 \r\n |
| \r\n
500.000€ – 1.000.000€ \r\n |
\r\n
14,2 \r\n |
| \r\n
1.000.000€ – 2.000.000€ \r\n |
\r\n
16,5 \r\n |
| \r\n
2.000.000€ – 5.000.000€ \r\n |
\r\n
18,1 \r\n |
| \r\n
5.000.000€ – 10.000.000€ \r\n |
\r\n
17,3 \r\n |
| \r\n
Oltre 10.000.000€ \r\n |
11,8 |
\r\n Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio\r\n\r\n \r\n\r\nPer classi di fatturato, il 52,7% delle imprese intervistate fattura fino a 2 milioni di euro l’anno; mentre il 47,2% supera tale soglia.\r\n\r\n \r\n\r\nDEMOGRAFIA DELLE IMPRESE \r\n\r\nL’analisi dell’andamento demografico del mondo imprenditoriale, elaborata dall’Ufficio Studi della Federlazio su dati Movimprese, denota nel terzo trimestre un tasso di crescita complessivo nella provincia di Viterbo dello 0,25%, il più basso nella graduatoria dei territori del Lazio.\r\n\r\nUn dato che a fine anno sarà confermato in termini ulteriormente negativi, mettendo in mostra lo scenario di estrema difficoltà del nostro sistema imprenditoriale, tutto incentrato – come noto – sulla piccola e media impresa.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nSITUAZIONE CORRENTE DEL BUSINESS\r\n\r\n II semestre 2016\r\n
| DOMANDA | AUMENTO | STABILE | DIMINUZIONE |
| Livello produzione | \r\n
25 \r\n |
66,7 | 8,3 |
| Livello ordini Italia | \r\n
30 \r\n |
\r\n
70 \r\n |
\r\n
0 \r\n |
| Livello ordini estero UE | \r\n
12,5 \r\n |
\r\n
87,5 \r\n |
\r\n
0 \r\n |
| Livello ordini estero extra UE | \r\n
50 \r\n |
\r\n
50 \r\n |
\r\n
0 \r\n |
| Fatturato Italia | \r\n
38,9 \r\n |
\r\n
61,1 \r\n |
\r\n
0 \r\n |
| Fatturato UE | \r\n
20 \r\n |
\r\n
80 \r\n |
\r\n
0 \r\n |
| Fatturato extra UE | 30 | 70 | \r\n
0 \r\n |
| Occupazione | \r\n
38,9 \r\n |
\r\n
44,4 \r\n |
\r\n
16,7 \r\n |
\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n I semestre 2016\r\n\r\n \r\n
| Domanda | AUMENTO | STABILE | DIMINUZIONE |
| \r\n
Livello produzione \r\n |
\r\n
25 \r\n |
\r\n
58,3 \r\n |
\r\n
16,7 \r\n |
| \r\n
Livello ordini Italia \r\n |
\r\n
30,8 \r\n |
\r\n
46.2 \r\n |
\r\n
23,1 \r\n |
| \r\n
Livello ordini estero UE \r\n |
\r\n
33,3 \r\n |
\r\n
66,7 \r\n |
\r\n
0 \r\n |
| \r\n
Livello ordini estero extra UE \r\n |
\r\n
28,6 \r\n |
\r\n
71,4 \r\n |
\r\n
0 \r\n |
| \r\n
Fatturato Italia \r\n |
\r\n
38,9 \r\n |
\r\n
33,3 \r\n |
\r\n
27,8 \r\n |
| \r\n
Fatturato UE \r\n |
\r\n
28,6 \r\n |
\r\n
71,4 \r\n |
\r\n
0 \r\n |
| \r\n
Fatturato extra UE \r\n |
\r\n
25 \r\n |
75 | \r\n
0 \r\n |
| Occupazione | \r\n
50 \r\n |
\r\n
27,8 \r\n |
\r\n
22,2 \r\n |
\r\n \r\n\r\nPRODUZIONE\r\n\r\nUn dato da porre in risalto: nel periodo luglio-dicembre si è assistito ad una ulteriore conferma della ripresa della produzione, già delineata nelle precedenti quattro rilevazioni congiunturali.\r\n\r\nE’ rimasta invariato al 25% il novero di aziende intervistate che ha registrato un aumento dei livelli produttivi nella seconda metà del 2016. Significativo l’incremento di coloro che hanno registrato una stabilità dei livelli produttivi: il 66,7%, rispetto al 58,3% della prima metà dell’anno.\r\n\r\nSi dimezza, altresì, (dal 16,7% all’8,3%), la percentuale di coloro che dichiarano una riduzione della produzione nella seconda metà dell’anno.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nPORTAFOGLIO ORDINI\r\n\r\nE’ un quadro estremamente positivo quello tracciato dall’ultima indagine.