Home Cronaca La Asl non paga, Vita Autonoma: “Aiutateci”, Sabatini, “Anticipino i Comuni”

La Asl non paga, Vita Autonoma: “Aiutateci”, Sabatini, “Anticipino i Comuni”

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Dopo 37 anni, di punto in bianco, a maggio di quest’anno, la Asl gli revoca l’assegno. Per le 25 persone disabili di Vita Autonoma ritrovarsi all’improvviso senza 700 euro circa al mese, con il loro disagio fisico e l’età avanzata che impedisce loro di introdursi nel mondo del lavoro, con la badante da pagare e le medicine da comprare, è innanzitutto un “trauma” emotivo di quelli che non si dimenticano.\r\n\r\nSuperato il primo momento di sconcerto e disperazione, si sono mobilitati e hanno trovato nel capogruppo di Cuoritaliani della Regione Lazio, Daniele Sabatini, un valido referente che è riuscito a far approvare l’art. 6, noto come articolo Sabatini, nella legge regionale 10 agosto 2016, n. 12, collegato al bilancio, che prevede l’istituzione di un fondo speciale nei Comuni per queste persone. La disposizione legislativa avrebbe dovuto trovare applicazione entro 60 giorni che scadono il prossimo martedì. Ma ancora nulla di fatto. La soluzione sarebbe chiedere al Comune un’ anticipazione di cassa. Intanto per Vita Autonoma, però,  è piena emergenza. Le persone che si sono viste tagliare l’assegno dalla Asl, circa quarant’anni fa erano ricoverati presso la struttura di Villa Immacolata. È qui che hanno maturato l’idea di provare a conquistare una propria autonomia per ricreare nello spazio di un’abitazione privata una condizione personale propria, mantenendo un aiuto economico di 700 euro al mese. Una cifra che, considerata totalmente per tutti i beneficiari, è molto inferiore al costo giornaliero che lo Stato avrebbe comunque sostenuto se queste persone avessero deciso di restare all’interno di Villa Immacolata. Un risparmio, dunque, per le casse pubbliche, e una sfida per i disabili, fino a qualche mese fa vinta, visto che molti di loro si sono ambientati perfettamente, hanno creato una famiglia e alcuni sono anche diventati nonni. Fino a maggio 2016, quando la notizia da parte della Asl della sospensione dell’assegno, ha distrutto in un attimo tutte le certezze che queste persone, faticosamente, affrontando ostacoli più ardui degli altri, avevano poco a poco conquistato.\r\n\r\n“Quando ci trovavamo a Villa Immacolata, stipulammo un patto tra istituzioni e cittadini disagiati, con cui decidevamo di provare a vivere in vita autonoma, era il 1979– racconta il presidente di Vita Autonoma, Francesco Ronci – in questo modo lo Stato avrebbe speso la metà del costo sostenuto per mantenerci all’interno della struttura.  L’esperimento ha funzionato, c’è stato per tutti un significativo sviluppo personale, alcuni si sono inseriti nel mondo del lavoro, altri si sono sposati, altri addirittura hanno avuto anche dei nipoti. Andava tutto bene fino a maggio di quest’anno. Dopo 37 anni di erogazione di questo supporto economico, senza alcun preavviso, qualcuno ha deciso di sospendere l’erogazione di questi soldi”.\r\n\r\nLa motivazione della Asl sarebbe che la corresponsione dell’assegno si configura come una prestazione sociale e non sanitaria, quindi a carico del Comune e non della Asl.\r\n\r\n“Abbiamo cercato di capire in che termini fosse questa distinzione – prosegue Ronci – per noi si integra, per gli enti con cui ci siamo confrontati, invece, è separata. Così l’assegno è stato sospeso. È una profonda ingiustizia e una decisione moralmente scorretta quella di cercare di risanare la sanità, o qualche presunto buco di bilancio, sulle persone che più soffrono nel confronto con la vita quotidiana. Approfondiremo la questione nelle sedi opportune. Abbiamo reso un servizio alla comunità sulla nostra pelle e sulla nostra esperienza, rinunciando al ricovero presso la struttura di Villa Immacolata quarant’anni fa per cercare di farcela da soli. Oggi siamo qui per chiedere aiuto”.\r\n\r\nUn appello che è stato subito raccolto dal consigliere regionale Daniele Sabatini: “Undici miliardi di debito della Sanità stanno intaccando anche la questione sociale – dice –  Quando c’è da mettere soldi si dice che essa sia separata da quella sanitaria, al contrario quando bisogna togliere sono due vasi comunicanti. Pur comprendendo le ragioni della Asl che gli assegni a Vita Autonoma abbiano più una valenza sociale che sanitaria, non condivido la tempistica e i modi con cui questa posizione è stata fatta valere, facendo restare queste persone, da un giorno all’altro, senza un importante sostegno economico. Il sociale compete ai Comuni e alle Regioni che se ne devono fare carico. È quello che abbiamo cercato di fare con la famosa legge approvata come allegato al bilancio”.\r\n\r\nMartedì scadono i sessanta giorni per dare attuazione al fondo speciale per i comuni. “Mi auguro che per quel giorno si riesca almeno a portare in giunta il regolamento – dice Sabatini – è una battaglia di civiltà c’è una legge regionale approvata e va rispettata. La Regione si interfaccia con i Comuni e questi ultimi con i cittadini. E proprio ai Comuni mi rivolgo affinché, prima che si producano gli effetti della legge regionale, possano assumere degli atti amministrativi per disporre delle anticipazioni di cassa per queste persone. Non stiamo parlando di cifre eccessive. Si tratta di duecento mila euro in tutto il Lazio, di cui circa la metà riguardano la provincia di Viterbo”. Di ventisei famiglie diciannove vivono nel Comune di Viterbo che dovrebbe anticipare il 20% di 100.000, cioè 20 mila euro.\r\n\r\nAll’incontro di stamattina anche l’accorata testimonianza di Gianni Giannoccaro anche lui di Vita Autonoma: “Dobbiamo mangiare, pagare farmaci e la badante, ma a loro non interessa nulla. La Asl si è lavata le mani e ha mandato le fatture ai Comuni. Non ce la facciamo più. Ringraziamo Daniele Sabatini che si è impegnato tantissimo per noi. Qualcosa si è mosso, ma non basta. Dire che il nostro assegno è un privilegio è scandaloso”\r\n\r\n \r\n\r\nTiziana Mancinelli\r\n\r\n \r\n\r\n(In foto da sinistra: Francesco Ronci e Daniele Sabatini”\r\n\r\n 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.