Home Nazionale La Capitana sperona la Guardia di Finanza: “Abbiamo rischiato di morire. Momenti di puro terrore”.
La Capitana sperona la Guardia di Finanza: “Abbiamo rischiato di morire. Momenti di puro terrore”.

La Capitana sperona la Guardia di Finanza: “Abbiamo rischiato di morire. Momenti di puro terrore”.

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Lampedusa – “Abbiamo rischiato di morire schiacciati da un bestione di 600 tonnellate, sono stati momenti di puro terrore nella notte. Dicono di salvare vite umane e poi rischiano di ammazzare uomini dello Stato. Da parte del comandante è stata un’azione criminale. Punto“. Al porto di Lampedusa va in scena un’azione terrificante: la comandante della Sea Watch, Carola Racket, rinominata in questi giorni la “Capitana”, con a bordo 41 migranti, ieri notte avrebbe deciso di forzare il blocco di fronte al porto di Lampedusa ed effettuare l’attracco nonostante il divieto intimato in questi giorni dallo Stato Italiano. Quando la Capitana, incurante della posizione di diniego assunta dall’Italia, ieri sera avrebbe riacceso i motori e si sarebbe diretta verso il porto, si sarebbe trovata di fronte la motovedetta della Guardia di Finanza con degli uomini a bordo. I finanzieri avrebbero intimato tre volte l’alt. Ignorato dalla Capitana, pare, che avrebbe proseguito imperterrita la sua rotta. Il mezzo della GdF, quindi, nel disperato tentativo di far rispettare gli ordini ricevuti, si sarebbe frapposto fra la banchina e la nave per impedire l’attracco. Ma la “Capitana” al timone della Sea Watch avrebbe proseguito, finendo con lo schiacciare la motovedetta tra la nave e il molo. “Le ragioni umanitarie non possono giustificare atti di inammissibile violenza nei confronti di chi in divisa lavora in mare per la sicurezza di tutti” dice il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio (Fonte: UffPost). E ora per la Capitana la situazione si mette male. Come riporta l’Agi: “I finanzieri l’hanno arrestata per violazione dell’articolo 1100 del codice della navigazione, che richiama il comportamento del comandante o dell’ufficiale che commetta atti di resistenza o di violenza contro una nave da guerra nazionale, ed è punibile con la reclusione da tre a dieci anni“, spiega la stessa agenzia. La Capitana si trova ora agli arresti domiciliari. La situazione per lei si fa difficile. Potrebbe esserle contestato anche il reato di “tentato naufragio” per lo speronamento della motovedetta della Guardia di Finanza durante l’attracco. Si parlerebbe, inoltre, anche di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina punito con la reclusione fino a 15 anni. La magistratura di Agrigento, infatti, sarebbe pronta a contestare alla Rackete il fatto di avere preso a bordo  “53 extracomunitari mentre si trovava a 45 miglia dalla Libia favorendo l’immigrazione clandestina“. Per la Sea Watch, invece, scatterebbero anche sequestro amministrativo e una sanzione pecuniaria da 20 mila euro che, se non sarà pagata, potrebbe arrivare a 50 mila euro. (Fonte il Giornale). Brutte sorprese per la Capitana arriverebbero anche dal decreto sicurezza bis che in un caso del genere potrebbe trovare le condizioni per una sanzione amministrativa da 10 a 50 mila euro. Già dai primi giorni della settimana, intanto, potrebbe tenersi l’udienza per direttissima ad Agrigento per la convalida dell’arresto e la decisione sulle misure cautelari del caso.

 

 

 

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.