\r\n\r\nResta confermata la dinamica di ripresa della domanda interna.\r\n\r\nSale di un 5% (dal 25% al 30%) la percentuale di risposte che dichiara un aumento sul mercato nazionale.\r\n\r\nUn dato reso ancor più esaltante dall’incremento (dal 46,2% al 70%) del novero di intervistati che dichiara una stabilità e dal fatto che nessuna delle aziende intervistate ha registrato una riduzione.\r\n\r\nNel dettaglio della distribuzione geografica degli ordinativi, si registra un’impennata dell’export verso i Paesi Extra UE, che passa dal precedente 28,6% al 50% : percentuale analoga a quella delle risposte sulla “stabilità”; mentre nessun intervistato rileva contrazioni del portafoglio ordini in tale ambito.\r\n\r\nQualche incertezza si riscontra sul versante del commercio con l’UE.\r\n\r\nUn trend negativo per quanto riguarda coloro che hanno registrato aumenti: dal precedente 33,3% scendono al 12,5%.\r\n\r\nUn dato in qualche modo attenuato dal preponderante novero di risposte circa la stabilizzazione di tale domanda: l’87,5%.\r\n\r\nAnalogamente a quanto registrato a livello nazionale e di Unione Europea, anche in tali mercati nessuno degli intervistati ha dichiarato una flessione della domanda.\r\n\r\n \r\n\r\nFATTURATO\r\n\r\nSostanzialmente confermati sul terreno positivo, anche i livelli del fatturato Interno: il 38,9% come nel primo semestre del 2016.\r\n\r\nContemporaneamente si attestano al 70% le risposte relative alla stabilità, ed a “zero” quelle circa la contrazione.\r\n\r\nTra gli operatori del campione intervistato è apparso in aumento il volume d’affari sui mercati extra UE, che passa dal 25% di metà anno al 30%.\r\n\r\nIl 70% degli operatori ha dichiarato una stabilità; mentre nessuno ha denunciato una riduzione.\r\n\r\nSignificativa l’attenuazione dei risultati conseguiti sui mercati dell’Unione Europea: dal precedente 28,6% passano al 20%.\r\n\r\nTale dato risulta, però, attenuato da quello relativo alla stabilità: l’80% del campione (rispetto al 71,4% di gennaio-giungo 2016) ha dichiarato un fatturato assestato sui livelli precedenti.\r\n\r\nIn sostanza, nel corso del 2016 si è assistito ad una stabilizzazione dell’andamento positivo del fatturato su tutti i mercati presi in esame.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nOCCUPAZIONE\r\n\r\nLe indicazioni raccolte sul livello dell’occupazione offrono anche a fine 2016 elementi di speranza per l’immediato futuro.\r\n\r\nSicuramente colpisce il dato relativo agli operatori che hanno dichiarato la stabilità dell’organico aziendale nel periodo luglio-dicembre scorso, che passa al 44,4%, rispetto al 27,8 del primo semestre.\r\n\r\nUn trend positivo che trova ulteriore conferma nel calo di oltre il 5% delle risposte relative alla diminuzione del personale: passano dal 22,2% al 16,7%.\r\n\r\nIn flessione dell’11%, invece, il novero di coloro che dichiarano un incremento degli occupati: il 38,9%, rispetto al precedente 50%.\r\n\r\nPer le imprese che hanno assunto personale in questa seconda parte dell’anno, il principale contratto di cui si sono avvalse è stato quello a termine, con una percentuale pari al 42,8%, in forte crescita rispetto al 28,6% del primo semestre 2016.