Fumagalli, «Roberto Joppolo con la bellezza delle sue opere ha contribuito a salvare il mondo».
Viterbo, 30 marzo 2022 – «Se è vero che la bellezza salverà il mondo, Roberto Joppolo con le sue opere ha contribuito a farlo». Sono le parole con cui il vescovo Lino Fumagalli oggi pomeriggio, presso la cattedrale di San Lorenzo a Viterbo, ha dato l’estremo saluto al maestro Roberto Joppolo durante la messa esequiale alla presenza dei familiari: la moglie Gabriella, i figli, Vittorio, Emanuele, Marina e Francesco, i nipoti e le sorelle Marcella e Diva. E proprio alla moglie del Maestro, sono andate le parole del vescovo: «Compagna di vita e dell’opera artistica, presente in tutti i suoi lavori». Così come «i figli – ha proseguito – che raccolgono la memoria del padre e la tramandano nel futuro».
Il vescovo richiama il connubio tra fede e arte magistralmente compiuto nelle opere di Joppolo: «La vita è un cammino verso l’incontro finale con Cristo- ha detto – Fare del bene è l’unica cosa per cui saremo ricordati. Joppolo è un uomo che ha onorato Viterbo con la sua arte, ispirata a questa fede. In questi giorni drammatici – ha proseguito Fumagalli – immagino che avrebbe dato vita a un’opera di pace per tutti». In merito ricorda alcuni lavori del maestro: «Fratellanza universale, mosaico dell’umanità, le splendide porte della nostra chiesa cattedrale», le stesse che il feretro di Roberto Joppolo ha attraversato oggi pomeriggio. «Lui ha plasmato tante porte delle chiese – ha detto il vescovo -. Ora si trova davanti alla porta più importante della vita, quella del cielo, e gli auguriamo tutti con affetto e gratitudine che quella porta si apra per lui». Il vescovo ricorda Roberto Joppolo anche nella veste di ideatore di una delle macchine di Santa Rosa “Armonia Celeste” e per un’opera di cui il vescovo confessa di «essere innamorato, un piccolo San Francesco custodito presso la Casa museo». Infine Fumagalli ricorda: «Se avessimo contemplato di più la bellezza, non avremmo distrutto persone e cose, come sta accadendo in questo mese. Grazie Roberto – conclude – tramite le tue opere sentiamo la bellezza e la tua umanità. Noi lo ringraziamo e lo avviciniamo al signore».