Home Attualità Parte la ricognizione sulle tombe dell’800 del cimitero di San Lazzaro.
Parte la ricognizione sulle tombe dell’800 del cimitero di San Lazzaro.

Parte la ricognizione sulle tombe dell’800 del cimitero di San Lazzaro.

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Viterbo, 22 novembre 2025 – “Gli uffici preposti del settore Lavori Pubblici stanno già effettuando la ricognizione delle tombe della parte monumentale del cimitero di San Lazzaro”: all’indomani della denuncia dell’artista, Marco Zappa,  dello stato di abbandono  e degrado in cui versano le magnifiche sepolture risalenti all’Ottocento, interviene l’assessore competente, Stefano Floris, per dire che in Comune non stanno con le mani e mano. Tant’è che sul cimitero monumentale si stanno già dando da fare. Ovunque erba selvaggia, muschio, ragnatele, lapidi spezzate e fiori di plastica sbaditi e polverosi, lumini con i vetri infranti scandiscono la sequenza regolare delle tombe dimenticate.  “Gli uffici – continua Floris – dietro coordinamento dell’architetto Marcella Prisini si stanno adoperando per effettuare una ricognizione delle sepolture presenti all’interno della porzione monumentale del cimitero di San Lazzaro”.  Lo scopo è quello di rintracciare gli eredi e, laddove fossero estinti, recuperare le tombe anche in vista di una loro riassegnazione, prospettiva che permetterebbe di sopperire, almeno in parte, alla carenza di posti che affligge il momento attuale con la conseguente necessità di provvedere ad ampliare i  cimiteri del capoluogo e delle frazioni. “La maggior parte di queste tombe”, spiega ancora Floris, “sono chiaramente riconducibili a sepolture private, nella maggioranza dei casi, oramai abbandonate e risalenti al periodo che va dal 1813-1920. Tali concessioni oggigiorno risultano scadute”, specifica l’assessore. Da qui il lavoro degli uffici: “Si sta procedendo alla ricognizione delle concessioni decadute, anche in tutti gli altri cimiteri di pertinenza comunale, ma in entrambi i casi sia per il monumentale sia per gli altri degli ex comuni e delle frazioni, la parte complicata del lavoro non è tanto l’individuazione, quanto risalire agli eredi diretti dei defunti. Nel caso in cui non si trovassero, l’Amministrazione potrà avviare una procedura amministrativa particolare per recuperare gli spazi di sepoltura. La ricognizione – fa sapere Floris – è un progetto obiettivo del Settore Lavori Pubblici che scadrà ad Aprile”.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.