\r\n\r\nSi contrae, invece, la percentuale di imprese che hanno utilizzato il rapporto di lavoro a tempo indeterminato, passata al 35,7% rispetto al 40% del primo semestre 2016 ed al 41,2% di fine 2015.\r\n\r\nIn breve, sembra essersi esaurita la spinta degli sgravi a vantaggio delle nuove assunzioni stabili.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nCASSA INTEGRAZIONE GUADAGNI \r\n\r\nE’ stato inoltre chiesto alle imprese intervistate, se si fossero avvalse di ammortizzatori sociali, nel secondo semestre del 2016, e – in caso affermativo – quale lo strumento utilizzato.\r\n\r\nRispetto ai due semestri precedenti continua a diminuire la percentuale di imprese che ha richiesto la Cassa Integrazione Guadagni: dal 15,6% del secondo semestre 2015 e dal 12,6% della prima parte dell’anno, i passa al 10,3%.\r\n\r\nTra queste, il 60% ha dichiarato di aver utilizzato la Cassa Integrazione Ordinaria, percentuale in attenuazione rispetto all’ 81,3% di sei mesi fa.\r\n\r\nIn aumento, sia pur contenuto, il ricorso alla CIG in deroga, che dal 12,5% dichiarato nel primo semestre 2016, sale a fine anno al 13,3%.\r\n\r\nSii registra, invece, un deciso incremento del ricorso alla cassa Integrazione Straordinaria, che passa dal 6,3% della prima parte dell’anno, sale nel periodo luglio-dicembre al 26,7%.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nTav.1.7 – Lazio: ore di CIG. II semestre 2016(variazioni % tendenziali)\r\n
| Ordinaria | Straordinaria | Deroga | Totale | |
| Frosinone | 10,9 | -39,8 | -69,5 | -38,6 |
| Latina | -55,6 | -23,8 | -76,7 | -51,0 |
| Rieti | 289,3 | -81,0 | -28,4 | -86,6 |
| Roma | -53,9 | -62,0 | -53,2 | -59,8 |
| Viterbo | -72,0 | -50,2 | -89,3 | -66,3 |
| LAZIO | -42,0 | -54,6 | -60,7 | -53,8 |
| ITALIA | -13,3 | -19,4 | -52,5 | -24,1 |
\r\n Fonte: elaborazioni Ufficio Studi Federlazio su dati INPS, 2016.\r\n\r\n \r\n\r\nDa luglio a dicembre 2016 nella provincia di Viterbo le ore di Cassa Integrazione Guadagni complessivamente autorizzate sono notevolmente diminuite ( -66,3%).\r\n\r\nUn risultato che supera di gran lunga quanto registrato a livello nazionale (- 24,1%) e regionale ( -53,8%).\r\n\r\nLa tabella evidenzia come tale flessione riguardi tutti i territori della regione e che, nella Tuscia, il fenomeno risulti più rilevante rispetto alle altre province, ad eccezione di Rieti.\r\n\r\nLa contrazione è estremamente consistente a Rieti (-86,6%), e più contenuta, ma comunque significativa, a Frosinone ( -38,6%).\r\n\r\nDisaggregando il dato per tipologia di gestione emerge quanto segue:\r\n\r\nCassa integrazione ordinaria \r\n\r\nNella seconda metà del 2016, nella provincia di Viterbo, la riduzione delle ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria autorizzate è stata del meno -72%, rispetto alla flessione del -36,3% registrata nel primo semestre.\r\n\r\nSi tratta di un dato rilevante, di gran lunga superiore all’indice negativo rilevato a livello regionale (- 42%) ed a quello nazionale (-13,3%).\r\n\r\nNel confronto con gli altri territori del Lazio, ove è diffuso il calo nell’utilizzo di questo ammortizzatore sociale, ad eccezione di Rieti dove si registra, invece, un incremento particolarmente rilevante del +289,3%.\r\n\r\nLieve l’aumento di ore di Cig ordinaria nella provincia di Frosinone (+10,9%).\r\n\r\n \r\n\r\nCassa integrazione straordinaria \r\n\r\nDinamica sempre di segno negativo quella della ore di CIGS autorizzate nel secondo semestre 2016.