Home Attualità Lega: «Il partito del sindaco ci bloccava tutto. Arena un pupazzo rigirato come una frittata dal suo partito».
Lega: «Il partito del sindaco ci bloccava tutto. Arena un pupazzo rigirato come una frittata dal suo partito».

Lega: «Il partito del sindaco ci bloccava tutto. Arena un pupazzo rigirato come una frittata dal suo partito».

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Viterbo, 31 dicembre 2021 – «Un pupazzo rigirato come una frittata dai suoi amici di partito»: durissime le parole dell’ex consigliere comunale della Lega, Valter Merli, verso l’ex sindaco Giovanni Arena sfiduciato prima della scadenza naturale del mandato con la firma di 18 consiglieri comunali.

Valter Merli

«Tre anni e mezzo di litigi, incomprensioni, gelosie, voglia di primeggiare di un gruppo su un altro – dice Merli -. Volevano fare solo cose di routine, non quelle che fanno crescere e migliorare la città. Il partito del sindaco non voleva essere prevaricato da gruppi con idee nuove e voglia di fare, e così non ti facevano fare nulla. L’amministrazione di Giovanni Arena era gestita e controllata solo dal suo partito, tenendo ai margini gli altri gruppi di maggioranza e relegando lo stesso sindaco alle inaugurazioni e al taglio dei nastri».

Andrea Micci

Merli è un fiume in piena: «L’accordo che hanno fatto in Provincia con il Pd, per l’elezione d Alessandro Romoli a presidente – dice –  è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, oramai colmo. La spaccatura era inevitabile. Il sindaco è caduto sotto il gioco dei suoi amici politici che lo hanno tradito e giustiziato, con un accordo capestro in Provincia che gli ha messo il cappio al collo. Dicevo sempre al mio partito di staccare la spina. E avrei preferito che lo avessimo fatto in consiglio comunale, non dal notaio, così avremmo anche smascherato l’opposizione che ha sempre chiesto le dimissioni del sindaco, poi, però, quando era il momento di farlo, si è tirata indietro. Quelle di Ricci, Erbetti e compagnia sono solo parole di facciata. Ora con Forza Italia vanno a braccetto. Il voto a Romoli è stato per Arena una condanna a morte».

Umberto Fusco

«Come partito ci siamo sempre messi a disposizione, avanzando idee, proposte e soluzioni lasciate cadere sempre nel vuoto – dice l’ex capogruppo Andrea Micci – Ci siamo sentiti traditi. La linea di Forza Italia è stata sempre ambigua. Non capivamo perché le nostre iniziative venivano bloccate, arenate, non veniva portato avanti quel famoso patto di cambiamento per cui ci eravamo impegnati verso i cittadini. Abbiamo capito, alla fine, che stavamo insieme a qualcuno che aveva una visione diversa. Quello che è accaduto in questi giorni ce lo ha dimostrato, se prima la linea di Forza Italia era ambigua, oggi è certa», dice Andrea Micci riguardo all’asse stretto dai forzisti con il Pd in Provincia.  Avvicinamento confermato anche dalle «dichiarazioni di Serra che dà per certa questa congiunzione tra Forza Italia e Partito Democratico. Difficile condividere le linee politiche con chi è pronto a schierarsi e allearsi con i nostri avversari. Insistevamo per fare riunioni con i dirigenti, ma non venivano fatte nemmeno su zoom, figuriamoci quando mettevamo sul piatto idee e progetti. Non era più possibile andare avanti. Le amministrazioni quando vanno bene non cadono, e anche quando vanno male non è detto che lo facciano. L’amministrazione Michelini, ad esempio, pur non andando bene, rimase attaccata alle poltrone fino alla fine. Noi, invece, ci abbiamo rinunciato. L’accordo in Provincia con il Pd è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Abbiamo capito le vere intenzioni di un partito che è stato sempre ambiguo. Quando Arena doveva dimostrarsi garante della coalizione, non l’ha fatto».

Da sin.: Merli, Caporossi, Cepparotti.

Alla conferenza stampa anche il senatore, Umberto Fusco: «È stata una decisione sofferta, ma non si poteva più andare avanti così. Nessuno ce l’aveva con il sindaco Arena. Come Lega gli siamo sempre stati vicini. Ma non era possibile continuare così. Il partito regionale e nazionale è stato al nostro fianco, ma ci ha lasciato liberi di scegliere.  Ha deciso il territorio». L’ex presidente del consiglio, Stefano Evangelista, ribadisce che è stata «Una scelta ponderata e attentamente valutata, sarebbe stato più comodo e più facile per noi fare finta di nulla e continuare in maggioranza, dove avevamo delle posizioni. Come facciamo a sostenere un sindaco che sposa un progetto con l’opposizione che lo massacra da tre anni?». Stefano Caporossi che in un colpo solo ha rinunciato alla carica di consigliere comunale e provinciale dice di avere fatto «Un sacrificio per dare vita a una nuova politica. Sono stato tra i primi a firmare per le mie dimissioni e, quindi, per la caduta del sindaco Giovanni Arena, ma aveva imboccato una strada che disattendeva gli impegni presi con i nostri elettori. Andavamo avanti con il freno a mano. Le nostre proposte, idee, progetti, mai presi in esame». Elisa Cepparotti e l’ex assessore all’urbanistica Claudio Ubertini, invece, parlano del finanziamento più grande della storia portato a Viterbo e dei progetti portati avanti, nonostante tutto.

Redazione Viterbo Direttore responsabile Quinta Epoca. Economista, giornalista e scrittrice.