Home Attualità Dilemma Frontini, Sgarbi si dimette dal governo Meloni, ma non dal comune di Viterbo.
Dilemma Frontini, Sgarbi si dimette dal governo Meloni, ma non dal comune di Viterbo.

Dilemma Frontini, Sgarbi si dimette dal governo Meloni, ma non dal comune di Viterbo.

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Viterbo, 4 febbraio 2024 – “Resto assessore, naturalmente, e sto preparando due grandi mostre”: l’ha detto Vittorio Sgarbi al Corriere di Viterbo, riguardo al suo incarico nella giunta comunale della sindaca Chiara Frontini. Un’affermazione che apre la strada a una serie di interrogativi e riflessioni. In uno degli ultimi consigli comunali, infatti, l’opposizione, formata da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Pd, insieme alla lista civica Per il Bene Comune, avevano chiesto alla prima cittadina che intenzioni avesse sull’assessore alla Bellezza, non tanto riguardo alla presunta incompatibilità tra il ruolo istituzionale di sottosegretario nel governo Meloni e altre attività tra cui conferenze, mostre e presentazioni, quanto alle sue assenze sul banco della giunta viterbese. Aveva aperto la questione la consigliera Lina delle Monache (PD):Ha preso parte a poco meno del 2% delle sedute della giunta. A novembre”, aveva detto in quella sede la dem “ci risulta che si sia espresso solo su 8 delibere su un totale di 450. Ha sempre disertato gli appuntamenti anche sui suoi progetti e sulle sue deleghe”.  Ma ciò che ora potrebbe aprire un dilemma nella giunta Frontini è un’altra affermazione rilasciata dalla sindaca in quel consiglio comunale: “Ci sono incarichi molto più alti di quello di assessore comunale”, aveva detto, “nei quali non si è inteso muovere o richiedere le dimissioni. Ritengo di dovermi allineare al governo”. Ora, però, Sgarbi, nell’esecutivo meloniano, potrebbe non esserci più, poiché vorrebbe rassegnare le dimissioni da sottosegretario. Ma stando a quanto dichiarato  al Corriere di Viterbo non avrebbe intenzione di fare la stessa cosa a Viterbo, con la giunta Frontini che, così, resterebbe disallineata al governo.  Cosa farà ora la sindaca dunque?  Resterà sulla sua decisione di valutare Sgarbi in merito ai risultati conseguiti come assessore alla Bellezza del comune di Viterbo più avanti, quando lo farà anche per tutti gli altri componenti del suo esecutivo, come detto in quella seduta di consiglio comunale, o valuterà il ritiro delle deleghe? Su Sgarbi l’opposizione non aveva risparmiato strali: “È un problema grave per questa giunta”, aveva attaccato Laura Allegrini (FDI), “non fa l’assessore. Lei deve farlo cessare per assenteismo. Sgarbi non è funzionale a questo consiglio comunale. Legare i suoi risultati a quelli di altri assessori che stanno su alla notte, lo trovo sconveniente”. Dura pure la Lega che aveva messo sul tappeto un’altra “scottante questione”:  “Mi domando”, aveva detto il consigliere comunale Andrea Micci,  “come si ponga questa amministrazione nei confronti delle vicende giudiziarie, perché non posso non sottolineare come alcuni elementi di questa giunta, quando sedevano in opposizione erano giustizialisti, dicendo che anche solo il sospetto doveva bastare a un amministratore per dimettersi. Io non la penso così. Ma chi ragiona in questo modo, come si pone in questa situazione?”. Pure Luisa Ciambella (Per il Bene Comune) non aveva mancato di evidenziare: “Il gruppo dell’assessore Sgarbi mette in forte difficoltà l’immagine della città”. Alle critiche dell’opposizione si aggiunge, oggi, la decisione dello stesso Sgarbi di dimettersi dal governo nazionale. Quali saranno le reazioni di Palazzo dei Priori? Si potrebbe dire che è lo stesso Sgarbi ad avere preso la decisione di dimettersi, cosa che non pare voler fare al comune di Viterbo,  soprattutto in caso di un clima favorevole alla sua permanenza all’interno della maggioranza Frontini.  Ma quello che resta sul tappeto, però, e lo era anche prima della decisione di Sgarbi di lasciare l’esecutivo meloniano, è proprio il punto sollevato dal consigliere Micci, quando a un assessore della ex giunta Arena, “vittima e non indagato” in una serie di comportamenti malavitosi, fu chiesto da chi oggi siede in maggioranza, di dimettersi perché la sua sola presenza nell’esecutivo, poteva “far sorgere il dubbio su trasparenza e onestà dell’amministrazione”. Affermazione fatta certamente in buona fede e forse con un eccesso di zelo da chi oggi, però, a parti invertite, siede in giunta con Sgarbi, e che per quell’ “allineamento”, dovuto almeno a se stesso,  dovrebbe chiedere alla sindaca quello che chiese al suo predecessore Arena. O, in alternativa, fare almeno un’errata corrige. 

Tiziana Mancinelli

info@quintaepoca.it

mancinellitiziana@gmail.com

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.