\r\n\r\nNella provincia di Viterbo la riduzione è risultata del -50,2%, rispetto al -23,8%, del periodo gennaio-giugno.\r\n\r\nUn dato inferiore a quello complessivo del Lazio (-54,6%), ma di gran lunga superiore a quello nazionale (-19,4%).\r\n\r\nLa decisa flessione di questo ammortizzatore sociale nella Tuscia è risultata in sintonia con tutti gli altri territori regionali.\r\n\r\n \r\n\r\nCassa integrazione in deroga \r\n\r\nNel secondo semestre del 2016 il ricorso a questo ammortizzatore sociale ha registrato una contrazione complessiva in tutte le province del Lazio: la Tuscia ha mostrato l’indice maggiormente negativo: -89,3%.\r\n\r\nUn trend negativo che conferma quanto già rilevato in questo territorio alla fine del 2015: -41,6% e nel primo semestre 2016 (-58,4%).\r\n\r\nIl calo globalmente registrato è dovuto in parte alle ridotte risorse finanziarie destinate alle Regioni, ed inoltre alla progressiva riduzione della possibilità di concessione di questa forma di sostegno al reddito: nel 2014 era stata di max undici mesi; nel 2015 limitata ad una durata massima di cinque mesi nel corso dell’anno, scesi ad un solo trimestre nel 2016.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n INVESTIMENTI \r\n\r\nE’ pari al 47,1% la percentuale di imprese che ha dichiarato di aver effettuato investimenti nella seconda metà del 2016.\r\n\r\nSi tratta di un risultato in progressivo aumento rispetto al 44,4% del primo semestre, ed al 28,6% di fine del 2015.\r\n\r\n \r\n\r\nPROBLEMATICHE INCONTRATE DALLE IMPRESE\r\n\r\n“L’insufficienza della domanda”, indicata nel 28% dei casi, appare in cima alla lista delle problematiche incontrate dalle piccole e medie imprese nel corso dell’ultimo semestre 2016, condizionandone negativamente l’attività,\r\n\r\nRilevante, poi, “Il ritardo dei pagamenti da parte dei clienti privati, il 23,4% delle risposte, a testimonianza dell’opprimente peso della mancanza di liquidità nella gestione attuale della piccola e media impresa.\r\n\r\nSeguono “i ritardi dei pagamenti della P.A.” (14,2%); “l’impossibilità a partecipare agli appalti” (9,2%) e la “mancata concessione/erogazione del credito bancario” (5%).\r\n\r\n \r\n
| Problematiche nel semestre trascorso | Viterbo |
| insufficienza domanda | 28% |
| Mancata concessione/erogazione credito bancario | \r\n\r\n5% |
| Ritardi dei pagamenti da parte clienti privati | 23,4% |
| impossibilità a partecipare agli appalti | 9,2% |
| ritardi dei pagamenti della P.A | 14,2% |
| altri motivi | 20,1% |
\r\n \r\n\r\nTav.2.8 – Con quale delle seguenti affermazioni riguardanti la crisi in atto Lei concorda \r\n\r\n maggiormente? (%)\r\n
| II sem 2016 | I sem 2016 | |
| Al momento non si intravede alcuna via di uscita | 46,9 | 44,4 |
| Il peggio deve ancora venire | 6,1 | 0 |
| Il peggio è ormai alle nostre spalle | 8,2 | 16,7 |
| Si comincia ad intravedere una luce in fondo al tunnel | 38,8 | 38,9 |
