Home Attualità Dopo 20 anni, finita e inaugurata la caserma dei vigili del fuoco. Intitolata a Paolo Garofolo. Si punta ora al polo didattico
Dopo 20 anni, finita e inaugurata la caserma dei vigili del fuoco. Intitolata a Paolo Garofolo. Si punta ora al polo didattico

Dopo 20 anni, finita e inaugurata la caserma dei vigili del fuoco. Intitolata a Paolo Garofolo. Si punta ora al polo didattico

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Viterbo, 12 febbraio 2026 – Uno storico taglio del nastro quello di oggi sulla Cassia, dove finalmente può dirsi conclusa la costruzione della nuova caserma dei vigili del fuoco. Ora si guarda alla realizzazione di un polo didattico formativo. Un progetto partito vent’anni fa, che trova il suo epilogo solo oggi, dopo anni in cui il personale ha lavorato diviso tra la vecchia caserma in via Tedeschi, nel centro cittadino, e quella in costruzione verso l’area commerciale.

Da sin.: Mauro Rotelli ed Emanuele Prisco

La cerimonia inaugurale ha visto la partecipazione della filiera istituzionale civile e quella religiosa, toccando il suo culmine quando il comandante del corpo nazionale dei vigili del fuoco, Eros Mannino, ha ricordato chi era Paolo Garofalo, il pompiere a cui la nuova caserma è stata intitolata. “Era nato nel 1953. Entrò giovanissimo nel corpo. Il 7 luglio 1988 intervenne a Farnese per liberare un automezzo finito in uno scavo“, ha proseguito Mannino.  “Il veicolo – ha ricordato – si rovesciò e travolse i soccorritori. Paolo fu trasportato d’urgenza con gravi ferite all’ospedale, dove morì poco dopo”.

Da sin, Emanuele Prisco, Chiara Frontini, il vescovo Piazza, Daniele Sabatini (fila dietro)

All’inaugurazione della nuova caserma sono intervenuti anche i familiari. Tra le autorità civili e religiose intervenute: il Sottosegretario di Stato per l’Interno del governo Meloni, Emanuele Prisco, il presidente della commissione Ambiente e Lavori Pubblici alla Camera dei Deputati, Mauro Rotelli, il prefetto Sergio Pomponio, il questore Luigi Silipo, il vescovo Francesco Orazio Piazza, il consigliere regionale Daniele Sabatini, la sindaca Chiara Frontini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il presidente del Sodalizio dei facchini di Santa Rosa, Massimo Mecarini, il capofacchino Luigi Aspromonte.

È la vittoria dell’Italia che firma, contro l’Italia che ferma”, ha detto Prisco, “Abbiamo invertito la curva dei tagli sulla sicurezza e sulle assunzioni, abbiamo avviato la più grande sostituzione dei mezzi in epoca repubblicana, dotando uomini e donne dei vigili del fuoco delle più alte tecnologie. Abbiamo fatto un focus speciale sulle sedi e, in particolare, su questa di Viterbo che, da troppi anni, era ferma. Grazie anche alla collaborazione con la filiera istituzionale, siamo riusciti finalmente a portare a conclusione questo nuovo spazio di ultima generazione, funzionalissimo, che può ospitare anche i più alti livelli di formazione”. Il comandante provinciale Mauro Caprarelli ha aggiunto: “Nel 2004 in qualità di funzionario proveniente da Roma, fui incaricato di seguire la realizzazione della nuova sede del comando. Nel 2018 fu consegnata la prima parte, sede delle attività operative, il resto del personale restò negli uffici della vecchia sede in via Tedeschi. Nel 2019, poi, fui promosso dirigente. Per molti anni il personale operativo di turno ha sopportato il disagio della divisione, ha vissuto quasi isolato nell’ala della nuova sede, consegnata parzialmente con la restante area interessata dai lavori di cantiere. Nel 2024 è stato possibile inaugurare la nuova mensa e il personale, seppure diviso, ha potuto condividere dei momenti comuni. Numerose le difficoltà incontrate, una combinazione astrale negativa, carenza di finanziamenti, risoluzione di contratti per inadempienze, emergenza covid. La realizzazione della nuova caserma per me è stata una sfida. Per questo ho fortemente voluto, attraverso la mobilità dei dirigenti, tornare a Viterbo come comandante per portare a termine questo lungo e travagliato percorso. Questa è un’opera che sento mia, nel bene e nel male. Nel bene offre comfort e netti miglioramenti, ma essendo stata concepita 20 anni fa, presenta piccole criticità di tipo impiantistico dovute alla naturale evoluzione tecnologica e la necessità di maggiore spazi per attrezzature e automezzi indispensabili per le moderne attività di soccorso, secondo modalità non previste all’epoca della progettazione”, ha detto Caprarelli che ora vuole “puntare in alto” “abbiamo le potenzialità  per fare un’ulteriore passo avanti e realizzare un polo didattico dei vigili del fuoco di Viterbo. Potrà soddisfare le esigenze formative interne, offrire corsi di elevata professionalità e accogliere anche richieste formative esterne in tema di sicurezza, formare personale delle forze dell’ordine, delle associazioni edili. Stiamo già collaborando in tal senso”, ha concluso il comandante.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.