Viterbo – Ferragosto a Viterbo: città deserta, attività commerciali chiuse. Non è esattamente la foto di una città turistica. Se poi ti aspetti che il Comune cerchi di invertire questa tendenza, la delusione è dietro l’angolo: lo giri e trovi pure il museo civico desolatamente chiuso. Viene da pensare che nelle intenzioni del nuovo assessorato cultura e turismo “città turistica” voglia dire tirare giù la saracinesca e andare tutti in vacanza. Caso in cui l’obiettivo si può dire perfettamente centrato. Ha lavorato, e tanto, il museo di Colle del Duomo a piazza San Lorenzo, gestito da privati. Ma questa è tutta un’altra storia. Quella del museo del comune di Viterbo la racconteranno i turisti che sono andati a cercare le famose tavole di Sebastiano del Piombo e hanno trovato un portone chiuso: a ferragosto, giornate in cui i musei fanno il pienone. E di turisti a Viterbo ce ne erano nei ristoranti e nelle strutture ricettive. Il museo civico chiuso sarà una “bella” cartolina da portare a casa. Senza contare il mancato introito per le casse comunali derivante dal pagamento del biglietto. Il museo civico può dirsi un fiore all’occhiello della città che, se il buongiorno si vede dal mattino, rischia di appassire presto. In esso sono custoditi: la collezione Luigi Rossi Danielli; le sculture in terracotta policroma di Andrea della Robbia; le opere di Cesare Nebbia, Aurelio Lomi, Salvator Rosa e Pietro da Cortona; la pala d’altare di Antonio del Massaro, detto il Pastura, allievo del Pinturicchio e del Perugino e, infine, le due maestose tavole di Sebastiano del Piombo, la Flagellazione e la celebre Pietà che ha avuto recentemente una grande risonanza come pezzo principale di una mostra alla National Gallery. La Pietà di Sebastiano del Piombo è infatti una delle opere principali del Rinascimento italiano, uno dei primi casi di dipinto realizzato a quattro mani: quelle di Sebastiano del Piombo e quelle di Michelangelo, due giganti della pittura che si sono incontrati nella Pietà custodita a piazza Crispi a Viterbo. Proprio così: un’opera che è una fortuna avere e che anche da sola può costituire il movente per un viaggio a Viterbo. In questo caso “della speranza”. Perché qui non siamo a Londra e se sei fortunato il capolavoro di Sebastiano del Piombo a ferragosto puoi guardarlo solo sul sito. Quello almeno è rimasto attivo. La pietà non resta che provarla per una città lasciata in mano a chi getta alle ortiche le sue “fortune”.