\r\n Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio.\r\n\r\n \r\n\r\nL’indagine ha, inoltre, voluto cogliere la percezione dei piccoli e medi imprenditori su come stia evolvendo la crisi dal loro punto di vista.\r\n\r\nDalle risposte emerge una prevalenza di operatori che ancora non mostra effettiva fiducia riguardo al superamento della crisi.\r\n\r\n“Al momento non si intravede alcuna via di uscita” è indicato al 46,9%, rispetto al 44,4% del primo semestre 2016.\r\n\r\nParallelamente sale del +6,1% la percentuale di intervistati secondo cui “Il peggio deve ancora venire”.\r\n\r\nInvariato (38,8%) il novero di coloro che, invece, ritengono che “Si comincia ad intravedere una luce in fondo al tunnel”.\r\n\r\nSi dimezza, infine, la percentuale di coloro secondo i quali “Il peggio è ormai alle nostre spalle”: l’8,2%, rispetto al 16,7% del primo semestre 2016.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nIL CONTRASTO DELLA CRISI\r\n\r\nAnche nel secondo semestre del 2016 alle imprese del campione è stato chiesto quali azioni intendessero porre in essere per contrastare la crisi.\r\n\r\nRispetto alla rilevazione precedente, l’azione principale è quella del “Creare nuovi prodotti o servizi”, con una percentuale del 22%, ma in diminuzione rispetto al 25,1% del primo semestre.\r\n\r\nIl ricorso al “Taglio dei costi di gestione”, è indicato al secondo posto, dal 20,6% delle imprese; cui seguono “Migliorare la qualità del prodotto o servizio”col 20% di risposte e “L’inizio, sviluppo o incremento dell’attività rivolta al mercato estero” è un’azione opzionata dall’11,2% delle imprese, mentre “Ridurre il personale” che è stato indicato dal 7,6 % delle imprese, rispetto al 5,9% del semestre precedente.\r\n\r\nLa “trasformazione di qualche contratto da tempo pieno a part-time” sale al 5,1%, rispetto al 3,8% di gennaio-giugno 2016.\r\n\r\nLa “esternalizzazione servizi” è un’opzione indicata solo nel 3,6% delle risposte.\r\n\r\n \r\n\r\nTav.2.8 – Quali azioni intende porre in essere nella Sua azienda per contrastare la crisi e “reggere il mercato”? (%)\r\n
| II sem 2015 | I sem 2016 | I sem 2016 | |
| Taglio i costi di gestione | 26,6 | 22,2 | 20,6 |
| Creare nuovi prodotti o servizi | 21,8 | 25,1 | 22,0 |
| Migliorare la qualità del prodotto o servizio | 18,3 | 18,8 | 20,0 |
| Iniziare/Sviluppare/Incrementare l’attività sul mercato estero | 8,3 | 10,9 | 11,2 |
| Ridurre il personale | 6,0 | 5,9 | 7,6 |
| Trasformare qualche contratto da tempo pieno a part-time | 3,6 | 3,8 | 5,1 |
| Esternalizzare servizi | 5,6 | 2,5 | 3,6 |
| Altro | 9,9 | 10,9 | 9,0 |
\r\n Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio.\r\n\r\n \r\n\r\nVINCOLI ALLA COMPETITIVITA’\r\n\r\n Tav.2.9 – Secondo Lei, cos’è che rende meno competitiva la sua attività qui in Italia rispetto a quella dei suoi concorrenti, o comunque di aziende come la sua,all’estero? (%)\r\n
| II sem 2015 | I sem 2016 | II sem 2016 | |
| Pressione Fiscale | 28,8 | 29,4 | 30,0 |
| Costo del lavoro | 26,4 | 25,5 | 26,1 |
| Complessità normativa e burocratica | 19,8 | 20,5 | 20,3 |
| Costo dei servizi (energia, trasporti, comunicazione, servizi professionali, ecc.) | 12,4 | 11,9 | 12,8 |
| Costo del credito | 9,6 | 10,8 | 8,3 |
| Altro | 3,0 | 1,9 | 2,5 |
