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Qualità della vita: Viterbo 76esima su 107 province, perde sei posizioni.

Qualità della vita: Viterbo 76esima su 107 province, perde sei posizioni.

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Viterbo 18 novembre 2024 –  Qualità della vita, Viterbo scende di 6 posizioni e si ferma alla 76esima su 107 province italiane, all’interno della classifica 2024, che Italia Oggi pubblica dal 1990. In base al punteggio conseguito le province sono poi suddivise in quattro gruppi: Buona”, “Accettabile”, “Discreta”, “Insufficiente”. Viterbo con 396 punti su 1.000 assegnati alla migliore, riesce a restare nel raggruppamento “Discreta”.

Diversi fattori tra cui salute, sicurezza, reddito, cultura o istruzione. Secondo la classifica di quest’anno, la provincia italiana in cui si vive meglio è Milano, seguita da Bolzano, Monza, Bologna, Trento, Padova, Verona, Firenze, Pordenone, Parma.

Roma è al 24esimo posto su 107: ha guadagnato nove posizioni rispetto allo scorso anno, ma rimane lontana dalle città metropolitane del Centro e Nord Italia, come Firenze (8ª) e Bologna (4ª), entrambe nella top 10, anche se perdono qualche posizione rispetto al 2023.

Scendendo nel dettaglio Viterbo ottiene il seguente punteggio: *(tra parentesi il valore 2023)  Affari e Lavoro 526 (641) Ambiente 338  (422) Istruzione 518 (517) Popolazione 240 (238) Reati e Sicurezza 722 (698) Reddito e Ricchezza 468(485)  Sicurezza sociale 468 (573) Salute 194 (379) Turismo e cultura 296 (Nel 2023 non è stato rilevato). In totale 384 punti sui mille punti assegnati alla migliore. La sufficienza è fissata a soglia 500 punti. Dall’anno scorso peggiorano tutti i parametri eccetto che quello della popolazione, reati e sicurezza, l’istruzione varia solo di un punto.

La classifica di ItaliaOggi – Ital Communications, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, è stilata sulla base di 92 indicatori, suddivisi in nove macro-categorie: “Affari e lavoro”, “Ambiente”, “Istruzione”, “Popolazione”, “Reati e sicurezza”, “Reddito e ricchezza”, “Salute”, “Sicurezza sociale” e “Turismo e cultura”. Alla provincia con il posizionamento migliore vengono assegnati mille punti, mentre zero a quella peggiore. Le 107 province, a seconda del loro punteggio, vengono poi divise in quattro gruppi: “Buona”, “Accettabile”, “Discreta”, “Insufficiente”.

Quest’anno la qualità della vita in Italia è risultata buona o accettabile in 62 province su 107, in lieve flessione rispetto agli ultimi tre anni: erano 63 nel 2023, 64 nel 2022 e 63 nel 2021. La maggior parte di queste è localizzata nel Nord Italia, con qualche eccezione, è il caso della Toscana, dell’Umbria, delle Marche e del Lazio. Nella categoria “Affari e lavoro” – calcolata su una media tra tasso di occupazione e disoccupazione, imprese registrate e cessate – più di 7 province su 10 hanno un punteggio che supera i 500 punti, e solo 20 sono considerate insufficienti. La stessa tendenza si ritrova nella categorie “Reati e Sicurezza” con 17 insufficienze, e “Sicurezza sociale”, con 21 insufficienze.

In tutte le altre categorie emergono le difficoltà strutturali del Paese, e decade anche la classica divisione tra Nord e Sud: nella categoria “Popolazione” più del 50 per cento delle province sono sotto la media: si fanno pochi figli, c’è un alto tasso di mortalità e il saldo migratorio non riesce a compensare questi numeri. Trieste e Alessandria, ad esempio, nel 2024 sono tra le città del Nord Italia in questo senso peggiori, rispettivamente al 101° e 103° posto. Nella categoria “Turismo, intrattenimento e cultura”, introdotta quest’anno, solo 11 province sono sopra i 500 punti. Tra queste ci sono molte grandi metropoli culturalmente attrattive, come Milano, Roma, Torino, Venezia, Firenze e Bologna, mentre tutte le altre non riescono a raggiungere offerte adeguate in termini di servizi turistici e culturali, a causa del numero limitato di musei, biblioteche, eventi culturali e strutture ricettive, tra le altre cose.

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.