Viterbo, 17 novembre 2024 – Non si trovano i medici di medicina generale. Ha lanciato l’allarme il consigliere comunale Pietro Amodio a margine del consiglio comunale di venerdì, dove la consigliera Luisa Delle Monache (PD) ha sollevato la questione, facendo presente la carenza di un medico di medicina generale a San Martino e a Grotte Santo Stefano. “Ne ho già parlato con la sindaca Frontini che si è mossa e sta cercando di reperire un medico di medicina generale presso la Asl”, ha detto Delle Monache, “Viterbo – ha proseguito – ha una popolazione molto anziana più bisognosa di cure, non può restare sprovvista di un medico”, ha incalzato, chiedendo alla sindaca di “farsi portavoce presso il commissario della Asl, Bianconi”, di questo problema che rischia di diventare insormontabile, vista la carenza di figure di questo tipo denunciata da Amodio. Frontini, nello stesso consiglio, ha annunciato, intanto, di avere fatto un “approfondimento in tutti i nosocomi della provincia per capire le necessità e, ovunque, sta emergendo questa carenza di professionalità – ha spiegato – Per le vie brevi ho già fatto presente questa possibile mancanza del medico di base a San Martino al Cimino e a Grotte Santo Stefano”, ha spiegato la sindaca. Richieste, però, che rischiano di cadere nel vuoto. “C’è una crisi della sanità a livello nazionale“, ha spiegato a margine del consiglio, il consigliere Pietro Amodio (FDI) che è anche un chirurgo. “I medici di base mancano in tutta Italia, così come i chirurghi, gli anestesisti. Stiamo vivendo un momento drammatico, non è una mancanza di vocazione, i giovani scelgono altre specialità. Se andiamo a guardare gli accessi alla scuola di specializzazione vedremo che ben il 70% delle borse di studio in area di emergenza, sono rimaste vuote, in chirurgia il 42%. Già due anni fa, fu fatta una previsione sulla mancanza del 10% di medici di medicina generale e sul fatto che negli anni successivi la situazione sarebbe peggiorata. Non è che la Asl non li vuole sostituire – ha specificato Amodio – Non si trovano. Bisogna dire le cose come sono, non raccontare storie come se ci fosse una cattiva volontà. I concorsi si stanno facendo, la Asl ha calcolato il fabbisogno di personale, ma questi ragazzi poi accettano? Molti vanno nei grandi centri, dove il più delle volte già risiedono. Usano questi concorsi per essere stabilizzati altrove. La Asl ha le mani legate, le soluzioni vanno trovate a livelli istituzionali più alti“. ha concluso Amodio.