\r\n Fonte: Indagine Congiunturale Federlazio.\r\n\r\nE’ stata poi rivolta la domanda su cosa renda l’attività dell’impresa meno competitiva qui, in Italia, rispetto a quella dei propri concorrenti esteri.\r\n\r\nLa “pressione fiscale” resta al primo posto nella lista dei “vincoli” alla competitività, con il 30% delle risposte da parte delle imprese, cui segue la percentuale raccolta da il “costo del lavoro”, pari al 26,1%.\r\n\r\n“La complessità normativa e burocratica” è indicata dal 20,3% delle risposte; mentre il “Costo dei servizi (energia, trasporti, ecc.)” è evidenziato nel 12,8% dei casi; cui segue “Il costo del credito” indicato all’ 8,3%.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nPREVISIONI\r\n\r\n \r\n\r\nL’indagine della Federlazio ha rilevato anche le previsioni a breve, in ordine alle aspettative delle PMI per il 1 ° semestre 2017.\r\n\r\nLe opinioni espresse sono risultate improntate ad una sostanziale fiducia che regna tra gli operatori, con delle aspettative positive relativamente a tutti gli indicatori.\r\n\r\n \r\n\r\nSITUAZIONE ATTESA DEL BUSINESS\r\n\r\n \r\n
| Domanda | AUMENTO | STABILE | DIMINUZIONE |
| Livello produzione atteso | 30 | 60 | 10 |
| Livello ordini Italia atteso | 44,4 | 55,6 | 0 |
| Livello ordini estero UE atteso | 57,1 | 28,6 | 14,3 |
| Livello ordini estero extra UE atteso | 50 | 33,3 | 16,7 |
| Fatturato atteso Italia | 47,1 | 52,9 | 0 |
| Fatturato atteso UE | 50 | 40 | 10 |
| Fatturato atteso Extra UE | 44,4 | 44,4 | 11,1 |
| Occupazione attesa | 38,9 | 50 | 11,1 |
\r\n \r\n
| INVESTIMENTI | SI | 50 |
| NO | 50 |
\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nInvestimenti\r\n\r\nUn Trend sempre positivo emerge dalle opinioni espresse in ordine alle intenzioni di investire. Rispetto al 47,1% di investimenti registrati a fine 2016, sale al 50% la percentuale di coloro che prevedono investimenti nel periodo gennaio-giugno 2017.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nProduzione\r\n\r\nSignificativa la percentuale di imprese che prevede un aumento della produzione nel primo semestre dell’anno in corso: si attesta al 30%, mentre il 60% delle risposte propende per una stabilità del dato.\r\n\r\nSolo il 10% degli intervistati teme una riduzione dei livelli produttivi.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nNuovi ordini\r\n\r\nDecisamente improntato all’ottimismo anche il dato relativo alle attese sul livello di nuovi ordinativi sul mercato interno, per il quale il 44,4% prevede aumenti tra gennaio e giugno 2017, mentre nessuno degli interpellati pronostica una riduzione in tale ambito.\r\n\r\nAnche nel dettaglio dei mercati dell’Unione Europea (57,1%) ed extra UE (50%), si prevedono incrementi della domanda.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\nFatturato atteso\r\n\r\nE’ stato chiesto alle imprese del campione di esprimersi sulle previsioni di fatturato per i primi sei mesi dell’anno in corso.\r\n\r\nIl 47,1% degli intervistati esprime ottimismo sul mercato interno, con una percentuale del 52,9% che prevede stabilità.\r\n\r\nNessuna azienda pronostica cali di fatturato sul mercato nazionale.\r\n\r\nSi attesta, invece, al 50% la percentuale di coloro che prevedono incrementi in ambito UE ed al 44,4% quella relativa alle attese positive per l’area Extra UE.\r\n\r\n \r\n\r\nOccupazione\r\n\r\nE’ del 38,9% la quota di imprese che prevede un aumento degli assunti fra gennaio e giugno dell’anno in corso, mentre il 50% intravvede livelli di stabilità.\r\n\r\nPer l’11,1% degli intervistati il primo semestre del 2017 porterà, invece, a delle riduzioni dell’organico aziendale.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n