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Il Medioevo raccontato nel cuore della terra: nasce un tour nei sotterranei di Viterbo

Il Medioevo raccontato nel cuore della terra: nasce un tour nei sotterranei di Viterbo

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Ci sono città che riescono a raccontare storie stupende anche sotto terra. Una di queste è proprio Viterbo. Se le vie mostrano magnifici intrecci alla luce del sole di merletti, profferli, archi, usciti dalle mani di antichi maestri e testimoni della vita di un tempo, è sufficiente aprire la porta di una vecchia cantina, o la botola in un sottoscala, per finire catapultati nella notte perenne di un’altra incredibile città di cui non si riescono a intravedere i confini.

Un volto occultato nel buio, che a poco a poco si svela, passo dopo passo, percorrendo lunghi cunicoli scivolosi che corrono silenziosi fino al cuore della terra, arrivando a sfiorare le radici di quella storia che fiorisce in superficie con campanili, torri e antichi palazzi che svettano verso l’alto.

Viterbo è una continua scoperta e una terra fertile per chi ha idee, iniziativa e soprattutto amore per la città. Tra questi ci sono le famiglie proprietarie di tre luoghi ricchi di memorie e suggestioni: Il Frantoio Paradosso di Mario Matteucci, la Guest House della famiglia Zanon e la cantina tufacea di Renato Petroselli, dislocate nel triangolo d’oro del cuore antico di Viterbo, pronte per essere messe in “rete” in quello che è il progetto di di un parco medioevale archeologico naturale.

L’idea è stata presentata oggi presso il Frantoio del Paradosso. «Abbiamo quattro quartieri che racchiudono la storia della città e sono San Pellegrino, Pianoscarano, San Faustino, San Giovanni – ha detto Renato Petroselli – bisognerebbe unire pubblico e privato e mettere tutto a sistema per avere un’area di grande attrazione turistica. Pensiamo anche a Palazzo degli Alessandri, a quello di Donna Olimpia, perle di storia che restano chiuse».

Loro, invece, Matteucci, Zanon e Petroselli, le loro proprietà hanno deciso di aprirle e ideare questo tour turistico che parte dal filo conduttore della Viterbo che si nasconde sotto terra, per poi risalire in superficie, visitando palazzi e angoli antichi durante il percorso che porterà il turista a spostarsi da un “sotterraneo” all’altro.

Ne danno un’anteprima al termine della conferenza stampa. Mario Matteucci: i suoi ottantotto anni sono le più fedeli pagine di storia che si possano incontrare. Li “sfoglia” durante la visita al suo frantoio, mentre parla del museo dell’olio, della canapa e della fibra di cocco, indica le macchine, antichissime, su cui hanno lavorato moltissimi viterbesi, tra cui Gigetto Malè. Una tradizione che è rimasta intatta e che ancora oggi permette di produrre olio con spremitura a freddo e olive bio senza pesticidi.

Nelle cavità che si aprono una dopo l’altra nella terra, si scoprono antichi macchinari, vecchissimi strumenti appesi alle mura umide, mentre dal soffitto penetra la voce ovattata della città moderna che vive. Si intuisce, parallelo al sentiero del frantoio, su un altro piano, lo snodarsi della rete urbana e del suo andirivieni di auto e pedoni distratti. Dal Frantoio il Paradosso, il tour che si immagina di sviluppare all’interno del progetto di parco archeologico medievale, porta dritti al cuore di San Pellegrino: nei pressi dell’omonima piazza è ubicata la cantina tufacea di Renato Petroselli,  una gigantesca gola che scende verso il centro della terra,  e il guest house “L’Incontro”. Una struttura, quest’ultima, che si presenta in perfetto stile medioevale, dagli ambienti rifinitissimi che sfruttano tutto il fascino e l’eleganza rude del peperino, tramutandolo in una cornice formidabile della ricostruzione della storia dei secoli passati. Da essa, passare a una narrazione ancora più primordiale, scritta nei meandri della terra, il passo è breve. Dalle eleganti stanze della Guest House “L’Incontro” basta scendere una scalinata per ritrovarsi sul sentiero che unisce questo tour al centro del mondo: lo mostrano Teresa, Guglielmo e Federico Zanon che guidano la discesa in ampi spazi dalle pareti di pietra capaci di imprigionare il visitatore nella magia unica di sentirsi a un passo dal cuore della terra e dall’origine di ogni storia.

Le visite sono attualmente gratuite e possono essere prenotate ,contattando il Frantoio Paradosso ai numeri 0761300050 – 329.6291902 o la Guest House L’Incontro 3333280605

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.